Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)

Il portavoce

Ho visto
ciò che i miei occhi hanno visto,
ma non è questo che racconto.
Racconto ciò che voglio raccontare.
Racconto ciò che voglio,
ciò che voglio sappiate.
Perché voi non meritate di sapere
cosa è veramente successo,
soprattutto la verità.
Potessi raccontare ciò che ho visto,
lo farei soltanto davanti a nessuno
e sotto giuramento.
Composta lunedì 4 marzo 2013
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    Scritta da: Michela
    in Poesie (Poesie personali)

    Orizzonti capovolti

    Guarda l'alba
    il colore rosso
    melagrana sbucciata
    [orizzonti capovolti]
    in simbiosi perfetta
    alchemiche forme
    i respiri
    di un maledetto estatico
    fiore
    [son rosa sospirosa]
    spine e rovi
    le mie parole
    lame e tagli
    le nere tue ali
    concentrici pensieri
    a sbattermi come falena
    [posseggo]
    un cuore puttana
    rubini e drappi porpora
    come talamo.
    Composta domenica 3 marzo 2013
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      Scritta da: Luigi Principe
      in Poesie (Poesie personali)

      Evoluta, esigente, preziosa

      Se vuole godere
      più di quanto serve al corpo
      di un piacere folle
      e appagare una mente evoluta, esigente, preziosa
      alla notte non sfugge.
      Sia felicità o disgrazia
      quanto la aspetta,
      sposa il timore
      e fa di un tempo indeterminato
      una breve attesa.
      Consuma la notte
      Preparando per me i suoi capelli, le mani
      il profumo che preferisco e nient'altro.
      Per vivere attimi memorabili
      mi basta un pavimento
      un sogno
      la sua sventatezza.
      Composta sabato 2 marzo 2013
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        Scritta da: Ciro Orsi
        in Poesie (Poesie personali)

        Fiume

        Scorrono lente le acque del fiume
        tra le luci riflesse del ponte
        sempre uguali eppure diverse
        scivolano verso il mare
        come docili figli di sera
        sui propri passi di ritorno.
        Nel vostro bagliore
        colorate di storia
        l'oscurità della notte,
        scintillii di gioie inesistenti,
        raggi illusori di un chiarore inesistente,
        false parvenze di realtà
        mi offrite i colori del cielo
        trasparenti di luci mistificatrici
        miste a stelle lontane e misteriose
        nell'abisso del tempo
        che è morte.
        Quelle acque importanti
        scorrevano amate
        in un mondo temuto
        dopo la tristezza e la paura
        per lavare via tutto
        e dimenticare.
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          Scritta da: Barbara Brussa
          in Poesie (Poesie personali)

          Per sempre, e così sia

          Vivere per sempre 
          tra un sospiro a fior di labbra
          e un brivido che scuote l'anima

          Cucire merletti di sogni
          ai bordi della realtà
          e tuffarmi su candide nuvole
          di zucchero filato

          Assaporare dolcezza
          nella quiete d'un isola deserta
          Lontano. Lontano da questo mondo
          che ha il ruvido sapore della mediocrità
          e dell'inganno

          Vivere per sempre in un mondo parallelo
          senza scoprire mai se son fatta 
          di sogni travolgenti o di piacevoli, 
          fragili illusioni.
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            Scritta da: Barbara Brussa
            in Poesie (Poesie personali)

            All'alba della Vita

            È promessa di felicità 
            il tempo dell'attesa
            Arcobaleno dipinto 
            su cielo spoglio di nebbia

            E il cuore già dischiude 
            i petali suoi, ad accogliere 
            il mistero di quel segreto bisbigliato 
            ma non ancora  rivelato

            Mille saranno i baci 
            e mille ancora
            le più tenere carezze
            quando il primo vagito 
            esploderà gioia all'alba della Vita

            Sarà istante infinito 
            sarà il miracolo d'un bimbo che nasce 
            nell'amore supremo, scoppiato nel cuore 
            di mamma e papà.
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              Scritta da: Barbara Brussa
              in Poesie (Poesie personali)

              Eppure c'era il sogno

              Ti guardo un istante, prima di andar via
              Conto le assenze collezionate nel tempo
              quel vuoto che brucia visceralmente
              Conto i sorrisi costruiti su labbra
              che tradirono e mille volte ingannarono
              Conto gli anni sprecati ad inseguire
              un sogno edificato sul nulla
              Conto tutte le cicatrici di ferite
              che ancora riescono a sanguinare

              Eppure c'era il sogno a riempire le crepe del cuore
              Una voce che sempre ti cercava
              e più d'ogni altra cosa ti bramava
              C'era nell'aria la magia dell'antica promessa
              che si rinnovava ad ogni sfiorar di labbra
              e ad ogni intreccio di mani
              C'erano occhi che insieme si fondevano
              nei colori dell'amore

              Ora mentre mi guardi andar via
              smetto di contare i miei passi stanchi
              su quel tappeto di sogni ormai liso
              E mi avvio lentamente
              con le antiche promesse incastrate in gola
              a soffocare il sogno
              Non conto più nemmeno le mie lacrime

              mi chiedo soltanto quante volte ancora
              dovrai massacrarmi l'anima
              e farmi sanguinare il cuore
              prima ch'io mi decida a distruggere
              quell'immagine che io stessa
              t'ho dipinto addosso

              Un'immagine onirica, dolcissima
              ma fasulla
              Come tutto ciò che ti appartiene.
              Composta venerdì 1 marzo 2013
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                in Poesie (Poesie personali)

                Il cellulare

                Il tempo scorreva in compagnia
                si discuteva insieme in allegria;
                senza vociare, senza disturbare;
                se aprivi bocca senza alzare il dito
                prima che altri avessero finito
                musi lunghi e disapprovazione.
                Oggi è diverso, non c'è discrezione:
                se il cellulare trilla bisogna replicare.
                Che importa se siamo tra la gente,
                in chiesa, dal medico o in corsia,
                si risponde, la cosa è indifferente!
                È fuori luogo da noi il Della Casa
                il suo ranco e la vita era invasa
                da damigelle, blasoni, da patrizi,
                che eccellevano spesso per i vizi.
                Con i moderni non corre paragone
                non serve al progresso educazione.
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