Poesie personali


Scritta da: Mauro Albani
in Poesie (Poesie personali)

Lo scirocco e la magia

Camminare senza sentire i battiti del cuore
Silenzio assoluto di una assordante solitudine
Un pesce rosso in una bull di vetro che rincorre la vita senza sosta senza far rumore
Un gioco di ombre e luce tra le stelle e i sassi
Lanciare il cuore altrove è possibile ma serve un vento di scirocco e la sua magia e un'abbraccio per aspettare con garbo.
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    Scritta da: Dario Pautasso
    in Poesie (Poesie personali)

    Sono un uomo

    Io sono la luce che ti spoglia,
    il fiato freddo del cielo,
    sono l'albero che muore
    nella foresta.
    Sono il canto della pioggia
    e lo scuro scorrere del tempo.
    Sono un passo traballante
    nel buio di una notte immensa
    poco prima di un nuovo giorno.
    Sono Dio che rimira oltre la collina
    sono la freccia scagliata nel vuoto,
    il turbinio delle vostre parole,
    il gioco matto di un bambino
    nel sorriso della madre.

    Sono la cera che fa illuminare
    il cammino oltre un orizzonte
    che non porta a nulla.
    Sono la mano calda del padre
    nel ricordo di mille placidi errori.
    Sono l'abisso oltre le nuvole,
    il sasso del sentiero
    e l'immota grandezza del cielo.

    Sono un uomo.
    Composta martedì 19 marzo 2013
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      in Poesie (Poesie personali)

      A papà (a mio padre)

      Chello cà rimanè rò passàt
      è imprèssa a mmente comm fosse ajere,
      tantè cose me l'aggio scurdato,
      ma certè sò sempre cà presente.
      nà mano che m'accumpagn a scola
      nù bacio n'fronte a primma comuniòne
      n'abbraccio dò ritorno da surdat.
      cheste sò e cose cà teng sempe a mente
      e tutte e cose cà me aie regalàt.

      traduzione napoletano-italiano

      quello che rimane del passato
      è impresso in mente come fosse ieri
      tante cose le ho dimenticate
      ma certe cose sono sempre presenti.
      una mano che mi accompagna a scuola
      un bacio in fronte per la prima comunione
      un abbraccio dal ritorno del soldato.
      queste sono le cose che tengo sempre in mente
      di tutte le cose che mi hai regalato.
      Composta martedì 19 marzo 2013
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        in Poesie (Poesie personali)

        Fora a fenèsta (fuori la finestra)

        Fora à fenèsta a pioggia sbatte forte
        sbatte stu core, ma ò cielo nun se n'addona
        ca scoppa m'pietto comme ò tuono
        quanno veco a te e te teng a mente.
        rall'uocchie tuoie po' nun teng scampo
        song scintille c'appicciano l'anima
        j t'aspettasse pe na vita sana
        si pure chist'ammore fosse lampo.

        Fuori la finestra la pioggia sbatte forte
        sbatte questo cuore, ma il cielo non se ne accorge
        che scoppia in petto come il tuono
        se solo vedo te e ti ho in mente.
        dagli occhi tuoi poi non ho scampo
        sono scintille che accendono l'anima
        ti aspetterei per una vita intera
        se pure questo amore fosse un lampo.
        Composta venerdì 15 marzo 2013
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          in Poesie (Poesie personali)

          Piacevoli notti insonne

          Quelle piacevoli notti insonne
          mentre passeggiavi nella mia anima
          seminando emozioni
          nell'incolto manto della mia pelle
          idolatrando la tua nuda immagine
          scolpita nel buio della mia mente
          lontano da sogni sperati
          inebriandomi
          del tuo profumo
          sparso su quel letto
          orfano del tuo corpo.
          Composta lunedì 18 marzo 2013
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            Scritta da: Dario Pautasso
            in Poesie (Poesie personali)

            Io vivo in te

            Camminavi per vie sconosciute
            come un fiume che abbandoni il suo corso
            e ad ogni passo straripavi,
            ad ogni passo ti disseccavi.
            Perché questa è la vita.

            Io ero in te.

            Ad ogni passo io ero nei tuoi piedi
            in ogni tua parola c'era il suono
            lontano delle mie parole.

            Fermati ora che puoi, riposa.
            E ascolta.
            Le mie labbra ancora
            parlano sulle tue labbra.
            La mia voce risuona come
            un canto nostalgico
            sulla tua voce.

            Nelle tue mani scorgerai
            i segni indelebili delle mie,
            e li avresti scorti dal primo giorno
            di questa tua stessa vita
            se solo ti fossi fermata a guardarli.

            Sulle tue membra avresti percepito
            il mio desiderio, ed un fremito
            avrebbe scosso il mio corpo,
            dovunque noi fossimo stati.
            I tuoi capelli hanno sempre
            odorato dei miei baci leggeri.
            Io sono in te.

            Quando ridi, quando piangi
            quando mi allontani
            quando mi allontano.
            Io sono in te.

            Sono nato sotto la tua pelle
            quando ancora dovevi nascere.
            ma tutto questo lo scopro adesso
            a poco a poco.

            È sempre stato così,
            così sarà sempre.
            Perché io, io sono in te.

            Quando, guardandoti allo specchio
            sentirai un soffio sul tuo corpo nudo:
            non temere, sarà il respiro della
            mia anima che in te riposa.

            Ed ogni volta che nel mio ventre torna
            a espandersi la fine che m'attende
            ogni volta che la morte torna a gridare
            il mio nome a gran voce,
            non temere!
            Io sono in te
            ma non ti sfiorerò che con il tocco
            lieve dell'amore. Non temere
            che tutto questo possa
            gravare sulla tua bellezza:
            Io sono in te,
            eppure non posso danneggiarti.
            Perché questa vita che pur ci fonde
            è la nostra vita
            e sacra è la sua indipendenza.
            Infinita la sua libertà.

            Non temere.
            Eppure ricorda:

            io vivo in te.
            Composta mercoledì 15 febbraio 2017
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              Scritta da: Gianluca Ambrosino
              in Poesie (Poesie personali)

              Shanghai

              Quel poco di verde
              pallido splende,
              tra i grigi grattaceli
              di una metropoli
              che divora se stessa.
              Una città
              che, come chi la governa,
              gioca con la propria storia
              come un monello
              gioca con un gattino
              gettandolo da un dirupo.

              Una Cina che muore
              ogni giorno nello smog,
              dove dei templi bubbisti
              sembrano usciti da Disneyland
              e la tristezza incombe
              tra le rose,
              di una vecchia ormai stanca
              di chiedere sexy massaggi.

              Nella città
              distrattamente definita
              "La prla d'oriente"
              ho trovato molta tristezza
              imbellettata da Felicità.
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