Poesie personali


Scritta da: Stefano Tini
in Poesie (Poesie personali)

Cala del Riccio

Il mare nella notte,
Immenso e sopito,
Racchiuso fra la cala
E l'orizzonte scuro,
Lascia scorgere solo
Le luci lontane
Di una nave alla fonda.

Piccole onde s'infrangono
timide sulla scogliera,
Come ad accompagnare dolcemente,
Il poco tempo che della sera rimane,
Dal nostro quotidiano,
Apatico, addormentarci.

La prima falce della luna,
Specchiandosi sull'acqua,
Sparge, nel suo lento declinare
Verso la linea d'occidente,
Quei tremolii luccicanti,
che sembrano quasi apparire,
nel sonno leggero che ci coglie,
Come sottili stelline ritagliate
Da fogli di lucida carta d'argento.

Così, regalandoci
Una tenue strada di luce,
Nel lungo cammino delle ore,
Verso lo splendore dell'alba.
Composta martedì 1 luglio 2014
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    Scritta da: Giuseppe Profeta
    in Poesie (Poesie personali)
    Scuro il tempo che non ha te
    Porta il buio senza la tua luce
    Piove e diluvia in questo spazio vuoto

    Credere che non è così semplice
    È diversamente credibile

    Non a caso il contenuto è proibito
    Specialmente per cosa vorrei

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    Sei responsabile della selezione
    Ti riguarda e spero che l'amore
    Porti a disposizione lo stesso motivo
    Cantato e sofferto da sempre

    Non riesco a guardarti per capire
    Dove siamo stati completati
    In una dolce e piccola storia di te.
    Composta lunedì 14 ottobre 2019
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      Scritta da: Giuliana Z.
      in Poesie (Poesie personali)

      Cristalli di brina

      Son cordiandoli
      lanciati nelle tenebre
      sogni in festa
      delle notti fredde.
      Cristalli di brina
      illusione di neve
      piccole stelle bianche
      di un gelo insonne
      coprono i mattini
      col suo biancore.
      Sulle strade e sui tetti
      sui prati e gelate foglie
      ovunque posa la brina
      l'inverno cammina.
      Composta martedì 10 dicembre 2019
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Brillano al sole i cappelletti d'alluminio dei camini mentre il vento gioca con loro facendoli ruotare sullo sfondo del cielo azzurro senza una nuvola: giocano con il velo bianco di una lontana nebbia distesa sull'orizzonte di collinette piene di trincee dove morirono tanti in una fratricida guerra civile.
        Gli odi ancora si leggono nei grandi occhi di alcuni che sono figli dei protagonisti diventati signorotti. Dai camini esce il fumo della legna che tutti riscalda mentre nel cuore dei giovani che non sanno la storia brucia rancore, vendetta, passione e false illusioni. La storia è la maestra della vita che ci rende più felici.
        Quando potremo camminare sotto un cielo azzurro tutti uniti cantando e giocando come uccelli liberi dimenticando il passato che ha lasciato tante ferite alcune già sepolte nel camposanto altre imputridite? Specchiamoci nel cielo e nelle acque azzurre del mare: laviamoci mani e cuore dimenticando il triste passato.
        Composta martedì 19 marzo 2019
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Crollano le mura della solitudine
          quando il cuore si apre alla luce
          di un mattino che spia l’orizzonte
          in cerca di pupille di una bimba
          che ancora tranquillamente dorme.

          Solo sa dire “mamma”:
          due sillabe aperte alla speranza
          due pupille che si specchiano
          nel sorriso aperto del giorno
          mentre la mamma la guarda.

          Si spalancano le finestre al chiarore
          di un sole che spunta come sempre
          mentre il sorriso della bimba
          penetra negli occhi della mamma
          che sola la contempla e non parla.

          È il suo più bel fiore di primavera
          il suo più umano bacio alla vita
          il suo mistero grande di madre
          il suo amore infinito alla vita:
          la figlia è il sorriso di Dio!

          7 5-19
          Composta giovedì 20 dicembre 2018
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Un mattino grigio nato nella notte con lacrime
            dopo mesi di sole senza una goccia d'acqua
            per lavare la polvere dei bei giorni invernali
            e le ferite aperte di una terra arida e desolata.

            Oggi finalmente la nostra terra è benedetta
            da gocce che lentamente cadono dal cielo.
            Si respira aria limpida e pura senza polvere
            perché la pioggia lava la faccia del giorno.

            Iniziamo la giovane primavera vestita a festa
            salutando il mese di Aprile con il suo pesce.
            Quand'ero bambino sulle spalle degli amici
            stampavo un pesce con la polvere di gesso.

            Oggi da vecchio vivo il mio autunno amico
            meditando sorridendo sulle varie stagioni.
            Il tempo passa ascoltando le note musicali
            chiuse nel cuore e io volo nel cielo lontano.
            Composta giovedì 5 settembre 2019
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              Scritta da: Stefano Lustrissimi
              in Poesie (Poesie personali)

              Sensazioni

              Sensazioni
              partono dal cervello... anche quando
              te la sei fatta sotto le conferme possono essere
              oggettive, olfattive, visive e viene
              e viene una sensazione di schifo
              profondo che oggettivamente è reale,
              soggettiva perché
              in quella situazione ci sei tu e
              vorresti tornare solo alla sensazione
              anzi ancora prima della sensazione.
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                Scritta da: Gattocongli stivali
                in Poesie (Poesie personali)

                Occhi, quasi neri

                Li guardai nei minimi dettagli
                nascosti da una soffusa luce,
                dolci, quasi neri, mare calmo
                illuminati da notte di luna.

                Io spiaggia buia,
                presi la tua acqua
                bagnai la sabbia giocosa
                per castelli dorati,
                fantasia di bambini, liberi.

                La notte dormono, i bambini
                sognano il pieno vivere.
                Al risveglio il castello raccontano,
                il sordo genitore
                vuoto di avulso vissuto, chiama
                all'illuso reale.
                Composta martedì 4 dicembre 2012
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                  Scritta da: Cetty Cannatella
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Ahimè la sensibilità

                  Le profondità dovrebbero essere vietate alla sensibilità...
                  La sensibilità ha sbalzi d'umore, spesso incomprensibili.
                  Lei che ha ali di angelo e gambe di piombo,
                  emozioni di cristallo e riverbero di pugnali.
                  Dovrebbe rimanere chiusa in una teca, come un opera d'arte... fragile, bella, intoccabile.
                  Bisognerebbe averne cura...
                  La sensibilità è il seme di ogni emozione importante, se incontra il male viene spazzato via come in balia del vento.
                  Se germoglia, è bene e amore all'ennesima potenza.
                  Ahimè la sensibilità.
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                    Scritta da: Cetty Cannatella
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Uomini...

                    Sciascia diceva: ci sono uomini uminicchi e quaquaraquà.
                    Gli uomini quelli veri, sono le persone semplici, che si alzano al mattino e se vanno a lavorare, quelli che insegnano ai figli il valore della vita e non delle cose. Gli uomini veri rispettano il prossimo, rispettano se stessi e combattono per i propri ideali.
                    Gli uomini veri, profumano di umiltà, si rimboccano le maniche e vanno avanti. Poi ci sono gli uminicchi quelli che pur lamentandosi tirano avanti, hanno sempre bisogno di qualcuno per prendere una decisione... non sono né carne né pesce...
                    Poi in fine c'è "l'uomo inutile, controproducente, che rovina se stesso e gli altri, l'uomo della mala società...
                    U Quaquaraquà.
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