Scritta da: Franco Mastroianni
in Poesie (Poesie personali)
Poi ritrovarci
Accorgerci di come questo tempo non sia stato perso
Poi ritrovarci
Nonostante l'universo.
Composta domenica 24 febbraio 2013
Poi ritrovarci
Accorgerci di come questo tempo non sia stato perso
Poi ritrovarci
Nonostante l'universo.
Quand'io ti penso
i miei deserti fioriscono,
le orchidee e
le rose rinascono,
germoglia il grano
che sfama
la mia solitudine.
Quand'io ti penso
il sole ritorna
e scioglie la neve,
le nuvole mutano forma,
diventano la tua mano
che prende la mia
e m'accompagna nel mondo.
Quand'io ti penso,
ma non ti vedo
non provo paura
perché so che sei qui,
in tutte quelle cose
che per la prima volta
ho visto accanto a te.
Pare inclinarsi
il supermercato
sotto il trottare corrusco
dei carrelli.
Tra corsia e corsia
tra una brama e l'altra
un andare e venire
come un sorgere
e tramontare.
Una bimba corre
con una casa fra
le mani.
Una casa dove
non si entra.
I signori clienti sono
pregati di avvicinarsi
alle casse.
Si chiude.
È lì che al palo
attende fedele
un cane.
Giorno per giorno,
perdiamo dei brandelli del nostro cuore,
attraverso individui che sono introno a noi,
si nutrono con le nostre parole
si nutrono con le nostre azioni,
si nutrono dei nostri progetti,
si nutrono del nostro amore,
e piano piano, ci trasformiamo in persone vuote
senza sentimenti e senza respiro,
trasformano la nostra anima in pietra,
alcuni di quei brandelli
sono i tormenti che lacerano il nostro cuore.
L'eloquio di sua conferenza
lo fa apostolo di beneficenza,
se in piazza è di scarsa presenza
col palazzo ha più confidenza;
è lì che prega la nostra eminenza
è lì che s'apre, dona e dispensa.
Della vita ha poca esperienza,
con l'Eterno ha più confidenza.
Non ha pratica di sofferenza
vorrebbe, ma non sa d'indigenza.
Più propenso a far penitenza,
poco conta per lui l'esistenza,
prostrato, con fede e coscienza
affida il mondo a la provvidenza.
Frattanto che prega nell'opulenza
e gli s'accresce la circonferenza
la gente muore di contingenza.
Fame e sete non sono apparenza,
miseria e stenti non hanno pazienza;
non scordi l'opre di sua pertinenza,
si guardi il culo mia cara eminenza.
Deliziose le tue labbra
condimento delicato nel solleticar passione
poi l'intreccio delle lingue
e quel vortice potente che stravolge ogni ragione
scatenando i già presenti desideri invadendo
ogni centimetro di noi pronti per la nostra danza.
Tra le pelli affaccendate a rilasciar profumi inebrianti
mentre i pori sono accesi come mille sfumature di diamanti
nel riflettere le immagini di noi colorando le pareti della stanza.
Delizioso questo amore
si presenta come l'acquolina in bocca
stimolando l'appetito
come quando la tua mano mi accarezza, mi tocca.
Danza con me prima che questa musica svanisca
prima che il giorno arrivi come tempesta come burrasca
danza con me senza pensare a niente
lasciati amare completamente.
Come stringe questo filo, come lacera i tessuti
È spinato questo filo, questo vivere manipolati
Saggine: lavano via il sangue dai selciati.
Ancora seduto nel vivere
ascolto la fretta
il primo mio istinto è sorridere.
Ascolto il rotolare delle pietre
il sollevarsi silenzioso della polvere
non vedo e percepisco.
Ascolto la gente ma ancora non capisco.