Poesie personali


Scritta da: Cristina Metta
in Poesie (Poesie personali)

Atelier zombie

Ogni alba contata sulle dita porta la Morte
un poco di morte ogni ora - ricorda il valore del respiro
prendi la tua anima le soffi in bocca un po' di sogni
poi la agiti così dopo l'ebbrezza lei torna al precedente equilibrio
siamo sulla stessa barca del tempo - fantasmi
ognuno col proprio posto numerato
con una sigla sul braccio
con un angelo dormiente al capezzale
con uno strano brusio in un cranio virtuale
osservato al suo microscopio atomico da un Dio curioso
che sta imparando ancora le tabelline della rinascita

ci fanno da guardia le paure
quelle che ci spingono alle domande
quelle che nutrono la nostra fame
quelle che ci dicono tic tac fantasma!
mentre ci cerchiamo dentro i corpi le risposte
ci strappiamo coi becchi l'uno all'altra le piume dall'orgoglio
prima di liberarci come uccelli blu
che voleranno un abisso di numeri a forma di nuvole
mentre dall'orologio biologico partirà il suono di una sirena
costringendo il sole al tramonto
regalandoci piccoli attimi di eternità tra infiniti momenti di sogni
gli stessi con cui gli zombie popolano l'Eden
prima che il piccolo Dio studente li faccia rinascere.
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    Scritta da: Cristina Metta
    in Poesie (Poesie personali)

    La rosa dalla schiena nera

    Sangue piccione ubriaco al tramonto stanchezza seduce
    rovine d'Oscuri Antichi che preghiamo in giardini di lumi
    casa nel caos vicino ad orizzonti con pubblicità per un Regno
    il mare verde nero blu in dipinti cari a qualche sognatore poeta
    poi alle care colline i ricordi in rime che faranno la storia
    un giovane Lestat sopra la locandina di un vecchio teatro
    "scusi l'insistenza ma siamo angeli" recitano negli armadi i fantasmi
    prima di una mezzanotte d'ottobre pronta per un Sabba di streghe
    voliera d'astri nel piccolo palmo di un apprendista celeste

    s'illumina nella dolce penombra la rosa dalla schiena nera
    sanguina ad occidente il crepuscolo un fiume di fuoco
    le nuvole in decomposizione avvide di piume inceneriscono raggi
    un lui pensa "lei esisterà morte dopo morte" non banale estinzione
    un Dio greco di ceramica fissa la bottiglia d'alcool con cui curare la noia
    la somma dei colori di una farfalla è pari all'istinto che un fiore ha del proprio profumo
    qualcosa decapita il sole e tutto diventa un inferno artificiale di luci
    di notte i filosofi s'appartano nel pensiero e vi restano per scomunicare la nuova morale
    sangue piccione ubriaco al tramonto la rosa dalla schiena nera - sboccia.
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      Scritta da: Cristina Metta
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      Re e Regina Pangioia glitch of London

      Si sciolgono nonostante la neve le labbra se a fuoco
      ci baciamo inverni estati primavere autunni e nuovamente
      ci baciamo a Dicembre
      dai ponti Tamigi sempre più sporco
      sempre più scuro
      sempre più freddo
      un fibrillare dei tuoi seni appena in brividi io consapevole che esisti
      a un fiocco ghiacciato - rubato il passaggio per l'Eden
      divoratori di mele
      di cereali di sigarette
      di oppiacei caramelle
      catturati dal programma di un videogioco
      ci rigeneriamo in cloni di avatar innamorati e canditi per panettoni
      chiatte insensibili al vento salgono al Barrier immutata l'onda
      San Giorgio patrona qualche pub battezzate a birra le sante bandiere
      rari i gabbiani del cielo padroni
      ogni poema dal cinquecento ad oggi
      si concentra nel fumo
      nella nebbia
      nell'attesa del torpore in un locale spiritato dai demoni
      di qualche poeta illuso morendo di restare immortale

      nudi insensibili al mondo
      rubato il corpo alla fame
      Pangioia il Glitch più alla moda di Londra
      Ivanhoe esce dalla storia a spada nel traffico e muore
      ci baciamo ignari di ereditare
      il trono
      il regno
      la gloria
      ci baciamo come se tenessimo lo scettro della magia
      negli occhi
      mentre
      dalla saga di Doctor Who si scopre che Gallifrey esiste
      che i regnanti e i Dalek hanno un accordo
      mentre
      al St Ermin's Hotel il tè è perfetto dopo la doccia
      e davanti lo Scotland Yard ci spia incredulo
      noi si possa ancora appartenere all'amore.
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        Scritta da: Cristina Metta
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        Notti nere

        Notte di cera che si consuma col fuoco
        notti sirene con demoni in catene al sangue che palpita nella vena
        sentieri con piombo fuso nella tua mente
        febbre a quaranta a cento a mille
        sotto pelle la lava in sintonia coi sogni
        l'amore non ha pietà! figliolo – senti dire una voce
        notti disfatte in sudore umori celesti senza un corpo
        torsioni d'acque in strati di nuvole rigide alle emozioni
        e quando resti senz'aria perché si spingono nel tuo tremito
        allora le notti nere diventano penitenza
        puttane ambite dal tuo cervello
        così
        vai in baldoria al Diavolo e incendi tutto quello che ti sta in fronte
        svuoti lo stomaco di malinconie eroina
        per ritrovarti in notti senza saliva in bocca a cercare brividi allegri
        mentre il mondo va a puttane
        e tu sei in cima allo Shard nel tuo pazzo fibrillato cervello.
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          Scritta da: Cristina Metta
          in Poesie (Poesie personali)

          Nocciole tostate biscotti all'arancia e pioggia

          Risveglio spinge di gelo in pelle
          il letto è un panda di gioia
          un certo Salomon Burke canta alla radio
          mentre la moka frigge sul fuoco
          notte ancora nel capo Dicembre balla un rigido il twist con i corvi
          la pioggia si spalma sull'alba ma ho gli stivali da guerra

          nocciole tostate biscotti all'arancia lacrima un cucchiaino di miele
          sotto all'albero di Natale dei doni ma non gli abbracci
          scrivo lettere nella mente di un magico Babbo Natale arrenato al Polo
          mi stringi in una giacca di piuma perché le ali dei sogni non prendano brina

          affondo nel giorno e non so di averti
          ti cerco in una vetrina pomposa che specchia solo un uomo
          Parigi naviga sopra un battello l'agenzia di viaggi è chiusa
          mi lancio contro la neve mischiata a pioggia sperando destino m'ascolti

          seduco le lancette del tempo lo fermo un attimo su alcuni secondi
          t'afferro alla mia mente t'immagino qui nonostante l'inverno
          ti cerco nel corpo i segreti del mio essere felice
          poi mi accorgo che nonostante le forze tu sei soltanto – pioggia

          ho sempre fame
          una fame disperata di dolce
          le coccole sono leggende che non racconta più nessuno
          se si vendessero ci sarebbero folli
          in file lunghe
          lunghe pianeti
          universi
          infiniti

          one way non end
          ho scritto sulle vetrine coi guanti nuovi – ti amo
          tu lo leggerai un giorno
          perché non impresso sul vetro ma nella sua anima
          come nella mia resta la consapevolezza che il cercarti
          renda entusiasmante questo Natale

          fatti trovare amore
          fatti arrivare da Babbo Natale e bussa alla mia porta
          prometto farò il solletico alle scale perché tremino di gioia
          e per San Puffo educherò l'inverno a essere sempre bianco
          per i tuoi occhi
          solo per i tuoi occhi.
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            Scritta da: Cristina Metta
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            Dicembriamo

            Dicembriamo con vini rossi la festa nel cuore salute alla gioia
            abbiamo accumulato tristezze per tutto l'anno un osso in più al cane
            viviamo col complesso dello straordinario da cercare in bocca al destino
            che non molla maledetto quel dente d'oro che renderebbe le cose più felici
            resteremo ubriachi di sogni per tutta la storia
            saremo pionieri di strane conquiste
            sperimenteremo il male d'amore nello stomaco
            coi parassiti nel cervello a volte - quando in guerra contro nostri fratelli

            dicembriamo per quelli partiti
            per gli ultimi in prima fila con la morte
            per quelli che combattono col respiro
            per i bimbi col cancro negli occhi lucidi di speranza
            perché dicembriamo dimenticando queste cose?
            perché amare è più difficile di una guerra?
            perché non so dire scusa ho sbagliato – oggi?
            perché aspettiamo il futuro?
            come si aspetta una strage di cui cibarci perché
            senza altri doni

            dicembriamo
            tu
            mio caro al cuore
            stammi vicino coi soli respiri
            non faro nella tua mente alcun rumore soltanto un'idea
            lascerò scintilla accesa faro per qualche tuo sogno.
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              Scritta da: Cristina Metta
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              Golem's Christmas Kiss

              Labbra di ghiaccio violacea alba resiste cristallo la neve
              spacca folle il sorriso gabbiano tutti in crociera coi sogni
              con la lingua contro il palato lo zucchero al caffè rimasto in bocca
              ti spingo con gli occhi nell'immaginario poi via d'amore col tuo riflesso
              battiti in stereo respiri in blocchi d'argilla atomica l'anima
              in cerca del viaggio perfetto ma un viaggio sapere per dove
              licheni sugli olimpi senza un tempo oligarca sul nascituro Dio
              di notte sorbire gli astri il vuoto riempia di bene ardano gli occhi.
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                Scritta da: Cristina Metta
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                Melacembrina e panbriciole invernale

                Cospargi sentieri con briciole
                torsoli di mela dicembrina
                lanciami petali gelati di rose o argento in fiocchi
                disfa i miei segreti dal corpo
                paga all'inverno il tributo di semi
                nascondi a Dicembre il tuo fuoco
                e stringimi
                stringimi alle tue tempie
                di notte col silenzio in trama alla lana
                erigimi templi
                monumenti
                d'amore
                portami sul filo di un abisso per poi salvarmi
                non farmi mai capire il costo delle tue fatiche
                ma solo il ridere di ogni giorno il premio
                da ogni mal guarita

                fai suonare Chopin in mia assenza
                parla a Eliott a Byron a Keats delle tue pene
                incolla una mia foto al muro di casa per allontanare il buio
                così che la speranza non smetta mai di cercarci

                abbracciami se non mi avrai ancora conosciuto
                fermami in strada non sospettando nemmeno il mio nome
                ti terrò per la camicia per non perdere i tuoi occhi
                senza sentire i colpi dell'inverno entrarmi in gola con l'aria

                ti dirò che amore è per sempre e ovunque
                porta solo un paio di jeans e scarpe basse non alla moda
                danza sulle foglie morte con il ritmo di uno strano fuoco
                consapevole che la vita duri - quanto durano i sogni.
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                  Scritta da: Cristina Metta
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Abbracciami! In fondo è Natale

                  Eccomi qui sull'orlo di un anno a sperare a consumare a resistere
                  appese libellule di ghiaccio a un albero rianimato con stelle a basso consumo
                  eccomi qui a credere a sognare a pensare a domandare – ancora
                  chiudimi tu che mi leggi in un abbraccio
                  in fondo è Natale!
                  Forse non so credere abbastanza
                  forse ho troppa fede per la mia specie
                  ma tu che vedi oltre le parole
                  fami crescere ali sulle spalle
                  con che cosa?
                  Con quello in cui credi
                  semplicemente vivendo
                  tornando da me ogni tanto
                  da me che alzo castelli con blasoni e regni di draghi
                  salva la mia anima dalla guerra romantica con i fiocchi di neve
                  nascondimi in una astronave dormitorio d'angeli per folleggiare eternauta
                  fumando di nascosto
                  bevendo fino a crollare
                  fissando il blu del cielo senza motivi
                  cercando dell'amore il senso magari in una favola

                  stringimi
                  stringimi
                  stringimi forte alla tua anima
                  lotta con me contro il freddo inverno
                  t'insegnerò ad accendere appena riposa il nuvolo – le stelle
                  così a Natale tristi o felici
                  poveri o ricchi
                  amati o solitari
                  tutti avranno la propria stella accesa sopra il capo
                  per sperare.
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