Poesie personali


in Poesie (Poesie personali)
La luna
ci mostra la strada in mezzo al buio
quando non si vede nulla
la luna la possiamo guardare negli occhi
a volte sorride a volte piange
si mostra per quello che è
il sole ci fa vedere tutto
anche quello che non vogliamo
si vergogna però
non si vuole far vedere in faccia
per questo è accecante
nemmeno lui vuole vedere tutto il mondo
sono uno solidale con l'altro
non si incontrano mai,
ma sanno che senza l'altro
la vita non sarebbe così.
Composta venerdì 30 novembre 2012
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    Scritta da: Franco Mastroianni
    in Poesie (Poesie personali)
    Ed è magia per me sentirmi trasportar dall'imbrunire
    Quando intravedo il giorno
    Intento a ricercar giaciglio per dormire

    Quando affrettate ombre si truccano prima di svanire
    Lasciando spazi immensi alle ombre artificiali

    Ed è magia per me lasciarmi trasportare

    L'imbrunire è come musica mi fa danzare
    È una favola che si muove... la puoi vedere

    L'imbrunire... è l'infinito che mi spinge a cercare.
    Composta mercoledì 27 febbraio 2013
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      Scritta da: Franco Mastroianni
      in Poesie (Poesie personali)
      E m'innamoro tutti i giorni solo a pensarti
      Aprendo gli occhi
      Il primo desiderio è poter stringerti, amarti

      Respiro i miei pensieri perché sanno di te
      Immagino di noi
      Del tempo che non c'era ed ora c'è

      E m'innamoro tutti i giorni perché sei così semplice
      Compagna donna amante, complice

      E m'innamoro tutti i giorni perché sei insostituibile
      Dolce testarda irriducibile.
      Composta martedì 26 febbraio 2013
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        Scritta da: Franco Mastroianni
        in Poesie (Poesie personali)
        Chiamatemi pure disertore
        Non sono mai stato e non voglio diventare un eroe
        Sono solo uno sguardo che incrocia col tuo
        Un momento un'istante un germoglio
        Nelle vite passate magari ero pianta
        Forse un gufo una volpe una triglia

        Chiamatemi pure disertore
        ma io sono stanco di essere qui
        non sapere il perché e dover obbedire
        prigioniero dei modi di vivere dei modi di dire
        sono solo uno sguardo che incrocia col tuo
        poi il rumore che immancabilmente sovrasta parole.
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          in Poesie (Poesie personali)

          La morte cieca

          Che differenza c'è
          fra i cento spediti nei forni,
          tutti insieme,
          ed i cento morti
          uno al giorno,
          per cento giorni.
          E si tace
          non come quando non si sa
          ma come quando
          non si vuol far sapere.
          Ed ancora parla troppo
          invece
          chi dovrebbe tacere
          perché non ha nulla da dire.
          Che differenza c'è fra il dover morire
          colpiti da un'arma con la matricola abrasa
          in una rapina
          una rissa,
          per una pallottola vagante
          o per colpa dello stato,
          della sua inefficienza,
          della sua crudeltà.
          Fa forse differenza
          che si muoia
          per una sentenza sbagliata,
          per un'ingiustizia subita,
          o un errore di persona.
          A causa di una toga,
          una divisa,
          oppure per mano di un uomo mascherato,
          di un pazzo in libertà
          oppure un rapinatore.
          E tace la stampa comprata
          nessuno più cade da un tetto
          nessuno si appende a una corda.
          Ognuno pensa al paese
          con le parole,
          ai cazzi suoi
          con i fatti.
          Buon proseguimento di mattanza.
          Composta martedì 26 febbraio 2013
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