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Poesie di Cetty Cannatella

Poeta e aforista, nato giovedì 24 aprile 1969 a Palermo (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti, in Frasi per ogni occasione e in Diario.

Scritta da: Cetty Cannatella

Lettera al mare

Ti ho pensato mare
Oggi ho guardato le foto fatte quando ogni mattina ti incontravo
Quando ti respiravo
Quando mi facevo avvolgere di vento...
Di salsedine
Di gocce
Di sabbia
Di profumi
Di rumore d'onde
Di gabbiani che stridono, pescano, planano
Ti ho pensato
Le gocce di sale mi hanno bagnato il viso
Le ho leccate per sentire il tuo sapore...
Ho messo la tua foto sulla home del cellulare.
E aspetto...
Come tutta la gente, aspetto a casa.
Aspetto che tutto andrà bene.
E intanto t'amo e mi manchi.
Cetty Cannatella
Composta lunedì 30 marzo 2020
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    Scritta da: Cetty Cannatella

    Inverno egoista

    Tremava come una foglia secca, sottile e scricchiolante al solo tocco dell'ombra di un piede.
    Rinsecchita da chi con ostinazione non accetta che lei potrebbe essere primavera in un altro prato, arricchire un altro ramo, essere parte di un altro bosco.
    Tremava lei...
    E nelle paure finse di esser forte
    Di non temere l'ombra di chi instabilmente non accettava il tempo che cambiava le stagioni e i sentimenti.
    E li prigioniera fra le foglie secche.
    Si mescolò fra esse provando il freddo rigido di un inverno egoista.
    Cetty Cannatella
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      Scritta da: Cetty Cannatella

      U ciavuru ru mari (il profumo del mare)

      Mi manca u ciavuru ru mari... u sò scrusciu
      U ventu cà mpirughia i me capiddi e mi accarizza senza chiediri pirmissu.
      Picchi u ventu ru mari è comu un picciriddu ca ti tira la vesta pi essiri sintutu.
      U me mari parra cu ventu e grazie a iddu
      u ciavuru ti trasi dintro o nasu e fino all'arma.
      E quannu na lu mari tu ci nasci, ci crisci... u ventu pari t'assicuta puru all'autru munnu, avvoti pari ca mi tira a viesta e mi rici: Mi rissi u Mari, torna!
      Io mi fazzu ancora mpirughiari i capiddi, circannu u ciavuru ru mari...
      Iddù mpittutu nun mi parra chiù, comu a diri; io sugnu ventu, no ciavuru ri mari...
      Ma u mari...
      Lu tò mari... è comu u ventri ri na matri, pi sintillu ci ha trasiri rintra i cainni...
      Pi sentiri u sò ciavuru, ha tuccari e basari la to terra.

      Traduzione
      Mi manca il profumo del mare... il suo rumore
      Il vento che ingarbuglia i miei capelli e mi accarezza senza chiedere permesso.
      Perché il vento del mare è comu un bambino che strattona la veste per essere ascoltato.
      Il mio mare parla con il vento
      E l'odore del mare grazie ad esso ti entra nelle narici fino a toccarti l'anima.
      E quando nel mare tu ci nasci, ci cresci... il suo vento sembra ti insegua pure in capo al mondo, spesso ho come l'impressione che il vento strattoni ancora il mio vestitoe mi dica: Mi ha detto il mare torna!
      Io lascio che mi scompigli ancora i capelli, cercando nell'aria il profumo del mare...
      Allora il vento offeso non mi parla più, come se il suo silenzio volesse dirmi: io sono vento non profumo di mare!
      Il mare...
      Il tuo mare... è come il ventre di una madre, per sentirlo devi penetrare la sua carne.
      Per sentire l'odore del tuo mare, devi toccare e baciare la tua terra.
      Cetty Cannatella
      Composta domenica 17 novembre 2019
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        Scritta da: Cetty Cannatella

        Nessun bambino sceglie

        "E quando un bambino nasce in questo mondo, non ha la minima idea del colore della pelle in cui vive."
        Né in quale nazione o in quale Dio credere o non credere.

        Ecco che dico ai potenti...
        Ai popoli che guardano e permettono genocidi
        Ai razzisti...
        Ascoltate le voci degli innocenti, i pianti disperati dei bambini, sono trascorsi secoli e ancora piangono le guerre e i crimini dei malvagi.
        E se per caso volgete lo sguardo al cielo vergognatevi.
        Cetty Cannatella
        Composta martedì 29 ottobre 2019
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          Scritta da: Cetty Cannatella

          Tu sei

          Vita
          Aria
          Carne che trema
          Carezze e baci...
          Sei cielo mare e maglione caldo nelle sere più fredde.
          Sei aria fresca del mattino e stella luminosa del cammino.
          Sei compagno che mai si stanca...
          Amante che sempre mi desidera e cerca.
          Sei luna, sole, albero che abbraccia e terra che nutre
          Sei un mondo infinito dentro il mio cuore e la mia anima.
          Cetty Cannatella
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            Scritta da: Cetty Cannatella

            Ahimè la sensibilità

            Le profondità dovrebbero essere vietate alla sensibilità...
            La sensibilità ha sbalzi d'umore, spesso incomprensibili.
            Lei che ha ali di angelo e gambe di piombo,
            emozioni di cristallo e riverbero di pugnali.
            Dovrebbe rimanere chiusa in una teca, come un opera d'arte... fragile, bella, intoccabile.
            Bisognerebbe averne cura...
            La sensibilità è il seme di ogni emozione importante, se incontra il male viene spazzato via come in balia del vento.
            Se germoglia, è bene e amore all'ennesima potenza.
            Ahimè la sensibilità.
            Cetty Cannatella
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              Scritta da: Cetty Cannatella

              Uomini...

              Sciascia diceva: ci sono uomini uminicchi e quaquaraquà.
              Gli uomini quelli veri, sono le persone semplici, che si alzano al mattino e se vanno a lavorare, quelli che insegnano ai figli il valore della vita e non delle cose. Gli uomini veri rispettano il prossimo, rispettano se stessi e combattono per i propri ideali.
              Gli uomini veri, profumano di umiltà, si rimboccano le maniche e vanno avanti. Poi ci sono gli uminicchi quelli che pur lamentandosi tirano avanti, hanno sempre bisogno di qualcuno per prendere una decisione... non sono né carne né pesce...
              Poi in fine c'è "l'uomo inutile, controproducente, che rovina se stesso e gli altri, l'uomo della mala società...
              U Quaquaraquà.
              Cetty Cannatella
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                Scritta da: Cetty Cannatella

                Quattru paroli attaccati 'ncruci

                Musica, scrusciu, abbaniati genti...
                Mercati di parole, sentimenti venduti, calpestati dal passeggio momentaneo del pseudo compratore d'amore.
                Cicatrici tatuate
                Fiori sbocciati da dolori acerbi, poi maturi e prepotenti
                Giro, giro tondo... ginocchia bucciate, anime tramortite, livide di dolore.
                Preludio di nuova luce, quando il dolore diventa forza.
                Quattru paroli attaccati ncruci...
                E come alla fine del gong sul ring, faccia livida e sanguinante
                Gente che esulta al massacro e vince il più forte...
                Il più forte non è chi ha usato violenza, né chi ha attaccato...
                Ma è chi con coraggio si è difeso, battuto, non è caduto o con forza si è rialzato.
                Le parole in croce con chiodi piantati sono rimaste lì... sterili, velenose e come kamikaze esplosi sui corpi di chi ha usato i colpi.
                Il Cristo è sceso, risorto... e sul ring rimane vittorioso e tramortito, ignorato.
                L'attentatore prima inneggiato... ora
                vittima di se stesso e del malcreato.
                Cetty Cannatella
                Composta sabato 5 ottobre 2019
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