Poesie personali


Scritta da: Dansalvarea
in Poesie (Poesie personali)

Il destino oltre lo steccato

Ho lasciato domande nel colore
di fiori che pericolosi si affacciano
in equilibrio tra fascino e tentazione
d'infrangere regole dettate da nodi di
razionalità.
Ho bucato l'asfalto con i miei passi,
ma torno sempre davanti a quello
steccato, lì dove una rosa ha il colore
puro di velluto e tenerezza e sono sì
al di là, per sfidare ancora il
mio destino.
Composta giovedì 14 marzo 2013
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    Scritta da: Marisa Marimare
    in Poesie (Poesie personali)

    Illusione effimera

    Ho aspettato il tuo tempo,
    portava con sé la magia dell'illusione.
    Si vestiva di colori solari nell'alcova e,
    fluttuavano dolci parole da ascoltare
    leggere come nuvole bianche.
    Taceva la mente per ordine del cuore
    e così nacque tra loro l'inimicizia.
    Chi dei due avrebbe compreso
    che l'illusione è effimera
    priva d'amore, di sentimenti, senza vita?
    Ho aspettato il tempo per conoscere
    la verità, ed esso è giunto a me.
    Nulla si è salvato se non l'illusione effimera di un amore.
    Composta giovedì 14 marzo 2013
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      Scritta da: Debora Guerriero
      in Poesie (Poesie personali)

      La stanza dell'anima

      Boccette di ricordi,
      sabbie di dolori
      passate sotto i denti,
      ben allineate sui ripiani
      del tempo passato.

      Pagine racchiuse
      in copertine anonime
      sovrapposte e mescolate
      dove ormai non c'è più verso
      a segnare il prima e il dopo.

      Fragilità di cuore,
      polverose, spente,
      in bella mostra.

      Una stanza che sa di ieri
      senza traccia di domani.

      Uno sguardo dai vetri opachi
      vede gocce del pianto
      scivolare
      e non un paesaggio fiorire.
      Composta mercoledì 13 marzo 2013
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        Scritta da: Umberto Romagnolo
        in Poesie (Poesie personali)

        Non più come prima

        Non ti penso più
        mica come prima.
        Ora sei per me
        solo un'amica.
        Ma non ti credere
        cambi qualcosa,
        tu sarai per me
        sempre meravigliosa.
        Saranno difficili
        di certo i primi tempi
        ma non impossibili,
        teniamo i denti stretti.
        Ce la possiamo fare
        insieme io e te.
        Fondiamo un'amicizia
        che duri per sempre.
        Composta mercoledì 13 marzo 2013
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          in Poesie (Poesie personali)

          Dal libro inesistente

          La vedevo camminare
          davanti a me.
          La sua gonna era corta
          come il tempo necessario
          a giudicare una cattiva azione.
          Folate di vento le schiaffeggiavano il viso
          a causa dei miei peccati.
          Lei pagava per me.
          Ma sorrideva al male,
          come io non sapevo sorridere
          ne al bene
          ne al male.
          Tenevo stretta la cartella delle cosa da fare
          ma rispettavo il patto.
          Aprirla soltanto a cose avvenute.
          In tasca il coltello
          mi sfregava la coscia.
          Riflettevo a voce bassa
          bestemmiavo a voce alta,
          adesso il vento
          si stava accorgendo di me.
          Abituato a stare sempre all'erta,
          da buon militare,
          sentendo il cambio di clima
          e di situazione
          il bavero si alzò,
          con in mostra i suoi gradi.
          La mia divisa di soldato perdente
          stava in piedi da sola,
          sorreggeva anche me.
          Adesso la sua gonna era a terra,
          calciata lontano dallo stivale da guerra,
          non avrebbe mai potuto testimoniare
          la mia cattiva azione.
          Composta mercoledì 13 marzo 2013
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            Scritta da: Luigi Principe
            in Poesie (Poesie personali)

            L'omm e merd!

            Intimamente leso
            l'uomo di scarto
            picchia.
            In preda allo sgomento
            di non essere al comando
            segna la memoria
            di chi crede gli appartenga di diritto
            e non per concessione.
            Avvilito
            ignora, dove ha inizio la sua decadenza
            e quanto la sua potenziale grandezza
            sia profondamente imprescindibile
            dalla condizione della sua donna.
            Composta martedì 12 marzo 2013
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              Scritta da: Michela
              in Poesie (Poesie personali)

              Fogli bianchi

              [Vedo]
              Questa luce che ho dentro
              che troppe volte ho raschiato via
              vorrei tornasse
              come un'onda altissima
              a saziarmi da ogni tristezza
              [Ancora]
              Ho amputato
              i miei arti
              volo con la mente
              non mi servono gambe
              per cadere ancora
              né braccia per cercarti.
              [Prendo Fiato]
              Fa male adesso,
              la libertà che ho scelto
              fogli bianchi ed inchiostro
              nessun'altro dolore
              se non quello che vedo
              ed i miei occhi lo sanno
              [Appartengo].
              Composta martedì 12 marzo 2013
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                Scritta da: Nello Maruca
                in Poesie (Poesie personali)

                VII

                Segna l'inizio assai ben augurante
                un ciel sereno luminoso e terso
                che animo e cuore rende esilarante
                e l'uccelletto innalza col suo verso.

                Chi arzillo chi lento e chi calante,
                chi più disteso, chi in timore immerso
                la scala imbocca ciascun insegnate
                purtuttavia, ognuno, in pensier riverso.

                Due giovani professori alti e snelli
                con risoluto fare e lesti gesti,
                con l'ausilio di ossuto inserviente

                assegnano classe ai loro novelli
                che ad occhi bassi e nei visi mesti
                seguon confusi lo smilzo servente.
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                  Scritta da: Nello Maruca
                  in Poesie (Poesie personali)

                  VI

                  Supera il terzo anno a pieni voti,
                  lo quarto e puranco lo quinto senza
                  inciampi, i risultati son ben noti
                  ed è già assicurata la licenza.

                  Dell'alma, figlio, m'hai colmato i vuoti,
                  nei cinque anni non figura assenza
                  e dai maestri tant'amore riscuoti
                  che ben vogliosi son di tua presenza.

                  Il primo ciclo chiuso hai in diligenza,
                  ma il prossimo sarà assai più duro
                  ma certa son di tua perseveranza

                  Di quanto m'aspetta, mamma, ho coscienza;
                  so che dinnanzi tengo un alto muro
                  ma t'assicuro della mia costanza.
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