Scritta da: Franco Mastroianni
in Poesie (Poesie personali)
Come fiume impetuoso che oltrepassa le sponde
come vento invadente che piega le piante.
Il tuo amore mi stravolge
mi solleva, mi prende.
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Come fiume impetuoso che oltrepassa le sponde
come vento invadente che piega le piante.
Il tuo amore mi stravolge
mi solleva, mi prende.
Che serate quelle sere spese a diventare grandi
mentre gli anni erano passi ma sembrava stare fermi
quanti fogli ho accartocciato uccidendo le parole
forse solo per vergogna
forse solo per paura di sentir soffrire il cuore
che serate quelle sere spese a scrivere d'amore
mentre sguardi immaginari mi facevano arrossire.
Che serate queste sere
quando sono ancora qui nel mio scrivere d'amore
ora
non ho più paura
di mostrare nudo il cuore.
Ci sono parole lanciate per rabbia
scagliate negli occhi come un pugno di sabbia
ci sono parole incomprese nei suoni
alterate da ingiusti pensieri che appaiono buoni
ci sono parole che sanno portarti lontano
nel silenzio celato tra un battito e l'altro del cuore
in una dolce carezza in una mano.
Rossetto sbavato.
Alchemiche anime che odorano di agrimonio e sale,
occhi che guardano, senza vedere,
mani diafane ricoperte dalla polvere del passato.
Muovi veloce le lancette che scandiscono i battiti del cuore,
lasciami raggomitolata nel mio cantuccio segreto.
Oppure, vieni.
Vieni, indossami.
Dimmi padre cosa vedi
mentre pensi ancora acerbo il mio pensiero
sempre a ricercare un tetto per poter darmi riparo.
Sei da tempo forestiero non ti fai neanche vedere.
Tu sai bene che lo sono sempre stato
ed è questo il lato amaro che di me... tu non hai mai digerito.
Dimmi padre cosa senti quando il vento ti accarezza
se assapori la sua magica dolcezza
o abbottoni i tuoi umori per nasconder tenerezza.
Dimmi padre se hai capito che noi siamo proprio uguali
dopo i mille e più contrasti generazionali.
Dimmi padre.
Hai mai visto le mie ali?
Mentre il giorno si trucca per meglio apparire al tuo sguardo
quando ancora la notte ti guarda
ma non vuole lasciar le tue mani ed accenna un ritardo
apro gli occhi
ti vedo e ancora mi perdo.
Le ombre accatastate nella notte
divise per scaglioni in alte, lunghe corte... in quelle rotte
attendono il passaggio della gente
sfruttando della luna la sua luce o di un lampione fluorescente.
Le ombre senza di noi non sono niente.
La nera ringhiera spariva tra le vecchie travi
il cotto formava sentiero
e mentre salivi veniva con te il mio pensiero.
Incantevole esperienza questa vita
incantevole come questo regalo che sfioro con le dita.
Grazie meravigliosa donna, grazie per questa gioia infinita.
Il sole tramonta,
la luna è mancante,
l'inverno passerà,
tutto è momentaneo,
ma credimi l'amore no!
È come uno scoglio nascosto
lo senti nella profondità
dell'anima,
è capace di inabbissare
il cuore in un mare d'emozioni
e non riesci più a emergere
ti toglie il respiro
intrappolato nei meandri
dei suoi sensi
prigioniero delle onde
che mutano il tuo destino,
che trasformano
i tuoi pensieri,
e tu
non sei più
quello di prima!