Poesie personali


Scritta da: Michele Mennuti
in Poesie (Poesie personali)

Cuore Fugace

Vederti ogni volta è come un'illusione,
una strana sensazione che il mio pensiero ha in un preciso istante;
sai vorrei non terminasse mai,
perché il tempo passa ma tu rimani ferma nella mia mente,
e non solo come un ricordo, tu sei il mio presente.
Sai credo che il futuro non si possa prevedere
ma so che il nostro amore giorno dopo giorno si può consolidare, perché è grazie a te
che ho imparato ad amare, a sognare
a rendere ogni cosa speciale e non semplice.
Viviamo la nostra realtà e il nostro tempo
perché tu per me sei come la neve d'agosto
un qualcosa di unico e speciale.
Nel nostro futuro tutto potrà cambiare
ma tu rimarrai per sempre la mia costante di vita.
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    Scritta da: Salvatore Coppola
    in Poesie (Poesie personali)

    Un posto dentro il cuore

    Ho tanta voglia di lei
    ho voglia di amarla, gloriarla,
    tenerla su di un fulcro,
    luce di un'anima gentile.
    Ho voglia di sfiorarla
    carezzare i suoi sogni,
    vigilare i suoi pensieri.
    Ho voglia di addormentarmi
    nei suoi occhi scintillanti,
    proteggerla, viverla,
    offrirle la mia vita,
    è con lei viaggiare
    in un mondo di passione,
    vestirmi del suo sorriso.
    È quando il mio amore
    avrà raggiunto l'estremo,
    donerò a lei, la certezza
    di un posto dentro il cuore.
    Composta lunedì 21 marzo 2011
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      Scritta da: Kagib
      in Poesie (Poesie personali)

      Poesia

      Sei tu la più alta espressione di ogni essere,
      non serve rinchiuderti nelle profondità dell'anima
      come non serve eccellere perché tu vi possa dimorare,
      è sì tanta la tua essenza da sussurrare attraverso gli occhi,
      attraverso un volto consumato dal tempo e illuminato dal sapere
      attraverso mani callose, capaci di dare tenere carezze.
      Poesia è un linguaggio universale, è una vibrazione nell'aria...
      poesia è un battito in più, è un brivido che si scioglie in lacrime
      inaspettatamente dolci.
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        Scritta da: Nello Maruca
        in Poesie (Poesie personali)

        XCVIII

        Capisco e mi convinco del bel dire
        Ma mentre forte il cor nel petto batte
        e lo cervello in teschio si dibatte
        Sarebbe veramente grand'ardire

        Pensare di potere rotta invertire.
        Qual'onda ch'avanza e a riva sbatte,
        s'infrange, si riforma e poi risbatte
        così dentro lo corpo tutt'è un sentire.

        Lo pensiero segna rotta dedotta
        e mai da quella si discosta e inverte
        e là, dove diretto, solo là finisce.

        Fabbro incute a ferro botta su botta
        e nello stesso posto sempre colpisce
        finché a suo modello lo converte.
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          Scritta da: Nello Maruca
          in Poesie (Poesie personali)

          XCVII

          Tristi pensieri t'affollano la mente
          e in sofferenza sei da diciott'anni
          quanto contavi allora, in quegl'anni
          quando fortuna segnotti tristemente.

          La Morte non colpisce casualmente
          Nemmanco prepone i grandi danni
          ch'apporta, colpendo nei verd'anni.
          Fors'è nel giusto ma per noi vilmente.

          Non possiamo, seppur nel malcontento,
          che fare reverente inchino a mala sorte
          e conformarci allo trist'evento

          perché la vita di chi in vita resta
          per quanto dolente dell'acerba Morte
          necessita governi cuore e testa.
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            Scritta da: Nello Maruca
            in Poesie (Poesie personali)

            XCVI

            Sull'uscio dell'antico, grande caseggiato
            la genitrice in devota attesa resta;
            la faccia dolce genuina e mesta,
            stringe al petto il figlio amato.

            Stanotte un brutto sogno m'ha svegliato:
            s'era nel mezzo d'una gran tempesta
            e tu smarrito in immensa foresta.
            Anelavi aiuto e io non l'ho portato.

            L'alma t'avrei donato ma non ho potuto
            che d'improvviso mi son'impigliata
            in alto cespuglio di spine cornuto.

            Tu strillavi, piangevi, mi chiamavi
            mentr'io mi dibattevo, sono cascata
            in una gola nera e tu, bruciavi.
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              in Poesie (Poesie personali)

              A venir di primavera

              Dimmi lampeggio di rapita pupilla
              da dove giunge questa brezza sottile
              che amorevole il cuore accarezza
              e come scosso ramo lo fa tremare?
              Congedatosi l'uggioso inverno,
              con verdi tratteggi e sfumature
              si va ridisegnando la vita,
              con alacre passo riprende vigore;
              altra cromìa di filigranate sensazioni
              crea amorevoli contrasti all'accostarsi
              di madreperlacei colori.
              Oggi spumeggia il mare, brilla
              il verdello tra prosperi pomari;
              dilaga e ondeggia, tra selvaggi campi,
              il rosso dei papaveri; brontolano
              i turgidi rivi dei botri; vero e raro
              dopo lungo volo, spietato falco
              tregua dona ad ansimante preda!
              Ah precoci annunci di primavera,
              ripiegare della povertà della terra
              che ubertosa si arricchisce di fiori,
              emozioni che accestite e rinverdite,
              rose e gerani alle finestre del cuore
              spalancato, da dove lungimirante
              una speranza ben salda guarda
              un divenire riaffermarsi
              con occhi d'amore e di illusioni!
              Riprendimi solare tepore, dilata
              le sgonfie sacche dell'anima di dolcezza,
              innalzami fino alla bellezza pura
              tra fermenti di luce e di chiarori;
              circondato da riverberi e fili dorati
              trepido e irraggiato, dello sbocciare
              di un nontiscordardimè fammi testimone:
              addolcito dall'evento poi io lo raccolga
              e sopra come suggello vi imprima
              l'impronta di un casto bacio augurale
              prima che in dono lo offra al mio amore!
              Ah questo apprendimento
              del viver non vano che per noialtri
              scolari svogliati, non ha mai fine!
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                in Poesie (Poesie personali)

                Borbotta e tace la mente

                L'artificiere che è nella mente fa brillare
                le sue mine, una marea di scintille fluisce:
                sono pensieri in agnizione,
                occupano circonvulozioni, fanno calca.
                Non si sfollano, mi provocano,
                fanno groviglio, perforano;
                come una ciurmaglia allo sbaraglio
                saccheggiano la stiva della mia coscienza
                all'alba di un suo stanco riveglio.
                C'è chi va, chi resta: un traffico mai visto
                con un frastuono mi intontiscono.
                Più li appallotto e li butto nel cestino
                più si riproducono copiosi.
                Vorrei svigliarmela, depistarli
                dissuaderli dai loro intenti imperscrutabili
                ma mi circondano, si accampano
                e assediano ogni mia volontà ostile.
                Che vorranno mai poi
                perché si impicciano della mia vita
                e interrogano il cuore all'esame
                del suo contenente e contenuto?
                Son leggeri più dell'aria, è vero
                ma perché allora pesano tanto
                e pressano emisferi cerebrali!
                Alcuni scherzano e mi frullano
                come fa un bizzarro vento con i fuscelli
                altri vogliono inculcarmi assurdità
                affascinarmi di nulla
                ingannarmi di poter raggiungere il tutto
                convincermi che esista l'eterno
                o spaventarmi mostrando spietati
                l'effimero tempo che pestifero
                tutto svanisce e cancella.
                Ecco che si staccano ancora
                dalle visceri della mia mente
                or balordi or sagaci
                pungenti e senza lasciarmi intendere
                la trama o il fine o il senso
                così come talvolta accade
                dopo aver letto un libro intero.
                Che filo li lega, luce o buio li proietta,
                perché mi trivellano l'anima,
                che riportano in superficie, saggiano
                il mio coraggio o il mio terrore affiorante?
                Mi curano, mi guariscono
                o mi ammalano e mi aggravano di un male oscuro
                sono allodole o spaventapasseri
                tarlano o insufflano amore di essere?
                Quanto suggeriscono per predare il meglio
                o il peggio del vivere;
                mi abbagliano o mi spengono
                ascoltando la cantafavola della vita?
                Ecco, la folla smembra, qualcuno ancora
                già assonnato si trattiene, tardivo svanisce
                poi discende e si propaga un silenzio.
                All'esplosione succede la stagnazione:
                è sempre un capovolgimento,
                un repentino alternarsi passando
                tra l'alfa e l'omega dell'essere
                quasi sempre nulla più poi resta in piedi;
                nel sub-errante vive o muore il pensiero
                ma mai, se vivi, ci dispensa dalla sua presenza.
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                  in Poesie (Poesie personali)

                  Il Tempo stinge molte cose!

                  Fuggendo dedali di viuzze cupe
                  sbucato nella strada delle rose
                  tra fragranze e effluvi trovai luce
                  l'amore per sentieri seguii a fiuto.
                  Raggiunto dai dardi di Cupido
                  tra petali e variopinti corimbi
                  nell'affrontare nuovi respiri
                  io vidi il lampeggio della lucciola
                  sentii il grillo sotto la luna
                  l'occhio vuoto fattosi pieno
                  brillare all'aurora del cuore.
                  Come nelle notti d'estate
                  quando boccioli di fuochi colorati
                  s'aprono rischiarendo il mare
                  e rimbombano echi di spari
                  con colpi da intime bocche di fuoco
                  ogni appuntamento io festeggiai;
                  sul pentagramma dei sogni
                  le note trascrissi delle ispirate
                  melodie dall'anima eseguite.
                  Ma gli anni passano e tu, Musa
                  lo sai: il Tempo stinge molte cose!
                  Autunnale il sole perde calore
                  ad una a una cadono le foglie,
                  l'anima e la carne invecchiano
                  e a nulla vale ricorrere alla scatola
                  del trucco per nascondere
                  il pubblico spessore delle rughe
                  datato sul pallido volto senile.
                  Ora che il domani, come l'età,
                  più povero e triste è divenuto
                  andiamo a ritrovare la scatola nera
                  della memoria e lasciar parlare
                  il nastro confuso dei ricordi cari,
                  ripetiamo, tra fruscii, con un fremito di voce
                  la storia smagata della nostra vita.
                  Nell'amaca di un'ultima illusione
                  sempre ci sarà dato di cullarci
                  e a occhi chiusi riappropriarci
                  ancora per un attimo indefinito
                  di quanto il tempo ci portò via.
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