Io, atomo di materia sperduto nell'immensità dell'universo, vivo. e in luce di pensiero vinco il mio "niente". Ora n'innalzo, sorvolo l'Etna innevata ne rubo splendore di bellezza e lo possiedo in sazietà di vittoria.
Tra spiegazioni e interrogazioni, Tra lo trattar di storia e geografia e lo disquisire di lingua e filosofia, e tra greco e latino e traduzioni
giungesi, finalmente, a deduzioni. Per alcuni buon'aria, da levante, soffia, per altri bufera il me ne frego sgonfia i meglio han gaudio, gl'ignavi frustrazioni.
Spira così, puranco, il quarto anno e l'assenso s'aspetta per lo quinto ché chiudere lo corso tutti han voglia.
Per quanto abbia sofferto turbamento Lo giovincello ha ben concluso l'anno Ed è già assiso su l'ultima soglia.
Dell'anno in corso già metà è trascorso, col cuor languente e l'animo in subbuglio affronta lo studio in rinnovato piglio e a briglia tesa non allenta morso.
Il tempo andato è ottimo corso, e se nell'ultimo ha fatto gran miscuglio per'avvenimenti ch'an scosso cipiglio è ora tornato qual tempo decorso.
S'affretta notte e dì a dar di mente Traduce, sfoglia, legge e memorizza e a scrivania è costantemente.
Il tempo perduto ultimamente Lo sprona ad avanzare velocemente Mentr'esigenze tutte armonizza.
Il dì di poi, nel primo pomeriggio, anti lo spiazzo del casato antico la conosciuta voce d'uomo amico lenta strascica il solito messaggio:
Mi tocca visitare l'altro villaggio: stanco son'io che pria alba già fatico perciò lascio la busta sotto il portico e corro ad affrontare l'altro viaggio.
Sono gli zii che danno chiaramente l'intenzione d'essere per ottobre a vivere con noi costantemente.
Trema la mamma come fosse in febbre, invece il cuore trabocca d'allegrezza e l'ansia si dissolve nell'ebbrezza.