Poesie personali


Scritta da: sintagma
in Poesie (Poesie personali)

Conchiglie

Spesso mi sono rifiutata
di guardare la luna,
benché sapessi, che ti avvolgeva
tra le braccia,
benché desiderassi, il suo riverbero
sulla faccia
come l'acqua per l'assenzio nei
miei occhi.
Temevo che mi chiedesse:
"Perché, sei più pallida
di me?"
Ma la luna, che tutto vede,
è vereconda, e niente mai
chiede.
In silenzio, mi guidava
lungo la riva del
mare, perché potessi
confidare all'onda
l'amaro sapore della
solitudine profonda.
Mi faceva camminare
scalza sulla battigia e
illuminava una conchiglia
grigia che sbocciava da
un solco di sponda,
levigata come un
giovane viso, marino narciso.
Mi diceva: "Per te, il fiore
del mare. Non avere paura di
ascoltare."
Soffi di bufera, spume infrante
contro la scogliera, profumi di brezze,
sogni di isole lontane.
Musica dolce e feroce.
Era la tua voce.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: sintagma
    in Poesie (Poesie personali)

    Baccanale

    Un giorno, chissà dove e
    chissà, in quali circostanze,
    magari vedendoti
    soltanto passare,
    una vecchia esclamò:
    "Che begli occhi,
    che hai."
    Vedi,
    l'esperienza ha un senso.
    Ma, quella vecchia, non
    era solo una
    donna vecchia.
    Vedi,
    a volte gli dei si
    mascherano da mortali,
    e parlano con voce umana
    a coloro che sono
    degni.
    Sotto le vesti di quella
    vecchia donna accorta,
    batteva il cuore eterno di
    Demetra.
    E tu, malaccorto amore,
    chissà, se anche allora,
    davi pietre di silenzio,
    o petali di parole.
    Perché la verità dei
    tuoi splendidi occhi è
    legge,
    persino fra gli dei.
    I tuoi occhi sono
    grandi solchi dove
    scorrono perenni,
    calde sorgenti
    sotterranee.
    In un tramonto di gola
    e di lussuria,
    Bacco errabondo strinse
    Demetra in un abbraccio.
    E vi piantò
    una vite.
    Tanto valse il
    tuo vigneto: un
    lunghissimo bacio
    ubriaco di mosto.
    La stagione dell'uva,
    dai tralci alla tua bocca,
    pende grappoli di stelle,
    per la tua fame di
    firmamenti, macerati
    succhi, per le eclissi
    delle tue memorie.
    Ingenua ebbrezza,
    di passi danzati, in
    spazi traslati, ai margini
    del crollo.
    Ingenua ebbrezza,
    di canti spiegati, in
    spazi traslati, oltre i limiti
    dell'accordo.
    Tenerissima ebbrezza,
    di sguardi mozzati,
    da sguardi affilati, come
    fulgide spade di
    pampini.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: geggio
      in Poesie (Poesie personali)

      Ma...

      Sei bello sei fico
      sei in tv
      sei un razzista
      sei uno zingaro
      sei un prete
      sei uno spazzino

      sei pessimista
      sei geniale

      sei tirchio

      sei furbo

      sei raffinato

      sei un cuoco

      puoi essere anche un ministro
      sei un contadino
      sei un assicuratore

      sei moro o biondo

      rosso no, grazie

      non ci credi
      lo vivi

      perdi e vinci

      spendi e mangi

      non hai figli

      costruisci

      fumi e bevi

      sei ignorante

      hai una piscina

      dormi per strada

      sei un soldato

      sei un ottimo amante

      rubi e scopi

      caghi e pisci

      sogni incubi

      ascolti musica

      lavori e vaghi
      dimentichi e pensi
      sei tutto o niente

      ma...

      ricorda

      sei un animale
      un animale uomo.
      Composta domenica 10 ottobre 2010
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: geggio
        in Poesie (Poesie personali)
        La gente pensa che tu sia stupido
        perché
        vai e fai
        ridi alle loro cazzate
        dici cazzate

        ma non sai mai cosa sinceramente
        tu nel tuo fottuto cervello
        cosa possa pesnsare o credere

        l importante
        è l'abbigliamento
        l'importante è quello che fai
        l'importante è quello che tu possa dire o fare

        ma che si fottano
        non capiranno mai quello che tu vuoi essere
        perché a nessuno importa

        fingono di capire

        ma come un branco di pecore
        si inseguono
        si inseguono
        nei loro interessi nei loro scopi

        ma che si fottano
        io non sono
        così

        io vivo la mia cazzo di vita
        e che i giudizi imparino a darseli a loro

        alla loro famiglia
        alla loro figa
        al loro lavoro
        al loro modo di essere

        mi fate schifo

        preferisco stare da solo

        e che il mondo si fotta

        mondo fottiti.
        Composta domenica 10 ottobre 2010
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Mariella Mulas
          in Poesie (Poesie personali)

          ... e sfoggiò l'amore

          E l'amore
          diede sfoggio
          nei tuoi occhi,
          ti diede il giorno
          che era già infinito
          nelle sue promesse... per te.
          Ti accosti, così, alle ore
          che camminano
          ma sono lente
          per essere solo
          abbondanti di dolci parole,
          di sensazioni
          che hanno sguardi lunghi,
          carezzevoli
          ad ogni tuo sorriso...
          Si pone
          festone luccicante,
          per approntare teneri
          turbamenti
          per adornare di colori
          il tuo tempo
          e la passione
          e la certezza
          di ogni altro, di te,
          innamorato domani!
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Danut Gradinaru
            in Poesie (Poesie personali)

            È scritto nel Dna

            Non sprecate il vostro tempo con le promesse;
            i frutti crescono sugli alberi vicino ai passeri
            e maturano sotto i raggi luminosi del sole.

            Sono loro la dulcezza e la fiducia che nutre lealta.
            Hanno un gusto fresco e tropicale molto gradevole,
            il sapore tenero della miraculosa vita.

            È il seme che rinasce dal seme nel giardino divino;
            l'albero che cresce dritto nel grembo celeste
            e spolvera le foglie al di là delle Grandi Porte...

            Non perdete il tempo con grandi illusioni.
            Reale è il tocco che sentiamo dentro di noi
            ed il nostro DNA non si sbaglia mai.
            Composta giovedì 20 maggio 2010
            Vota la poesia: Commenta
              Scritta da: Alin
              in Poesie (Poesie personali)

              La luna non mi vede

              Svanisce ogni prospettiva,
              nella sera,
              con l'ombra della terra,
              i miei pensieri ora si fanno così tristi,
              così grigi, ora spenti.
              Vorrei poter dire che mi fai compagnia,
              invece tu, questa notte hai perso il tuo pallore,
              sprigioni luce intensa,
              come a confermare questa verità
              come a dire che non sono che parte
              dell'ombra di questa terra.
              E tu, non mi vedi.
              Trascino con me rabbia e rimorso,
              se pur cattivi consiglieri
              e mi disperdo con loro
              in questo ambiente così vuoto.
              Annego nell'ombra,
              spero solo le stelle raccolgano questi
              pensieri e che magari,
              cadano, infiammino la notte,
              reclamino per me la pace.
              Cadete stelle, bruciate questo cielo,
              voi che potete, voi che quando vi mostrate,
              con gioia vi si nota.
              Vota la poesia: Commenta