Poesie personali


Scritta da: djfmp3
in Poesie (Poesie personali)

Il lento passo

Avvolte si crede che l'infinito è parte del nostro sogno poi strada facendo ti accorgi che ci sono montagne da sormontare e stagioni da non trascurare come le lacrime che ora poco scendono dal cielo, quel cielo che ti oscura ogni traguardo quando alzando lo sguardo verso il blu non ti è più possibile sognare e si inaridisce ogni sentiero quando non si ha più la forza di correre e camminare a lento passo ti tocca andare, se ancora il mondo vuoi riusci ad ascoltare.
Composta venerdì 7 febbraio 2020
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    Scritta da: Daniela Cesta
    in Poesie (Poesie personali)

    Febbraio

    Passata la tempesta, febbraio regala
    giornate di scintillante luce, cielo terso
    forse l'illusione dell'avvicinarsi della primavera
    ma l'aria gelida porta la realtà dell'inverno
    ancora graffiante e torbido.

    I rami spogli si muovono sotto il vento del nord
    ma il seno della terra comincia a respirare
    ogni anfratto ogni albero ogni radice lo sente
    la speranza e l'amore fa capolino nella foresta
    come una energia brillante che inizia a salire

    dalle estremità verso l'alto, il sole di febbraio
    avverte la natura che la vita a breve tornerà
    dalle viscere con morbidezza, leggerezza
    dal silenzioso calore di un piccolo raggio
    che scende dal cielo per baciare la fredda terra invernale.
    Composta venerdì 7 febbraio 2020
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      Scritta da: djfmp3
      in Poesie (Poesie personali)

      Le onde del mare

      Nell'infinito dei miei sogni vorrei nel futuro riuscire a danzare
      nelle piazze colme di gente che d'amore vuole sentire parlare
      e nei paesi e nelle città e d'azzurro il cielo colorare come in quei giorni di primavera che il cielo lascia cadere
      la pioggia che vuole bagnare il mare
      quando il sole non riesce più a riscaldare.
      .
      Lasciando alla nebbia dipinge d'infinito la vita che
      ancora d'amore vuole sentir parlare li dove le onde si nascondo
      dall'uomo e del proprio camminare tra i venti e le grida del mare che tanti figli a visto annegare.
      Composta lunedì 3 febbraio 2020
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        Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
        in Poesie (Poesie personali)
        La storia umana è passata per fasi:
        come primitivi si dormiva in caverne
        dipingendo animali, uomini e mani,
        dopo capanne di pali e erba sul tetto.

        Case di pietra e strade geometriche
        diedero vita a villaggi su collinette.
        Ma le guerre fraticide fecero scempio
        di donne, bambini e poveri vecchi.

        Poi arrivarono armi di ferro e spari
        uccidendo animali e uomini lontani.
        Le città ammuragliate e loro castelli
        finirono bombardati nelle tante guerre.

        È stata la storia fratricida di noi mortali
        che oggi bevono, ridono e mangiano
        seduti alla stessa mensa con il pane
        e domani si uccidono come animali.

        Sono entrato in una chiesa gotica
        dove lo scempio di una guerra civile
        ha distrutto il loro stesso patrimonio
        con tanto odio contro Dio e i morti.

        Quanto tempo dobbiamo aspettare
        per diventare persone civilizzate
        rispettando gli animali e la natura
        formando una vera famiglia umana?
        Composta venerdì 30 novembre 2018
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          Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
          in Poesie (Poesie personali)
          Il vento ci spazza la memoria con il lento passare del tempo. La mia vecchiaia cammina lenta ma sento i suoi passi pesanti il respiro che galoppa leggero mentre i piedi sono fissi a terra.
          Il tempo scorre veloce sui calendari ma è perenne nei suoi movimenti. Ammiriamo i suoi lenti passi sui selciati della storia umana, sulle torri di vecchi castelli sulle facciate di antiche cattedrali.
          Il tempo sorride allegro coi bambini gioca a carte scoperte con i giovani bacia sorridendo i novelli sposi marca le rughe del viso degli adulti si fissa negli occhi dei moribondi ma non compete mai con l'eterno.
          Lasciamo viaggiare la nostra cenere con il vento che spazza volti e tempo. Tra il sole, la pioggia, neve e freddo maturiamo come uomini sulla terra. Lasciamo alla famiglia la memoria a Dio il resoconto dei nostri giorni.
          Composta venerdì 30 novembre 2018
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            Scritta da: GIUSEPPE BARTOLOMEO
            in Poesie (Poesie personali)
            Su un selciato di lastre rosse del giardino
            spuntano margherite bianche e fiori gialli
            nelle tante fessure con poca terra e arena
            che lungo vari anni il tempo ha germinato.

            È un labirinto di viuzze che si intrecciano
            formando enigmatici disegni geometrici
            dove le formiche scavano piccole gallerie
            per i loro depositi di cereali e semi strani.

            Spesso mi fermo a osservare l'esercito
            ben formato di formiche nere lavoratrici
            che non sbagliano il loro sentiero pulito
            e non ritornano mai con le pinze vuote.

            Quanto dobbiamo apprendere noi umani
            da queste minuscole creature organizzate
            dove la disciplina è molto simile ai militari
            rispettando per tradizione la loro casa reale.
            Composta venerdì 30 novembre 2018
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              Scritta da: Daniela Cesta
              in Poesie (Poesie personali)

              Luce di febbraio

              La lunga luce di febbraio
              avverte che la prepotenza dell'inverno
              si avvia verso la fine, la beccaccia e l'allodola fanno il nido
              primule, viole e margherite, iniziano a sbocciare,
              e noi capiamo che un qualcosa dentro noi
              sta andando via per non tornare mai più.
              Prendiamoci cura della nostra esistenza,
              siamo i padroni delle nostre azioni
              Dio riverserà su di noi le sue benedizioni,
              febbraio riempie noi di sensazioni,
              con l'allegro carnevale e san valentino
              festa degli innamorati, ma anche dell'amicizia,
              siamo tutti di passaggio su questa terra,
              abbiamo bisogno di Dio, per continuare a vivere
              fino alla fine dei nostri giorni.
              Composta martedì 11 febbraio 2020
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                Scritta da: Laila Ken
                in Poesie (Poesie personali)

                Volo

                Il volo di uno stormo di gabbiani, nel cielo limpido, creano traiettorie curvilinee che si intersecano in punti immaginari dello spazio, sopra un mare terso.
                Il tuo sguardo si perde nel seguire le loro evoluzioni senza meta ma così perfette nei vortici di tante ali bianche dalle movenze sublimi.
                L'ammirazione per quegli animali padroni della luce, del mare, della terra, del tempo si trasforma in una piacevole sensazione di libertà, di equilibrio, di leggerezza.
                Un timido sorriso increspa le tue labbra: anche io sono un gabbiano e le mie ali, la forza di volontà e la voglia di vivere, mi guideranno oltre l'orizzonte.
                Composta domenica 9 febbraio 2020
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