Poesie personali


Scritta da: A. Cora
in Poesie (Poesie personali)
Da poco m'ha lasciato, il pensier di stamattina,
da pioggia un po' bagnato, laccato dalla brina,
in tasca poche idee, già quasi arruginite,
la bocca di parole, gia troppe volte udite,
dal cuor a malincuore, mai tanto concepite -

Forse era di te, forse era di me, ciò che voleva dire,
in quel parlar di noi, finsi di non capire -

Forse per scordare, forse per non sognare,
forse per non morire -

l'abbiam forse scordato, forse non s'è capito,
che un grande amor che vola,
pur se in diverse attese, a volte un po' incomprese,
al corpo offre piacere, al cuor chiede parola.
Composta sabato 12 settembre 2009
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    Scritta da: Salvatore Coppola
    in Poesie (Poesie personali)

    L'ultimo soffio di vento

    Ho tanta voglia di fermarmi
    bloccare le gambe tremanti
    i piedi sui freddi mattoni
    incrinati dal tempo dei tempi.

    Fuggire da una vita illusoria
    cavalcare i sentieri del cielo
    trovare la pace nell'anima
    scrutare nel vuoto assoluto.

    Lontano da un mondo dannato
    raggiungere l'estasi eterna.
    e qui che io nacqui, deluso
    alla vista di un mondo perverso.

    Adesso io chiedo al buon Dio
    di darmi in eterno la pace
    sperdendo tristezza e dolore
    con l'ultimo soffio di vento.
    Composta lunedì 25 ottobre 2010
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      Scritta da: coccinella 80
      in Poesie (Poesie personali)

      Autunno

      Lava la pioggia i pensieri
      nel turbinio di attimi
      che formano il silenzio.
      Queste foglie che cadono nell'anima
      nascondono sempre il sapore
      dolce amaro dei risvegli
      ed i ricordi si mescolano densi
      alla mia solitudine;
      rimangono attaccati al palato
      quando ormai sembra che tutto
      sia stato bevuto, scordato.
      Non so deglutire
      il liquore forte del nulla
      ed il suo torpore mi impasta
      la bocca: dorme in me
      ormai anche l'eterna lotta.
      La guerra è finita
      ma questa vittoria sulla morte
      ha spesso il sapore della resa.
      Composta lunedì 25 ottobre 2010
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        Scritta da: Stefano Medel
        in Poesie (Poesie personali)

        notte eterna

        Fine,
        immerso
        nel buio
        d'inchiostro,
        oleoso,
        perfetto,
        manto scuro,
        ascolto
        il nulla
        opaco e plumbeo,
        della notte
        che si ferma,
        e pare diventare eterna;
        sono stanco di tutto,
        di guai,
        di pensare,
        voglio
        solo dormire,
        sognare,
        viaggiare via
        nell'immaginario,
        dimenticare,
        avere l'oblio di tutto,
        non dico niente più,
        e decido solo io,
        faccio o non faccio,
        cerco libertà,
        libertà;
        e mi confondo
        nell'eterno velo in maschera,
        di questa notte
        enigmatica,
        piena di ombre,
        e di ganti,
        di demoni e di paure;
        notte.
        Composta lunedì 25 ottobre 2010
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          Scritta da: A. Cora
          in Poesie (Poesie personali)

          L'ebbrezza

          Vorrei
          codesta vita
          riviver per un'ora, per
          riprovar l'ebbrezza che
          si prova, nel camminar ancora
          su quel filo sottile, teso dall'amore

          Forse per poter dirti, ciò che gridava
          il cuore, soltanto in due parole
          che poi non dissi allora

          Forse per risentire, forse per rigustare
          più lentamente, il gusto ancor in mente
          di quel sapor di vita, bevuto d'un sol fiato
          Sul verde di quel prato, d'un cielo già
          schiarito, in minuta ora
          al fuggir dell'aurora.
          Composta mercoledì 20 ottobre 2010
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            in Poesie (Poesie personali)

            Amicizia

            Quella gentil parvenza nella mia vicinanza,
            il beato sorriso della mia vita,
            la creatura della benevolenza,
            figlia della Dea d'amicizia,
            lei,
            amica mia.
            Il suo sguardo sereno posa nei miei occhi,
            solo lei sa ascoltare,
            come il silenzio il rumore del vento,
            solo lei ode i miei sospiri muti, e prova il tremore delle mani,
            tenendo strette strette.
            Non ci sono sbarre e catene di ferro, sforzati doveri,
            false lacrime, promesse dimenticate,
            l'indifferenza micidiale,
            ma qualcosa immensa di buon sentimento,
            donato dal Creatore,
            che ha chiamato,
            "amicizia".
            Composta domenica 24 ottobre 2010
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              in Poesie (Poesie personali)

              Allitterazioni II

              Vomito variazioni sopra un vago motivo
              Scrivo solo suoni solo per sentirmi vivo
              Varie verità avvolgono un verso decisivo
              Senza senso sensibilizzo quello che scrivo

              Mi sforzo di sferzare l'aria che descrivo
              Lo sfarzo oro e quarzo lo rifiuto schivo
              Rimo ardentemente raramente allusivo
              Solo esercizio metrico privo di motivo

              Stime di infinite rime, conto approssimativo
              Rime prone e piane preme un lato apprensivo
              Dei versi sono schiave in chiave di violino
              Levigo con ruvida pomice avido abrasivo

              Sollevo il velo e porgo il ramo d'ulivo
              Abbandono dunque del poeta il ruolo abusivo.
              Composta mercoledì 7 novembre 2007
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                in Poesie (Poesie personali)

                Allitterazione

                fra le fronde fragili il fruscio d'aria fresca
                soffia fischia forte fervente la tempesta
                labile l'alluvione lambisce la mia testa
                alla luce del lampione tutto s'innesca:
                distinguo e rimpinguo le ombre e mesta
                l'immaginazione colma la lacuna e attesta
                la presenza imprecisa arrisa ma funesta
                ingarbuglia la matassa, una cassa la mia testa
                prigione a tre pareti triste ma repressa
                la mia razionalità realtà unica attesta
                fallace falciatrice l'ombra molesta
                terrore della morte martellante pesta.
                sul ciglio assottiglio l'idea indigesta
                il calare del sipario, nessuna protesta
                oblio obliquo, iniquo, le mie gesta?
                carta straccia altra faccia che il mondo detesta
                sibilar di sillabe fa sussultare e desta
                la voglia di volgere altrove la mia testa
                ma decapitato scalpito scollato in cesta
                onde evitare dell'onda l'irabonda cresta
                intravista una salvezza, un lido che troppo dista
                chiudo il capitolo di una vita da materialista.
                Composta sabato 10 novembre 2007
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