in Poesie (Poesie personali)
Danzando su nuvole d'oro
bella come fanciulla innamorata
giunge da me inaspettata
la sera.
Composta venerdì 30 settembre 1988
Danzando su nuvole d'oro
bella come fanciulla innamorata
giunge da me inaspettata
la sera.
T'attendo ansioso e speranzoso, o notte.
Voglio perdermi in te;
farmi condurre
dalla tua buia mano
lungo le vie del sogno
ove ritrovo
nuove onde di luce e di memorie;
voci amiche e nemiche
che ridanno
alla mia mente spenta
moti d'amore e d'odio,
gioie e paure,
e qualche volta l'estasi,
ond'io mi senta ancora un poco vivo.
E mentre l'occhio vecchio mio si sfuma
dalla veglia nel sonno
muto il respiro, ascolto le tue voci,
e nuovamente canta in me il fanciullo.
F. P. 24.06.01.
Si deve fare attenzione.
Siamo troppo portati ad assorbire
tutti i dolori del mondo.
Penetrano sottili
come aghi pungenti
e i tanti morti,
e vincitori e vinti,
sono pus e cancrena
nelle spirali vive della mente.
Non rovinate bimbi il vostro sasso
che rotola, rotola, rotola.
Scansatelo dall'orlo dell'abisso
e con colori d'ocra
pittàtene di fiori
le negre facce.
Siamo arrivati in fondo al nostro amore
in un vicolo cieco, una strettoia
dove i corpi costretti ad un abbraccio
non danzano più.
Eppure
se mi venissi a mancare
tanto la notte col suo freddo nero
m'aggredirebbe a congelarmi l'ossa
che morirei.
Franco dormi! Dormi franco,
che la notte s'avvicina,
s'è infoltito il pelo bianco
e più ripida è la china
dove scorre il tempo stanco;
Franco dormi! Dormi franco.
La tua fase s'è conclusa:
seminata è la semenza;
Acqua, Terra e Firmamento
le daranno intendimento
sulla via della crescenza;
la tua stirpe s'è diffusa.
Puoi girarti su di un fianco
per sostare: dormi franco.
Una luce resta accesa;
resta in piedi il casolare;
c'è più gente al focolare
e la porta è più difesa.
Seminata è la semenza:
sabbia e stelle conteranno
l'altre genti che verranno
sulla via della coscienza.
Nella scuola della Vita
la lezione è già finita!
Puoi posar la fronte al banco
per dormire. Dormi franco.
È diventata un arido deserto.
Le lenzuola
sono gelida sabbia nella notte.
Cenere è il fuoco al centro del bivacco,
l'anime si confondono nel fumo,
e, memori di un tempo,
del fruscio di tante primavere,
sono talvolta tiepide le membra.
A ognun di noi vicino,
come completamento al nostro essere,
c'è tutto ciò che resta
in una forma
che, forse ancora viva, rumoreggia.
È un'intrusa sgradevole e invadente
la veglia che scompiglia i nostri sogni,
e le ore,
ombre lente d'attesa,
sono gocce cinesi di tortura.
In alto,
piatto,
un altro firmamento,
sordo,
vicino e nero,
non offre a noi più stelle a consolarci.
F. P. –16/12/97.
O cielo impotente
Che lacrimi sangue
Cercando bontà
Sull'ultime sponde
D'un fiume morente
Che foce non ha
Invano la gente
T'implora sperando
Che dall'aldilà
Arrivino Pace,
amore, Giustizia
E Felicità.
Ascolta Caino
Che vuole perire
Perché non può più
Vedersi quel segno
Scavato dal sangue
Che scorre quaggiù.
Ho veduto sfiorire le tue mani
perdere il loro tocco musicale
mutarsi da farfalle affascinanti
in crudi ramoscelli
articolati in noccule nodose.
Ho veduto invecchiare le tue mani
divenire rugose
ed arricchirsi
di lavoro e di storia
per approdare all'esito finale
d'una intera esistenza.
Ho percepito l'alta convenienza
e l'alto dono che ne hai fatto al mondo.
Esse sono per me,
come per ogni altro,
un messaggio profondo:
l'incarnazione viva
trasfigurata silenziosa e attiva
d'un passato fecondo,
d'un messaggio d'amore.
Ho preso a vestirmi di nero,
sì che la luce ne resti assorbita
e più non mi induca
in facili strade fallaci.
Raccolto in silenzio nel buio
ho scampo da inganni di baci.