Poesie personali


Scritta da: Daniela Cesta
in Poesie (Poesie personali)

Crepuscolo di settembre

Segnali dal cielo per la terra
il nuovo tempo arriva, tra le
prime ombre silenziose e ventilate
sensazioni bisognose di calore
che circondano lo spirito,
l'estate scorre via veloce anche dalla
nostra inquieta anima che cerca pace,
l'aria frizzante scivola sulle grandi acque
tocca valli e monti, carezza gli alberi
dal colorito, stanco che aspettano,
nel crepuscolo settembrino odo
sussurri appena percepibili,
avvertibili attraverso il vento udibili solo
dalle creature meditative,
che passano nel bosco solitarie
brusii, bisbigli, di animali, alberi e volatili.
Con occhi malinconici che si fermano ad ascoltare
ciò che il crepuscolo racconta.
Composta giovedì 3 ottobre 2019
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    Scritta da: Daniela Cesta
    in Poesie (Poesie personali)

    Anime

    Chi siamo noi? Anime perse
    di questo universo...
    viaggiamo verso l'eternità
    nel cielo? Sulla terra?
    Eterni segreti di questo mondo
    che scopriremo dopo il nostro volo
    non trascurate il vostro entusiasmo
    nel sapere la realtà oggettiva, in profondità
    che la vostra mente sia arguta
    non vi fermate solo ai contenuti terreni
    ognuno di noi viene guidato inconsciamente
    nell'abisso del pensiero
    nelle vibrazioni tra il cielo e la terra,
    non date nulla di scontato
    Dio è pieno di mistero, tra le acque
    sopra e sotto la terra, tra le stelle
    e nelle nostre anime.
    Composta giovedì 3 ottobre 2019
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      Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
      in Poesie (Poesie personali)
      Quando mangiavamo pane e cipolla
      i giorni erano più allegri e umani
      mentre la tristezza girovagava di notte
      sperando che il lavoro spuntasse con l'alba
      seduti nella piazza con occhi di speranza.

      Tempi duri gli annì 50 del secolo scorso
      quando di ferite di guerre erano piene le case.
      Mio fratello e altri ragazzi saltarono all'aria
      i cui brandelli restarono nel cuore di mamma
      insieme alle bombe tedesche lasciate nei campi.

      Che schifo le guerre quando il cuore è di ferro!
      In tanta tragedia nacque la speranza
      lavorando, studiando e pregando.
      La guerra è la tragedia di noi uomini mortali
      che risolviamo tutto con bombe e spari.

      Siamo uomini dal cuore ancora in caverne
      mentre il mondo dovremmo farlo più bello.
      Invece di armi costruiamo case alla gente
      condividendo lavoro, sudore, denaro e gioia.
      La nostra terra sarebbe certamente più bella!

      Facciamo della bella terra un vero nido umano
      amando la natura, la famiglia e tutti gli animali.
      Il Padrone dell'universo ci ha fatto solo custodi
      per rendere bella la grande culla dove tutti viviamo
      sotto il sole, la luna e le altissime luccicanti stelle.
      Composta domenica 25 agosto 2019
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        Ascoltiamo il vento quando ci schiaffeggia
        perché ci porta un messaggio nascosto
        nelle vene dell'aria dove corre spavaldo
        mentre noi chiusi in noi stessi
        ci nascondiamo nel nostro silenzio
        guardando fissi solo a terra.

        Alziamo la testa al cielo e leggiamolo
        nelle nuvole che corrono e stridono
        come tuoni di fuochi di artificio
        purificando l'ambiente che ci sovrasta
        lavando la polvere che solleviamo
        pulendo l'aria che respiriamo.

        Facciamoci abbracciare dal vento
        corriamo con lui sui prati celesti.
        Solleviamo lo sguardo in alto
        baciamolo quando si trasforma
        in soave e tenera brezza
        accarezzandoci come la mamma
        il suo bambino che cresce.

        Ascoltiamo in silenzio la madre natura
        che è la nostra culla da quando nasciamo.
        Il vento, la poggia, la neve e la tempesta
        fanno parte di noi stessi.
        I sogni come la polvere
        volano con il vento:
        ma noi voleremo più in alto
        lasciando il corpo nella tomba
        e l'anima libera nelle alte stelle.
        Composta martedì 3 settembre 2019
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Si rimarginano lentamente nella memoria
          le ferite piccole ma profonde
          dove l'acido vomitato da voci amiche
          lascia piaghe vive nel cuore e nell'avvenire.
          Non si cicatrizzano facilmente
          perché c'è una battaglia a morte
          tra la mente e la coscienza.

          La vera amicizia non si uccide mai
          perché le sue radici sono profonde.
          La sua voce ha molti echi
          che rimbalzano forte nella memoria.
          A volte ci vestiamo di silenzio
          ammutolendo messaggi
          che maturano nella mente.

          Ma quando il cuore è ferito a morte
          da una freccia amica
          il dolore brucia come l'acido
          e cascano non solo i deboli
          ma anche le alte montagne
          travolte da valanghe omicide.

          Eppure c'è una medicina
          che unisce fino alla morte
          due amici o amiche:
          ed essa si chiama amicizia.

          Amiamola e lasciamo
          che faccia il suo effetto.
          Poi ascoltiamo il cuore
          quando siamo soli
          ma senza nessun rancore.

          La vera amicizia è come l'edera
          sempre verde e non si stacca mai
          restando avvinghiata
          oltre l'ultimo respiro di vita.
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            Scritta da: Rosa Di Fraia
            in Poesie (Poesie personali)

            Il peso della sconfitta

            L'alba è iniziata
            ed io mi trovo qui
            a combattere con
            i miei sentimenti
            che mi tormentano
            fino a farmi stare male,
            faccio molta fatica
            ad andare avanti,
            trovarmi in questa situazione
            non è per me, voglio lasciare.
            Ogni passo diventa pesante
            le gambe non reggono
            tutta la forza che ci metto,
            sono stanco, mi sento
            terribilmente stressato
            non so se riesco ad andare avanti...
            Penso di rinunciare
            l'appetito non è più saziabile,
            mi mancano i profumi di casa,
            i sapori della mia terra
            mi manca tutto
            ma che ci faccio ancora qui!
            il sole sta andando via
            e con lui si perde la speranza
            che accompagnava tutti
            i miei sogni, volevo,
            potevo, ma non riesco.
            È dura, le giornate sono pesanti,
            i giorni passano ed io sento sempre
            di più il peso della sconfitta,
            mi dispiace dover dire
            non ce l'ho fatta, ma ho capito che
            ci sono dei limiti a tutto,
            la mia volontà di superare e affrontare
            non è stata sufficiente,
            ho perso, mi sento sconfitto,
            ma torno a casa
            con un esperienza in più
            ma con la consapevolezza
            che mi permette di fare
            ciò che ho sempre fatto
            e voluto fare,
            il lavoro di sempre.
            Composta giovedì 3 ottobre 2019
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              in Poesie (Poesie personali)

              Il muro

              Di giorno, sul muro sboccia la Rosa
              nascendo un mare mosso dipinto di rosso.
              Tra le dita bluastre del magico bosco
              il sole bevendo la rugiada, scende fin all'osso del Mondo.
              Ed io mi perdo,
              mi perdo sotto la pelle prima che il sangue potesse risvegliarsi...
              silenzio...
              C'è stata un'eclissi
              ma il sangue che direzione prese prima che si registrasse ilo Tempo?
              Perduta nelle fiamme de nuances con i loro denti aguzzi
              si dilata la Realtà verso l'esausta fine
              e tace.
              Desideri vestiti di broccato,
              l'implicita fiamma del proprio Ego
              si aggiudica le chances in onde
              sempre più rose.
              Nessun passaggio sotterraneo pieno di presenze metaforiche
              Nessuna fiamma sui verbi.
              Solamente cenere e profumo secco, opaco
              di ambra, tempo e talco
              potrebbero incriminare la mia presenza astrale.
              Composta giovedì 3 ottobre 2019
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                Scritta da: Aurora Sisi
                in Poesie (Poesie personali)
                Mi ero messa lì,
                in un angolo,
                mi ero dimenticata di me,
                di ciò di cui avevo
                realmente bisogno.

                Di qualcuno
                che mi tendesse la mano,
                che mi regalasse un paio d'ali,
                e, mi portasse ad ammirare
                dall'alto, oltre quell'orizzonte
                che avevo tracciato intorno a me,
                che mi aiutasse a guardarmi dentro
                e farmi capire che,
                la vita è al di là di quell'angolo.
                Composta sabato 11 luglio 2015
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