Poesie personali


Scritta da: Antonio Prencipe
in Poesie (Poesie personali)

Quella stella che mi è stata portata via

Quel giorno
m'affacciai alla finestra
osservai il cielo
e mentre fumavo la mia marlboro
vidi il tuo viso immerso nel cielo,
era accanto a quella stella,
quella stella che un giorno veneravamo
e desideravamo
e che senza far rumore ti portò via dalla vita mia
e mentre il fumo della mia marlboro
cercava di sfiorare il cielo
una lacrima s'appoggiava nell'infinito
e lentamente terrorizzava il paradiso,
Mentre la mia marlboro
si consumava tra le mie mani
la luna lasciava cadere
i suoi sogni e suoi desideri
e senza dire nulla coccolava
il mio dolce amore per te,
Ora quell'amore s'appoggia
sul mare e non affoga perché
come salvagente c'è la mia anima,
Quanti treni sono passati
Quanti treni passeranno
Quanti treni ho desiderato
e Quanti treni ho rincorso
Forse arriverà quel treno
che finalmente mi portare
da quella stella
che il destino mi ha portato via.
Composta martedì 28 settembre 2010
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    Scritta da: Alessandro Di Pinto
    in Poesie (Poesie personali)

    La tua forza vive in me

    Ti ho sentito andare via
    ed un anno se ne è andato
    Tante cose ho scoperto
    la paura senza te
    ho sentito tanto freddo
    mi è mancato il tuo calore
    mi sentivo tanto solo
    ho ascoltato tante voci
    ma la tua non sentivo più
    ti ho chiamato per il mondo
    ti ho pensato
    e per ogni attimo un'eternità
    sei scomparso dal tuo letto
    ma il tuo posto è sempre lì
    nel mio cuore ti sei radicato
    nella mia mente sei il mio Re
    sulla mia pelle sei finito
    tu ci sei io lo so
    io ti sento e tu mi aiuti
    con la forza che mi doni
    nei mie sogni mi accompagni
    con la mano tu mi guidi
    stretto stretto mi sostieni
    nei miei occhi tu mi leggi
    e la paura ora non vedi più
    sono forte
    sono forte
    sono forte come lo eri tu
    perché ora e per sempre
    la tua forza vive in me...

    Ti amo Papà.
    Composta martedì 28 settembre 2010
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      Scritta da: Andrea Manfrè
      in Poesie (Poesie personali)

      Il silenzio del rumore

      Sorge il sole.
      Sempre più caotica
      si fa la città.

      Furgoni e camion,
      auto che sfrecciano,
      clacson sonanti.

      Operai al lavoro,
      ruspa o demolitore,
      sono i lavori in corso.

      Bambini che piangono,
      liti in famiglia,
      ed ecco la gente urlante.

      Rumore dopo rumore,
      attimo dopo attimo,
      si susseguono per
      tutta la giornata.

      Sorge la luna.
      Si illuminano le stelle.

      Si oscura il cielo.
      Si oscura il rumore.
      Composta domenica 4 luglio 2010
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        Scritta da: Barbara Brussa
        in Poesie (Poesie personali)

        Ossessione

        Lacrime di panico colano
        dalle scure mura
        della tua prigione

        Nuoti negli abissi dell'ignoto
        manca il respiro
        il sole non scalda la fredda pelle
        dell'incubo che t'avvolge

        Ostaggio di un'ossessione
        che tiene in pugno
        e schiaccia il tuo Essere

        Nella disperata solitudine
        sfugge la mano della speranza
        e quella del coraggio

        Trascini sguardi, a cercare
        stelle svanite
        Tremi

        nell'avvertire l'invisibile occhio
        che ti violenta l'anima
        e lame d'un "amore" morboso
        che straziano la serenità del tuo cielo

        Il tuo pianto muto
        scende lento nel cuore...

        dissetando l'urlo, che
        risalendo dal profondo
        infine ti renderà
        la tua perduta libertà.
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          Scritta da: Alessandro Bonfanti
          in Poesie (Poesie personali)

          Fra due bottiglie

          Quando inizio a guardare fuori dal fondo
          di questa bottiglia evaporata
          dalla gola di questo sogno
          vedo persone così diritte da essere storte,
          vedo un mondo troppo alieno per questo cuore di plastica,
          vedo un mondo troppo simile a me.
          Stasera non ha più senso ballare questa danza;
          stasera voglio ordinare un altra bottiglia
          e sbronzarmi d'egoismo.
          Questa è la sera giusta
          per strappare questa pelle ormai coriacea
          di ciò che forse non sono mai stato;
          il momento giusto per sapere
          di quale rosso è il mio sangue.
          Un altro sorso voglio avere
          per spettinarmi davanti al mondo,
          almeno un altro ancora
          per spettinarmi davanti a me.
          Voglio guardarmi in faccia ora
          ma non trovo nessuno specchio
          e non mi fido della gente
          che sia troppo sobria di questa bottiglia.
          Oste quando questo vetro sarà vuoto
          accetterò il conto e forse lo salderò
          ma le luci sono ancora mute
          perché veda anche da questo fondo.
          Un goccio approvo,
          un altro disprezzo
          questo liquido melenso che mi bagna le labbra.
          Qualcuno vuole bere con me?
          Offro un altro giro di questa oscena bevanda
          che quest'oggi va tanto di moda.
          Adesso le luci si fanno più vaghe
          si spegne veloce anche questa euforia;
          non ve ne abbiate ma forse ho mentito
          son troppo stanco per fare i conti stasera.
          Fradicio e sbronzo nel letto cadrò
          non voglio più bere da nessuna bottiglia
          vorrei solo svegliarmi trovandoti là.
          Composta giovedì 30 settembre 2010
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            Scritta da: Salvatore Coppola
            in Poesie (Poesie personali)

            Era tutto un sogno

            Se potessi averti accanto
            fosse anche per un solo attimo,
            rinuncerei ai piaceri della vita
            e perdermi fra le onde del mare.
            Se potessi averti accanto
            fermerei il tempo per sentire il tuo profumo
            che, dolcemente, si diffonde nell'aria
            inebriando i miei sensi.
            Se potessi averti accanto
            come la natura in primavera,
            vorrei vederti fiorire e perdermi
            tra le piccole gocce di rugiada
            racchiuse nei tuoi occhi.
            Se potessi averti accanto
            anche solo per un minuto,
            sognerei le tue affusolate mani
            sfiorare le mie labbra socchiuse,
            come un pennello sulla tela
            dipinge l'immagine dell'amore.
            Se potessi averti accanto,
            poggerei il capo sul tuo seno
            per ascoltare i battiti del cuore.
            Si è fatto giorno. Era tutto un sogno.
            Composta venerdì 1 ottobre 2010
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              Scritta da: Angela Zagheno
              in Poesie (Poesie personali)

              Come un tempo

              Ho tentato con la forza
              dei miei sogni di sollevare
              immense folle...
              Ho provato con il coraggio
              della mia passione
              di sollevare il mondo...
              Ho cercato con i miei pensieri
              più intimi e profondi
              di far crescere
              infinite immagini d'amore...
              Ho iniziato così a capire
              che malgrado tutto,
              con molta più semplicità
              vorrei un'unica cosa
              Tornare ad essere, vivere
              Ed avere, come era un tempo.
              Composta venerdì 1 ottobre 2010
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                Scritta da: Inés
                in Poesie (Poesie personali)

                Sono l'Onda Che Porta Via

                Sono l'onda che porta via
                dalla spiaggia ogni giorno
                quello che resta di un sacco di gente
                che viene e che va.
                Che sia dolce o irruenta
                cambio le cose.
                Le rispolvero, le faccio
                sempre un po' nuove.
                Il mio compito è svegliare
                le coscienze assopite,
                che non si riconoscono più nel corpo
                e nella vita cui sono affidate.
                Le coscienze vengono rapite,
                dentro di me e con me
                sbattono sul fondo, o si alzano fiere,
                annegano e riemergono
                a volte senza vita.
                Senza fiato e abbandonate, le prendo,
                le rianimo e di nuovo le abbandono
                sulla riva della vita.
                Nessuno dica che non è utile.
                Nessuno si lamenti
                se gli apro gli occhi con acqua salata!
                Il sale disinfetta!
                L'onda lava, l'onda lubrifica
                le labbra riarse, le fa purpuree, le riempie.
                L'onda travolge e sconvolge.
                Eppure, essere senza vita,
                posso rianimarti
                ora che sei morto annegato dentro di me,
                e non riuscire a giovarti a nulla,
                se continui a tenere gli occhi chiusi
                per ostinazione.
                Composta venerdì 1 ottobre 2010
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