Poesie personali


Scritta da: Daniela Cesta
in Poesie (Poesie personali)

L'albero tagliato

Il mio cuore si stringe quando
vedo un albero che viene tagliato, sento
il suo sussurro doloroso, lacrime dalle viscere
e dagli altri alberi intorno con i cespugli, che assistono inermi
è tutto un lamento insistente, di dolore e gemiti,
un addio sconvolgente, che sembra uccidermi
un albero maestoso è come un libro aperto
potrebbe raccontare infiniti momenti, di gloria e rimostranze
attimi di vita di ogni creatura, che gli è passato accanto
cinquanta anni per crescere e diventare imponente
solenne, possente e nobile... mezz'ora per bruciare
e scomparire perennemente dalla terra.
Rispettare gli alberi è una nostra priorità
perché producono ossigeno, aria, frescura,
regalano frutti, sono al nostro servizio
e noi abbiamo il compito, di averne cura, di proteggerli
con tutto l'intero creato.
Composta mercoledì 19 febbraio 2020
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    Scritta da: Daniela Cesta
    in Poesie (Poesie personali)

    Febbraio

    Il sole di febbraio si insinua tra
    i rami spogli e dormienti dell'albero
    lo inonda di luce purificatrice
    iconica immagine che colpisce
    fa riflettere nel silenzioso pomeriggio
    ventilato e soleggiato di un mese che avverte
    che il tempo cambia, anche per noi
    che dobbiamo trasformarci in farfalle
    lasciare il nostro bozzolo invernale
    e tuffarci nella vita che rinasce.
    Composta sabato 15 febbraio 2020
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      Scritta da: djfmp3
      in Poesie (Poesie personali)

      Il lento passo

      Avvolte si crede che l'infinito è parte del nostro sogno poi strada facendo ti accorgi che ci sono montagne da sormontare e stagioni da non trascurare come le lacrime che ora poco scendono dal cielo, quel cielo che ti oscura ogni traguardo quando alzando lo sguardo verso il blu non ti è più possibile sognare e si inaridisce ogni sentiero quando non si ha più la forza di correre e camminare a lento passo ti tocca andare, se ancora il mondo vuoi riusci ad ascoltare.
      Composta venerdì 7 febbraio 2020
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        Scritta da: Daniela Cesta
        in Poesie (Poesie personali)

        Febbraio

        Passata la tempesta, febbraio regala
        giornate di scintillante luce, cielo terso
        forse l'illusione dell'avvicinarsi della primavera
        ma l'aria gelida porta la realtà dell'inverno
        ancora graffiante e torbido.

        I rami spogli si muovono sotto il vento del nord
        ma il seno della terra comincia a respirare
        ogni anfratto ogni albero ogni radice lo sente
        la speranza e l'amore fa capolino nella foresta
        come una energia brillante che inizia a salire

        dalle estremità verso l'alto, il sole di febbraio
        avverte la natura che la vita a breve tornerà
        dalle viscere con morbidezza, leggerezza
        dal silenzioso calore di un piccolo raggio
        che scende dal cielo per baciare la fredda terra invernale.
        Composta venerdì 7 febbraio 2020
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          Scritta da: djfmp3
          in Poesie (Poesie personali)

          Le onde del mare

          Nell'infinito dei miei sogni vorrei nel futuro riuscire a danzare
          nelle piazze colme di gente che d'amore vuole sentire parlare
          e nei paesi e nelle città e d'azzurro il cielo colorare come in quei giorni di primavera che il cielo lascia cadere
          la pioggia che vuole bagnare il mare
          quando il sole non riesce più a riscaldare.
          .
          Lasciando alla nebbia dipinge d'infinito la vita che
          ancora d'amore vuole sentir parlare li dove le onde si nascondo
          dall'uomo e del proprio camminare tra i venti e le grida del mare che tanti figli a visto annegare.
          Composta lunedì 3 febbraio 2020
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            La storia umana è passata per fasi:
            come primitivi si dormiva in caverne
            dipingendo animali, uomini e mani,
            dopo capanne di pali e erba sul tetto.

            Case di pietra e strade geometriche
            diedero vita a villaggi su collinette.
            Ma le guerre fraticide fecero scempio
            di donne, bambini e poveri vecchi.

            Poi arrivarono armi di ferro e spari
            uccidendo animali e uomini lontani.
            Le città ammuragliate e loro castelli
            finirono bombardati nelle tante guerre.

            È stata la storia fratricida di noi mortali
            che oggi bevono, ridono e mangiano
            seduti alla stessa mensa con il pane
            e domani si uccidono come animali.

            Sono entrato in una chiesa gotica
            dove lo scempio di una guerra civile
            ha distrutto il loro stesso patrimonio
            con tanto odio contro Dio e i morti.

            Quanto tempo dobbiamo aspettare
            per diventare persone civilizzate
            rispettando gli animali e la natura
            formando una vera famiglia umana?
            Composta venerdì 30 novembre 2018
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              Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
              in Poesie (Poesie personali)
              Il vento ci spazza la memoria con il lento passare del tempo. La mia vecchiaia cammina lenta ma sento i suoi passi pesanti il respiro che galoppa leggero mentre i piedi sono fissi a terra.
              Il tempo scorre veloce sui calendari ma è perenne nei suoi movimenti. Ammiriamo i suoi lenti passi sui selciati della storia umana, sulle torri di vecchi castelli sulle facciate di antiche cattedrali.
              Il tempo sorride allegro coi bambini gioca a carte scoperte con i giovani bacia sorridendo i novelli sposi marca le rughe del viso degli adulti si fissa negli occhi dei moribondi ma non compete mai con l'eterno.
              Lasciamo viaggiare la nostra cenere con il vento che spazza volti e tempo. Tra il sole, la pioggia, neve e freddo maturiamo come uomini sulla terra. Lasciamo alla famiglia la memoria a Dio il resoconto dei nostri giorni.
              Composta venerdì 30 novembre 2018
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                Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
                in Poesie (Poesie personali)
                Su un selciato di lastre rosse del giardino
                spuntano margherite bianche e fiori gialli
                nelle tante fessure con poca terra e arena
                che lungo vari anni il tempo ha germinato.

                È un labirinto di viuzze che si intrecciano
                formando enigmatici disegni geometrici
                dove le formiche scavano piccole gallerie
                per i loro depositi di cereali e semi strani.

                Spesso mi fermo a osservare l'esercito
                ben formato di formiche nere lavoratrici
                che non sbagliano il loro sentiero pulito
                e non ritornano mai con le pinze vuote.

                Quanto dobbiamo apprendere noi umani
                da queste minuscole creature organizzate
                dove la disciplina è molto simile ai militari
                rispettando per tradizione la loro casa reale.
                Composta venerdì 30 novembre 2018
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                  Scritta da: Daniela Cesta
                  in Poesie (Poesie personali)

                  Luce di febbraio

                  La lunga luce di febbraio
                  avverte che la prepotenza dell'inverno
                  si avvia verso la fine, la beccaccia e l'allodola fanno il nido
                  primule, viole e margherite, iniziano a sbocciare,
                  e noi capiamo che un qualcosa dentro noi
                  sta andando via per non tornare mai più.
                  Prendiamoci cura della nostra esistenza,
                  siamo i padroni delle nostre azioni
                  Dio riverserà su di noi le sue benedizioni,
                  febbraio riempie noi di sensazioni,
                  con l'allegro carnevale e san valentino
                  festa degli innamorati, ma anche dell'amicizia,
                  siamo tutti di passaggio su questa terra,
                  abbiamo bisogno di Dio, per continuare a vivere
                  fino alla fine dei nostri giorni.
                  Composta martedì 11 febbraio 2020
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                    Scritta da: Laila Ken
                    in Poesie (Poesie personali)

                    Volo

                    Il volo di uno stormo di gabbiani, nel cielo limpido, creano traiettorie curvilinee che si intersecano in punti immaginari dello spazio, sopra un mare terso.
                    Il tuo sguardo si perde nel seguire le loro evoluzioni senza meta ma così perfette nei vortici di tante ali bianche dalle movenze sublimi.
                    L'ammirazione per quegli animali padroni della luce, del mare, della terra, del tempo si trasforma in una piacevole sensazione di libertà, di equilibrio, di leggerezza.
                    Un timido sorriso increspa le tue labbra: anche io sono un gabbiano e le mie ali, la forza di volontà e la voglia di vivere, mi guideranno oltre l'orizzonte.
                    Composta domenica 9 febbraio 2020
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