Poesie personali


Scritta da: Don Juan
in Poesie (Poesie personali)
Lascio nel tempo le parole che non ho detto,
le parole che avrei dovuto dire,
quelle che avrei dovuto trattenere
e quelle che forse era meglio non pensare.
Lascio nel tempo le emozioni che la vita mi ha dato,
le notti passate ad amare le stelle,
i giorni in cui lasciavo che le fiamme mi divorassero,
e tutte quelle volte che ho pianto
nella complicità del silenzio
o di qualche nota scanzonata.
Lascio nel tempo tutti i giorni che nn ho sorriso alla vita,
i giorni in cui l'aria era troppo densa per respirare,
il cielo troppo bello da guardare,
la notte troppo bella da vivere.
Lascio nel tempo il tempo che ho perso,
quello che ho sprecato e tutto il tempo
che mi è scivolato accanto senza che l'abbia notato.
Lascio nel tempo una illeggibile firma
per porre fine a quell'oscuro libro,
perché ora è tempo di vivermi,
di viverti, di viverci.
Composta giovedì 4 novembre 2010
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    in Poesie (Poesie personali)

    Voglio precipitare nell'azzurro

    Il tuo ricordo lontano.
    Il tuo viso sfocato nella mia memoria.
    I tuoi occhi, li vedo ancora.
    Solo loro.
    Incredibile luce.

    Nuvole. Foglie d'autunno.
    Trasparenza, cristallo. Arcobaleno.
    Dire cielo sarebbe banale, sono più di cielo.
    Sono più anche di mare. Sono alba, ma tramonto.
    Metallo fuso. Sono fulmine.
    Sono riflesso della luce sulla neve.
    Dire stelle sarebbe troppo poco.
    Sono spazio infinito. Profondo abisso.
    Incredibile poesia. Armonia in sol maggiore.
    Pura sostanza. Sono brezza marina, aria. Vento.
    Libri da sfogliare. Muschio.
    Profumo d'incenso. Onde.
    Battito cardiaco.

    Vuoto.

    Baratro.
    Strada del non ritorno, mi perdo,
    voglio perdermi dentro i tuoi occhi...
    Si, sono un'illusa.
    Non torneresti mai a riprendermi, lo so.
    Ma voglio precipitare nell'azzurro.
    Composta sabato 25 luglio 2009
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      Scritta da: Dora
      in Poesie (Poesie personali)

      Naufragio

      Navigando di fiume in mare
      a oceano arriverò
      per annegare in spazi sconfinati
      in acque più profonde e vaste
      e afferrerò relitti di parole
      che affonderanno se vorrò aggrappare
      Naufraga in immense distese di frasi
      che scivolano sulla pelle come gocce
      fredde a crear brividi su membra
      che faticano a muoversi e annaspando
      cercan di emergere e al respiro tornare
      Non nuoto in questa vastità
      mi lascio scivolare
      in abissi di momenti in cui non risalgo
      ma la vita mi riporta a galla
      e zattera mi offre sulla quale salgo
      lentamente arrivo a sponde che accolgono
      il mio corpo che stremato cade
      su sabbia infuocata che bruciando mi abbraccia
      e lì riposo finché l'onda non mi investe
      per riportarmi al mio oceano agitato
      che riempie di sale questo cuore.
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        Scritta da: elendegori
        in Poesie (Poesie personali)

        Autunno

        Fuori l'Autunno ed il cielo piange
        Senza stagioni di frutti nei mattini
        quando il sole si svegliava di buon ora
        e non voleva tramontare
        per andare a dormire dopo.
        Fuori l'autunno ed i rami
        piangono perché le foglie -
        sue figlie sono morte!
        E sulla terra formano un tappeto
        di colori variopinti.
        Fuori l'autunno e il mare
        soffre perché le rondini
        sono già così lontane
        volando in altri paesi più caldi
        che danno loro il nido
        anche se sanno
        che sono solo migratori.
        Fuori l'autunno e tutto intorno
        È triste
        Non si ascolta più
        Il canto degli uccelli
        Che infreddoliti muoiono
        Sospinti dal vento.
        Fuori l'autunno
        Triste.
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          Scritta da: Ada Roggio
          in Poesie (Poesie personali)

          Mi racconto

          Da bambina ho sempre sognato principesse, e dame.
          Volevo essere lì, in un passato ormai non qui
          Disegnavo principesse, cavalli
          Un bel principe, un bel sogno
          Sì!
          Come nelle favole
          Mi sono costruita la favola.

          Una ragazza qualunque a cui non piaceva studiare
          Di tutte le materie scolastiche, le uniche a cui dava importanza erano il disegno, la musica, la storia.
          Questa ultima le importava solo, quando le illustrazioni del libro portavano in evidenza principessa, dame
          Solo allora andava alla ricerca della vita di corte
          Autodidatta, ha studiato sempre per suo conto
          Ricercando i particolari
          Lei amava sognare
          Attratta dai sogni disegnava e scriveva
          Disegnava ciò che poi avrebbe creato
          Scriveva ciò che poi avrebbe compiuto
          Nel percorso della vita, i sogni hanno un altro spazio
          Hanno un'altra dimensione
          Hanno un altro sapore
          Hanno un altro colore
          Assumono forme a volte distorte
          Riesci a rendertene conto solo, quando hai creduto di aver compiuto l'ultimo tassello mancante
          Nel percorso della vita, bambina, donna, mamma, nonna.
          Ti accorgi che hai percorso tutta la vita.
          Un sogno che ha avuto un percorso ricco di plausi, ma ancor più ricco di dolori, umiliazioni, pettegolezzi.
          Pettegolezzi a volte costruttivi, a volte distruttivi.
          Oggi Ada ormai cinquantenne, guarda il mondo, e abbraccia tutti
          Abbraccia tutti coloro che l'hanno prima derisa, umiliata, esaltata, ammirata, a volte anche uccisa nella dignità.
          Distrutta, ogni volta risale la china, ancora più forte di prima
          Le hanno strappato il cuore, ma da quel dolore lei sprigiona tutta la sua artisticità
          Abbraccia tutti, perché tutti coloro che le hanno puntata il dito sanno quanto amore lei mette in tutte le cose che fa
          Per la buona riuscita delle cose, bisogna metterci tutto l'amore
          L'amore supera ogni ostacolo
          L'amore da forza
          L'amore da ricchezza
          Ricchezza dell'anima
          L'amore perdona sempre
          L'amore è la valvola di vita
          Lei
          Si sfida ogni volta, dandosi sempre più alti ostacoli
          Lei come tutti gli artisti incompresi
          Ostacoli datati dal dolore che la vita le ha regalato
          Ostacoli datati dalla voglia inesorabile di vivere la storia come nelle favole
          La principessa sognatrice.
          Composta lunedì 18 ottobre 2010
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            Scritta da: sintagma
            in Poesie (Poesie personali)

            Non conversazioni e conversazioni al telefono

            Questo telefono è uno strumento
            maledetto.
            Perché, ben più delle autostrade,
            ben più delle lunghe file impazienti
            di macchine
            in coda,
            ben più dei promontori e del mare
            che vi si distende, come un braccio teso a
            separarci, questo strumento senza voce,
            mi dice ogni giorno l'incolmabile
            distanza fra te e me.
            Per questo ogni giorno lo tengo penosamente
            a distanza,
            come un'arma, perché ogni giorno mi colpisce
            al cuore.
            Eppure basterebbe un secondo,
            nell'incolmabile,
            e il tuo nome non frastornerebbe più
            ed io non dovrei filare questa bava
            di pianto attorno al corpo,
            questo sudario di parole senza senso,
            se non ti arrivano,
            né sognare di non avere scarpe per
            raggiungerti.
            Ma la mia codardia è pari soltanto
            alla tua paura di amare.
            Così siamo vigliacchi entrambi e,
            per questo, decisamente troppo
            fragili,
            come la creta.
            ***
            Tesso la tua immagine nella trama
            dei sogni quando scendi sui miei
            occhi e li bendi con una mano come
            la notte,
            di notte,
            quando la solitudine
            mi si corica di fianco e,
            proprio allora, mi
            sussurra in un orecchio il
            tuo respiro di coniglio,
            ruvida emanazione di un suono
            distillato di inquietudine insonne e
            di pianto, dolcissimo siero
            di amore affranto.
            Allora, oh amore, l'Amore,
            che non si può celare,
            splende sulle nostre distanze
            come il sole di mezzogiorno e
            mai siamo così,
            meravigliosamente vicini,
            così, inspiegabilmente, consapevoli,
            così demonicamente forti,
            da spezzare le ossa alle parole.
            E rimane il senso.
            E ci basta, il senso.
            E ci basta, questa ubriachezza di
            follia,
            che rende liberi,
            che ci rende amanti fino
            all'alba, quando
            sciogli la tua mano dai miei occhi
            e mi fai cieca al giorno, e
            come un falco richiamato dalla
            Ragione, torni a posarti sul suo
            guanto, per lasciarti bendare da
            uno stretto laccio sul
            cuore.
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              in Poesie (Poesie personali)

              Rosa

              Rosa nel suo largo cappello
              fiore di carne
              sangue roseo
              si dondola nell'immenso chiarore mattutino

              conosce l'onda profumata fonte della sua seduzione
              fiera la modula per richiamare languori sommersi
              trionfante racchiude la pura linfa dell'amore

              tra odorosi mughetti inarca fiera le sue rotondità
              bella... terribilmente bella
              l'amore le scivola leggero sul corpo vellutato
              fiorisce la chioma corvina adagiata mollemente su floridi seni.

              Nobile ed altera
              inghiotte la vita
              la vita... la recita infinita della sua esistenza dorata.
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                Scritta da: fuser
                in Poesie (Poesie personali)

                Aldiquà e aldilà

                Aldilà e aldiquà della luna,
                aldiquà e aldilà del sudore,
                aldilà e aliquà della passione,
                aldiquà e aldilà della morte,
                aldilà e aldiquà della vita.

                Nel centro trecentosessanta punti disorientano.

                Inquieto passo,
                cerchi infiniti,
                nel vol sublime
                trovo l'amore,
                con menbra tese,
                guidato dal palpito del petto,
                da l'ombra scura,
                tornano i colori.

                Aldilà e aldiquà di me stesso.
                Composta martedì 2 novembre 2010
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