Poesie personali


Scritta da: Gabriella Stigliano
in Poesie (Poesie personali)

Quest'umana ferita

Ho capito che bisogna stringere
i denti per andare avanti,
ho capito che se rimani
dietro l'angolo
ti assalgono i fantasmi.
Ho capito che i nervi della vita
sono troppo scoperti
e che si deve stare attenti
ai lupi nascosti anche dentro
i propri tormenti.
Ho capito che l'amore
non fa sempre sognare
ed è imperfetto fino a stare male.
Ho capito di restare vuota
dopo parole che ci vengono dette
nel rumore di attese
verso viaggi più luminosi,
ho capito di tremare
quando mi sei vicino
e sento il cuore che non ha pace.
Forse ho capito delle cose,
forse non ho ancora capito niente,
mi accorgo però
che quest'umana ferita,
che si apre a metà
tra le righe di questo foglio,
ha bisogno di silenziose grida
per farmi restare ancora a bordo
di questa esistenza,
vissuta fra tracce d'amore,
arcane storie, pianti di angeli,
passioni ribelli e memorie lontane.
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    Scritta da: Rosalia Polizzano
    in Poesie (Poesie personali)

    Luna dolce luna

    Luna, dolce amica dei poeti,
    complice degli amanti
    e degli innamorati,
    tu conosci i segreti
    di ogni storia appena nata,
    rivale dei lampioni
    di città o di borgata.
    Sei dolce e candida
    come zucchero filato,
    ispiratrice di chi sogna
    e di chi ha già sognato.
    Luna, dolce amica di tante sere
    trascorse ad ascoltare
    il cri cri dei grilli nei prati in fiore
    oppure a passeggiare in riva al mare
    dove tu ti puoi specchiare
    mentre ti lasci ammirare.
    Compagna dei marinai
    e di chi va a cercar fortuna
    e sogna, sogna e spera
    sotto il chiar di luna:
    spera ancor, in un grande amor
    luna, dolce luna.
    Composta martedì 9 aprile 2013
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      Scritta da: Rosalia Polizzano
      in Poesie (Poesie personali)

      Sogno

      Come gocce di rugiada
      sui fili d'erba
      e sui petali dei fiori
      si poggia lieve
      la notte sul mondo
      salutando il giorno
      che fugge via funesto
      dando un arrivederci al sole
      ad un momento migliore.
      Nell'oscurità totale
      una voce suadente
      avvolge la mente:
      è la voce del silenzio
      che accarezza le ciglia
      socchiuse per la meraviglia
      di un magico... sogno.
      Composta mercoledì 20 marzo 2013
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        Scritta da: Rosalia Polizzano
        in Poesie (Poesie personali)

        All'ombra di un grande albero

        All'ombra di un grande albero
        mi addormentai
        e sognai
        di camminare in riva al mare,
        a volte rischiai
        di cadere
        ma qualcuno
        mi tese la mano.
        La luna luminosa
        con la sua voce armoniosa
        mi disse: "Non temere,
        continua pure,
        hai ancora tanta strada
        da fare,
        non ti fermare,
        coraggio, ce la puoi fare".
        All'ombra del grande albero
        mi risvegliai
        e lentamente...
        continuo a camminare.
        Composta giovedì 10 gennaio 2013
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          Scritta da: Rosalia Polizzano
          in Poesie (Poesie personali)

          Pensieri e parole

          Fra un soffio di vento
          e un raggio di sole
          sfiorano l'anima
          pensieri e parole,
          dolci emozioni
          che rubano il cuore
          pensieri e parole
          parole d'amore.

          Tenere frasi cullate dal vento
          dolci espressioni di sentimento,
          fanno capire e fanno sperare
          fanno gioire e fanno sognare.

          Pensieri e parole come le viole
          schiudono il cuore al primo sole,
          pensieri e parole che non puoi scordare
          perché hai bisogno... bisogno d'amare.
          Composta lunedì 7 gennaio 2013
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            Scritta da: Cristina Metta
            in Poesie (Poesie personali)

            Ladri di nuvole

            Il mio cuore brucia per te come cartagine in fiamme
            ho scritto a keats del mio amore e lo tiene in ostaggio
            dice di restare come i bambini _ occhi golosi di stelle e innamorati
            ma cosa ne sa lui che è morto...
            per scontare l'idillio del suo secolo – nel limbo

            prometto
            di toglierti al dolore della rinascita
            di passarmi i tuoi peccati
            e di fare doppia eternità all'inferno
            dandomi al diavolo in dolore e carne

            ho comprato spazio dentro i giornali
            un cuore leccabile gusto frutta e petrolio
            tanto trash tanto umano e tanto disarmante
            questa idea fissa
            questa fissa idea di ogni mattino che mi toglie la vita
            per portarla alla tua
            finché oltre

            tu

            m'emozioni
            come un ghirigoro di nuvole arancio in un cielo fresco d'alba in viola
            mentre l'aria è paciosa d'anime col culto poetico in fasce

            ti respiro
            e come un ladro di acrobazie aeree
            salto la barriera del suono fino a rincorrere temporali
            fino a esserti arcobaleno
            aspettando
            di leggerti negli occhi
            la felicità con cui la loro luce ingannano
            per amor mio la morte

            e mi fai perdere i sensi sognandoti
            col buio di giorno a tutte le ore.
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              Scritta da: Cristina Metta
              in Poesie (Poesie personali)

              Principe del Caos

              Ho una granata al posto del sangue con sorte fatale
              sono uno spirito scomunicato con appetititi umani
              non mi inginocchio più agli idoli _ alle campane _ alle croci _ al nulla
              sono un bastardo
              nutrito da reggimenti legioni armate
              d'ideali _ in romantico tempio senza oracoli
              fatto unicamente di cellule di atomi folli e di carne
              spinti all'ignoto
              insaziabili
              dicono
              io sia un testimone scomodo che vede nell'eden la noia
              cerco di salvarmi dalla morte dell'amore
              dal freddo e dagli occhi spenti
              sperando di prendere la forma della pioggia o della marea
              quando sarà livida e buia la notte

              e vedo una via che nessuno altro vede
              oltre la rete wifi oltre il pentagono oltre la santa sede
              persino oltre i temporali cosmici di asteroidi
              di soli a nane spaziali senz'energia
              io vedo il sogno

              c'è una voce che mi canta nel capo sera mattino
              sera
              mattino
              ho l'anima come una chitarra per le dita dolci del tempo
              in me si espande e irrequieta... l'insonnia
              come una felicità bambina solo con molte più chiassose radici

              m'esplode come una musica nel petto – la vita
              cattivo maestro delle mie brame
              ma ardo – io ardo fiaccola incontenibile incontentabile irreprensibile
              ardo come se non ci fossero stelle con più forte foco del mio.
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                Scritta da: Cristina Metta
                in Poesie (Poesie personali)

                Ehi assassino

                Portami al culmine dell'amore
                mio assassino
                fiume di vandali che hanno incendiato una intera città
                il corso del sangue
                quando in arena tutti leoni i partecipanti
                mentre la fame ordina al forte di azzannare la preda

                Tu fallo con me
                ti passerò il mio male
                di Luna
                di stelle
                di sogni
                di corse notturne su fiere selvatiche
                in un cosmo con carcerati e streghe rimaste a rimembrare della vita
                i giorni
                muore ancora l'estate col governo alla fine
                Amazzonia in fiamme
                Hong Kong già ribelle
                ed è come un mare freddo evaso dai gabbiani
                il tempo tra noi distanti
                Elena tra i pianeti gli occhi di Venere
                così luminosi da fare gridare l'Ade di paura

                Tu mi manchi manchi
                mio folle eroe eroe.
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                  Scritta da: Daniela Cesta
                  in Poesie (Poesie personali)

                  San Francesco di Assisi

                  Francesco il piccolo grande uomo di Assisi,
                  un santo, un poeta, amante della natura,
                  degli animali e delle piccole cose semplici,
                  un uomo medievale che Dio trasformò.
                  Un giovane innamorato del Padre del Figlio
                  e dello Spirito Santo e del creato,
                  innamorato dell'intera umanità,
                  Le sue meravigliose preghiere al Signore
                  sono diventate icone, i suoi infiniti ringraziamenti
                  sono canzoni calde che arrivano in Paradiso
                  piccolo frate umile che è divenuto
                  il gigante di questo mondo, Francesco!
                  hai conquistato tutti, il suono delle tue labbra
                  sono arrivate in ogni cuore,
                  melodia brillante che abbraccia ogni uomo.
                  Intercedi per questa terra che vive tra guerre e violenze
                  convertici all'amore di Gesù Cristo
                  non ci abbandonare in questo tempo terribile.
                  Noi quaggiù abbiamo bisogno del tuo aiuto e intercessione.
                  Composta giovedì 3 ottobre 2019
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