Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

L'armonica triste

Ti ho visto di notte
al di là della nebbia
fra i fantasmi del porto.
La luce fioca del vecchio faro
infiammava il destino.
C'eri anche tu,
danzatrice pallida dalla veste scarlatta.
Scalza e impavida in riva alla brezza,
udivi il pianto di un'armonica
che un pezzente suonava
accovacciato su un sasso
mendicando amore.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Fra parenti

    Brutta vita la nostra,
    costretti a stare al buio per giorni,
    schiacciati fra due copertine,
    oppure ore intere alla luce.
    Sentirsi scivolare addosso un dito sudato
    o sentire la pioggia di piccoli sputi.
    Sempre costretti ad ignorarci
    divisi da una stupida frase,
    tu sempre in cima
    io sempre in fondo,
    tu la maiuscola ed io il punto.
    Composta mercoledì 6 marzo 2013
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      in Poesie (Poesie personali)

      Un caso da risolvere che non verrà risolto

      Nessuno ha notizie certe.
      Ma testimoni attendibili ed astemi
      perché senza soldi
      hanno dichiarato sotto tortura
      che l'ultima volta
      le hanno viste insieme
      la giustizia ed il buon governo.
      Si sospetta l'anarchia
      in combutta con massoni
      e pronipoti di camicie rosse.
      Ancora non sono pervenute richieste di riscatto,
      né per loro
      né per i poveracci,
      ma quello è il riscatto sociale,
      è un'altra cosa.
      E neppure per i libri,
      ma non è nel programma,
      e poi ci saranno le elezioni,
      nessuno si prende responsabilità,
      neppure i funzionari,
      perché non hanno fatto carriera.
      La cultura ha aperto un'inchiesta
      ma un noto chirurgo estetico
      di partito
      inviato in fretta da Roma
      ha provveduto a richiuderla subito,
      l'inchiesta.
      L'ha rifatta vergine
      polvere autentica
      e tratti puliti,
      come chi deve arringare le folle.
      Le folle di folli,
      pronti ad andare
      dove
      dopo aver fatto la croce
      regalano la matita.
      La croce significa
      che si accetta il regalo,
      è democrazia,
      anche gli analfabeti hanno diritto alla matita,
      ed alla loro croce,
      ma devono firmare
      per avvenuta consegna.
      E poi la croce ci ricorda la chiesa,
      una socia importante.
      Ancora nessuna rivendicazione,
      forse hanno avuto un incidente.
      Dice un portavoce del nongoverno
      che quando ci saranno i soldi
      forse daranno inizio alle ricerche.
      Nessuno ha previsto stanziamenti
      per le cose di buonsenso.
      Qualcuno vuole denunciare,
      ma tutti sanno
      che le denunce non portano a niente,
      sono tempo perso.
      Sembra sia passato un disegno di legge
      (speriamo si sia fermato a questa stazione)
      con l'approvazione di assenti
      e presenti,
      e dal prossimo giugno,
      tutti potranno denunciare il tempo perso a fare denunce,
      ma non potranno più fare denunce,
      chi di dovere ha capito che erano inutili.
      Ci sarà un rimborso,
      in tempo,
      garantisce lo stato.
      E questo è il problema.
      Nessuno si fida.
      L'hanno scritto i giornali,
      quelli di destra,
      che raccontano balle,
      così si dice a sinistra,
      e l'hanno scritto anche i giornali di sinistra,
      che raccontano balle,
      così si dice a destra.
      E neppure in mezzo sta la verità,
      ha curvato troppo fra destra e sinistra,
      è caduta in basso,
      la lasciano lì,
      è pericolosa,
      potrebbe parlare.
      Qualcuno potrebbe ascoltare.
      Composta mercoledì 6 marzo 2013
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        in Poesie (Poesie personali)

        Il canto del marinaio

        Siamo tutti velisti solitari
        con l'Anima che tende sempre al volo
        come la prora della barca a vela
        che in parte è immersa
        greve e prigioniera
        nel "Mare della vita",
        ma in gran parte
        alta s'eleva al Cielo
        e a lui sospira.

        Le "Passioni" ci scuotono le "Mura".
        Cieche forze emergenti
        dagli abissi del nulla
        come venti incostanti e capricciosi
        danzano a noi d'intorno
        e spesso avverse
        ci costringono al "Bando" ed ai "Bordeggi".

        La nostra "Mente" fa da marinaio:
        inebriata dal bianco della spuma
        sollecita la barra del timone
        per domare le spinte,
        e scruta il mare
        alla ricerca fra le tante mete
        della "Meta" sicura.
        E navigando, sogna, e si figura
        coste d'argento e moli d'oro, e donne
        dal sorriso di perle e seni amanti
        e giorni dopo giorni come fila
        di preziose collane di diamanti.

        Ma al crepuscolo lieve della sera,
        col placarsi del vento e delle onde,
        come carezza ambita, nel silenzio,
        sale la verità dal nostro cuore.

        Negli ultimi bagliori del tramonto
        viene, sorpresa e dono! E ci rivela
        che il luogo tanto ambito della "Meta"
        è tutto lì, nel Fiocco e nella Randa,
        nella tensione attiva dell'acciaio
        dell'algide Sartie,
        nei forti nodi delle Cime amiche,
        nell'umile quadrato del Pozzetto,
        nell'Albero Maestro
        che, con fatica, manteniamo retto.

        E il piacere?
        Il piacere della "Meta"
        si prova nell'ascolto religioso
        del mùrmure del Mare,
        nel cavalcare e lo sparir tra l'onde,
        nell'ampio respirar dei nostri petti
        che ogni attimo si nutrono e si saziano
        del profumo del Mare
        e dell'Amore
        che su una scia di nuvole s'invola
        dal libero Orizzonte all'Infinito.
        Composta mercoledì 21 maggio 1997
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          in Poesie (Poesie personali)

          pensieri

          Sono aquiloni i miei pensieri e il vento
          Che li spinge, l'innalza e che l'intinge
          Al di là delle nebbie, nel turchino,
          È un sospiro di donna.
          Li sento volteggiare
          In spirali infinite
          Come uccelli smarriti
          E il volo loro m'addolcisce il còre.
          Composta giovedì 7 marzo 2013
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            Scritta da: Dario Pautasso
            in Poesie (Poesie personali)

            Sei Donna

            Già m'avvolgevi,
            ch'ancora sconoscevo i colori
            e tutto il mondo,
            con allegro vibrar materno,
            ed ora che ogni cosa pur scopro e sondo,
            sei il mio vital perno,
            ancor...

            Ma non solo la mamma
            che allor fu il fuoco
            e la gemma.
            Sei l'amante e l'amica,
            la sorella di gioco
            o d'amor compagna
            e di vita: sei la donna.

            Antica d'orgoglio
            e di cuor, la tua mente
            eppur non cede all'inganno
            dei sensi più vivi,
            e se soffri più forte
            più forte riparti,
            ché l'aspre salite
            annuncian più dolci declivi...

            Più presto il tuo viso
            s'è spoglio
            dell'infantil leggerezza,
            più lesta dell'uomo, di corpo
            sbocciavi,
            e di testa;
            eppur ora, col volto sporto
            alla novella brezza
            marzolina,
            ancor nutri negli occhi
            di bambina
            lo sguardo e la fiamma
            d'immortal giovinezza:
            sei donna.
            Composta venerdì 8 marzo 2013
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              Scritta da: Ada Roggio
              in Poesie (Poesie personali)

              Lettera

              Caro Amico.
              Ti scrivo questa lettera.
              Lettera che mai riceverai.
              Mi manchi come l’aria che da respiro
              Mi manchi come l’acqua per dissetarmi
              Mi manchi come il sole che riscalda
              Mi manchi come la notte che coccola
              Mi manchi come la luna che fa sognare
              Mi manchi come le stelle luminose e belle
              Mi manchi e ora so perché, non riesco a vivere senza di te.
              Composta martedì 5 marzo 2013
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                Scritta da: Monica Pasero
                in Poesie (Poesie personali)

                Alta marea

                Le senti queste onde
                che s’infrangono  
                sul mio cuore
                Risacca d’emozioni
                che giunge  fin all’anima mia
                per poi rientrare nella tua.
                Fluide, violente
                colpiscono ogni mio sentore
                blandiscono il mio corpo
                avvolgono la mia
                natura.
                Per poi tornare
                con tutta la carica
                del mio abbandono
                su di te.
                Alta marea
                della vita mia
                Composta mercoledì 6 marzo 2013
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