Le donne più sexy hanno tatuaggi nell'anima e non sulla pelle. Sono tatuaggi che hanno sanguinato lasciando il segno dentro per sempre. Molti li chiamano: "cicatrici".
Composta domenica 9 febbraio 2020
Le donne più sexy hanno tatuaggi nell'anima e non sulla pelle. Sono tatuaggi che hanno sanguinato lasciando il segno dentro per sempre. Molti li chiamano: "cicatrici".
Assaggio fiocchi di neve
su una fetta di pane e cioccolata
un sapore invernale
per questo bianco giorno
affacciata da una finestra
con un calorifero
che mi scalda a metà.
Non dimentico
i soffici pomeriggi di marzo
e quelli d'ottobre
con lo stesso tiepido sole
a scriver pagine di ricordi
tra le braccia polverose del tempo
che, inesorabilmente, lascia orme
sul sentiero finito
che "loro" chiamano vita.
E chiudo gli occhi
col viso rivolto al cielo...
magie colorate d'abbracci e sorrisi
danzano nella mia mente.
E poi visi, voci e rumori antichi,
tanto lontani nel tempo,
quanto dolci alla memoria.
Un brivido mi attraversa,
stilettata a spaccar l'anima in due.
Stanze vuote, silenzio, aria gelida.
Anche le statue hanno smesso di muoversi
ora che il vento non sussurra più il tuo nome.
Come un fiocco di neve al vento vorrei danzare
con i miei sogni che no hanno ancora visto da vicino il mare...
e favole del mondo potrei raccontatore alla mia gente
che vuole sognare, tra le onde e le carezze del mare,
che i passi del mio cammino riesce a cancellare,
e perché no magari pure volare
la sù da dove si vede tutto il mare, dove i gabbiani
cantano melodia prima di andare a riposare su quello scoglio
che li sa forse ancora ascoltare.
Bianca rugiada
di notti malinconiche,
avanzi da sola
nella moltitudine.
Stagno gelato il tuo cuore,
sguardo che graffia l'animo.
A volte ti attraversa un desiderio,
ma è solo un attimo.
Indossi il tuo sorriso più bello,
e tieni il resto per te.
Quando inizia il tempo del cambiamento, sei pronta a gettare via tutto ciò che non ti serve e poi a lottare, per prendere ciò che ti spetta e che forse, la vita ti deve.
Perché la giusta causa sei tu.
Allora sei capace di diventare il tuo avvocato, il tuo giudice e la tua pubblica accusa...
Da adesso in poi sai dichiararti colpevole ed innocente.
Ti ritiri per deliberare.
Così è deciso.
L'Udienza è tolta.
Il pensiero di te è
prorompente,
come la mareggiata
sugli scogli!
Odo quel fracasso
dell'onda,
è il tuo nome, il tuo viso,
prevalere su tutto
e apparire nella mia mente!
Nel ginepraio dei
miei sentimenti,
prevali tu fiore perenne,
nessuna tempesta potrà
atterrirti,
forse la pioggia delle mie
lacrime inonderà
questo amore
e lo soffocherà!
Annuso il tuo profumo
mio fiore,
ha sommerso il mio corpo,
sono sotto i tuoi petali,
ricordi che imprigionano
i miei sensi.
Di questo amore mi ciberò
fino alla morte,
dell'amore recluso
nella mia anima ingabbiata
nella tua.
Un dolce incontro all'ora del tramonto
un bel sorriso di bimbo a mezzanotte
un grande sogno all'alba del giorno
un consiglio umano del vecchio nonno.
Il giorno spinge a nuove avventure
le ore passano balbettando suoni
mentre i pensieri si accavallano muti
in attesa che sbocci il fiore della fortuna.
Quasi bendati camminiamo nella vita
leggendo gli angoli oscuri del giorno.
Le ore passano lente chiuse negli occhi
sperando di cavalcare nella notte fonda.
Così mezzo addormentato con occhi aperti
leggo le voci del giorno che nasce e muore.
Ma nel percorso diario della vita che scorre
vedo passare le ombre mute di uomini sordi.
Grigio è il giorno di questa primavera
vestita per la festa con troppo anticipo
con papaveri e altri bei fiori campestri
compagni di avventura con la pioggia
e il sole che fa capolino tra le nuvole.
Sul color grigio si parla sempre male
eccetto in alta moda e tanti funerali.
È colore scialbo senza grinta vitale.
Non conosco fiori di questo colore
eccetto se sono di plastica riciclata.
Eppure il cielo grigio è un gran regalo:
la terra l'ama, l'abbraccia e lo bacia,
il contadino l'aspetta come il pane,
i grandi boschi si vestono di gala
le savane aspettano lacrime del cielo,
per vestirsi di verde e salutare le fiere.
Quando l'inverno si veste di primavera pensiamo che il freddo non brontoli invece ritorna quanto meno si aspetta perché le stagioni sempre si rispettano.
Quest'anno ha nevicato forte in aprile perché il vento del polo così lo ha deciso. La bianca neve non ci visita ogni anno: lei è molto libera sceglie come e quando.
Noi non siamo mai padroni delle stagioni anche se abbiamo sempre un calendario: madre natura segue sempre le sue leggi tocca ai mortali saperle amare e rispettare.
La natura umiliata e ferita ha diritto a punirci dandoci uno schiaffo, un uragano o tempesta. L'essenziale è stare sempre vigilanti e pronti: siamo suoi custodi ma non padroni distruttori.