Scritta da: Gennaro Keller
in Poesie (Poesie personali)
Quando tu...
Quando tu
mi prendesti
per mano,
io ti seguii.
Dovunque andasti,
io venni.
Ti rincorsi,
mi aspettasti.
Insieme andammo
e la vita
ci accompagnò.
Commenta
Quando tu
mi prendesti
per mano,
io ti seguii.
Dovunque andasti,
io venni.
Ti rincorsi,
mi aspettasti.
Insieme andammo
e la vita
ci accompagnò.
Da dove son venuto,
ritornerò.
Rivedrò, forse, il passato,
i volti amati
e riderò con loro
a braccia spalancate.
Ritornerò a ballare
il valzer dell'amore
e ubriaco vivrò
nell'eterno andare.
Hei angelo bruno! chi sei?
tu che sei sulla mia strada,
e accompagni la mia ombra,
ed i miei passi,
dimmi! tu sogni?
Sogni dell'alba sul mare,
o del tramonto del sole?
Io sogno di grandi spiagge bianche
e tranquilli mari azzurri
e grandi, e immensi ed affollati porti
dove rifugiarsi
dopo lunghi ed estenuanti viaggi
dove l'anima si è persa
nei labirinti della disperazione...
Hei angelo bruno!
senza nome e senza età
vieni con me,
guida il mio andare,
segnami il percorso,
aiutami a ritrovare
l'anima mia smarrita,
e falla risorgere al nuovo sole;
dal canto mio
guarderò l'orizzonte
con gli occhi della vita,
ballerò le danze dell'amore
sulle dolci note della speranza,
e sarò libera e felice
di correre incontro al vento...
Tempeste e onde di suoni,
lune e soli vestiti di pianto.
Viaggia uno polveroso straniero
fra i sentieri del silenzio,
si posa stanco nel sangue.
Appare dall'ignoto la mia terra
e dal confine un germoglio di famiglia,
protrae le sue radici al ventre del mio cuore.
Fiocca lieve
su vecchi tetti,
la bianca neve fiocca
su viottoli dimenticati
fiocca lieve
ammantando prati solitari,
vetusti tronchi, boschi silenziosi.
Giocano i bimbi
con la candida neve,
giocano rossi in viso, sorridenti
mentre la gelida amica custodisce
nel suo candido cuore un nuovo seme,
una nuova vita che sboccerà
per nutrire tutti:
gli innocenti animali
e i perfidi uomini.
Fiocca lieve lieve
la neve bianca,
quante miserie
il suo candido
manto nasconderà.
Quando l'apparire
coincide con l'aspetto
della nostra anima,
allora vediamo realmente
il nostro vero Io.
Siamo grandi attori
o stupidi guitti
che calpestano
il palcoscenico della vita,
schiacciati dal peso
del nostro niente,
o innalzati al cielo
da una sincera umanità.
Shiavi delle passioni
o sublimi eremiti lontani
dal sangue, dalla violenza
camminiamo insieme,
uno accanto all'altro,
senza vederci, senza sentirci,
senza contarci, solitari automi
d'un mondo effimero:
nella speranza d'un sorriso
d'un abbraccio,
d'una nuova rivelazione.
Sapremo contare i nostri peccati,
fili d'erba senza fiori
s'intrecciano silenziosi
avvolgendo i cuori
in una spirale di menzogne,
di confessioni taciute
negate dimenticate.
Giovani che esuberanti
ripercorrono le strade
delle passate, future
sensazioni d'amore, d'odio,
d'erotismo sfrenato,
d'accattivante licenzioso desiderio
divoratore d'acerbi efebi,
che con i loro svettanti membri
eiaculano rose, bestemmie,
verginità e lussuria,
bruciando l'innocenza su altari
d'amate irrinunciabili passioni.
Schiavi di taciuti ed eterni amori,
avvolti nell'incosciente
erotica geniale follia
s'amano senza un perché
senza una ragione, s'amano
ferocemente senza passato
senza futuro cogliendo l'appassionato
estremo attimo... per dimenticare il mondo.
Tutti i sogni cadono.
Cristalli d'anima infranti
tagliano il cuore
e di dolore scoppia,
i suoi sussulti alla gola
scivolano sul viso
dagli occhi salati,
persi nel tempo,
assenti dallo spazio,
assenti dalla volontà,
vuoti di senso.
Vuoto d'amore
t'ha segnato il mondo.
Quando dal viso
la crosta di sale cadrà,
quando dal cuore
i cocci usciranno,
allora sarà pelle nuova,
rimarginato cuore,
nuove stelle...
Hai visto le ali del tempo
volare pesanti e grigie
nella malia del caldo d'estate.
Nell'aria di fuoco,
senza respiro,
gravoso pensare e dolore
tagliano l'anima.
Ogni passo è una stilla
fusa al sale degli occhi
a rigare il viso.
Che la faccia lavi
fredda pioggia
aspetti l'inverno.
Che le grigie ali nasconda
plumbeo cielo
aspetti l'inverno.
Cammini ancora.
Vorrei:
Non sentire il mondo,
il suo inascoltato lamento.
Non sentire il vento
dai cardinali portar vocio muto.
Non sentir la battaglia
dagli angoli uscir come canaglia.
D'odor di pace
una terra che non tace.
D'amar fraterno
un posto eterno...