Poesie personali


Scritta da: Ilaria Daolio
in Poesie (Poesie personali)
Mi è stato promesso in giorni di sole malato
il sapore amaro della morte
ma io non lo conosco ancora.
Conosco però l'impotente bestemmia rabbiosa, lacrimosa
che sale da dentro
per ognuno che parte così all'improvviso senza lasciare indirizzo.
Dietro le spalle solo grandi stanze,
vuote, lunghe, troppo alte, troppo buie.
Io non lo conosco ancora
questo viaggio che immagino faticoso e senza speranza.
E vedo ogni giorno che passa
ogni ora,
pieni di luce e colori.
Non può morire la luce
e finché il sole si alza sul mondo
fiorisce di bellissimi pensieri, che sono fiori.
Tra le musiche della vita,
la morte è la musica più straziante,
più forte, prepotente, cattiva:
Brucia il foglio della partitura in grigia cenere
e in fiamma tutto riduce,
moure chi ama, chi ha amato
chi canta, chi ha cantato
chi suona, chi ha suonato.
Sapore amaro quello della morte.
Sparite è la luce appena venuta
piccola giovane luce che piano piano cresceva,
senza fretta,
e illuminava noi e i nostri gesti.
Non luce accecante che sfoca i contorni delle cose,
ma buona dolce e semplice
che le cose accarezza.
Sparita è la tua luce come passa via la nebbia dalle nostre parti
ognuno grida
ma la foschia non si dirada.
Muto grido di disperazione.
Sei arrivato al tuo porto,
hai abbandonato il tuo remo.
Principe Desiderio.
Composta lunedì 25 febbraio 2013
Vota la poesia: Commenta
    in Poesie (Poesie personali)

    Il giorno dell'annuncio e dei commenti

    oggi è giorno di gran lutto
    è spirata la giustizia.
    Finalmente.
    Da decenni
    era malata,
    incapace di operare.
    Tutti quanti l'han curata,
    sembrerebbe poco e male,
    senza mai farla guarire.
    Gira voce che nessuno
    la volesse poi salvare.
    Come è morta non si sa
    c'è chi dice soffocata
    dalla rabbia popolare.
    O sarà per i veleni
    tutti quanti fatti in casa,
    ... sarà morta avvelenata.
    C"è chi invece dice che
    era nata proprio male,
    non doveva neanche uscire
    dal quel primo suo ospedale,
    dopo il parto sfortunato
    procurato
    da uno stato sciagurato.

    Parte 2

    Ma improvvisa e inaspettata
    è arrivata la notizia
    dell'inizio di un inchiesta
    già affidata dall'europa
    ad emeriti periti
    dei paesi più assennati.
    Già qualcuno
    in parlamento
    s'è levato con coraggio
    ad urlare a tutto campo
    che non va
    che non si fa,
    -noi abbiam sovranità-.
    Ma il compagno
    di bisboccia
    l'ha tirato per la giacca,
    e con molto più buonsenso
    ha ricordato a quel melenso
    che è da un po' che il bel paese
    non ha più sovranità,
    e non può vantar pretese.
    Ma ecco intanto
    vengon dati
    gli attesi risultati
    dell'esame sulla salma.
    A conferma delle voci
    che giravano da un po',
    già sappiamo
    che han trovato
    in quel corpo martoriato
    molto marcio
    anche datato,
    forti tracce di veleno,
    fatto in casa,
    artigianale,
    fra colleghi si direbbe.
    Un eccesso di ambizione,
    unito a scarsa dedizione,
    molte tracce di peccati,
    mai scoperti
    e confessati,
    arroganza in eccedenza
    spesso scarsa competenza.
    Nella parte di cervello
    detta quelle del giudizio
    ampie ombre
    e chiaro scuri,
    ne saggezza
    ne buonsenso.
    E la faccia
    ripulita
    ha evidenziato
    bronzo puro in quantità
    e di prima qualità.
    Un esame del dna
    ha provato senza dubbio
    ciò che tutti sanno già
    un legame parentale
    fra politica e giustizia.
    La conclusione parla chiaro,
    questo caso non è il solo.
    Il contagio è già partito
    ha coinvolto anche il paese.
    Questione di qualche mese.
    Composta lunedì 25 febbraio 2013
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Maria Grazia R.
      in Poesie (Poesie personali)

      Realtà di un popolo

      Un anello di diamanti,
      mani nude e screpolate.
      Tavole imbandite,
      un piatto vuoto.
      Mani tese che chiedo
      nell'indifferenza della gente.
      Suonatori di strada
      vagano infondendo
      nell'aria note tristi e melodiose.
      Infanti nutriti e coccolati,
      essere sporchi e macilenti
      cercano nei rifiuti del cibo.
      Anziani coccolati e soffocato dall'affetto,
      persone sole e abbandonate
      desiderose di una parola, di un sorriso.
      Feste trascorse nei mari tropicali,
      uomini che occupano la fabbrica
      per non perdere il posto di lavoro.
      Ogni medaglia ha il suo rovescio.
      Composta lunedì 25 febbraio 2013
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: margherita1
        in Poesie (Poesie personali)

        È un duro percorso

        Ai piedi dell'invalicabile montagna,
        piego le ginocchia stanche
        come raccolta in preghiera,
        la fronte sull'umido terreno.
        Mi raggomitolo mimetizzandomi.
        Voglio solo riposare
        prima di tornare in piedi,
        trovare la posizione originale.

        L'ombra mi sovrasta
        e incombe come grandine gelata
        sulla mia pelle nuda.
        Il cuore stretto in pugno
        si nasconde per paura
        di essere colpito ancora.
        Ma il suo pulsare aritmico
        amplifica il suono
        e scoppia in un pianto di fango.

        Mi accartoccio tra le braccia.
        chiudo gli occhi per vedere
        un altro buio colorato.
        Vorrei scavare un fosso
        come fanno i cani
        e dormirci dentro.

        Ma i piedi dolenti sotto il peso
        non si arrendono e
        muovono lenti.
        Sarà un passo.
        Poi un altro
        e un altro ancora.
        Composta lunedì 25 febbraio 2013
        Vota la poesia: Commenta
          in Poesie (Poesie personali)

          Le ultime incombenze

          Dopo una storia finita male
          allora ho deciso di spiegare
          a questo cuore malandato
          che amare non è un peccato,
          farsi tradire invece lo è
          farsi giustizia da soli
          invece no.
          Alla mia testa ho detto grazie
          per avermi sempre ben consigliato
          anche se poi non ho usato lei
          ma quella d'altri
          ed ho sempre sbagliato.
          Al corpo stanco
          di portarmi in giro,
          purtroppo a vuoto,
          ho detto vattene
          vattene pure
          faccio da solo
          per il tempo che resta.
          Ho riflettuto
          se c'era altro da dire,
          cosa da dire,
          da dire a chi.
          È vero c'era
          c'è sempre stato
          ma è come me
          abbandonato.
          Allora meglio
          non perdere tempo
          ed affrontare il problema di petto,
          appunto
          di petto,
          squarciandolo netto
          per dimostrare
          a chi di dovere
          che ha sangue in corpo,
          cuore che batte
          anche chi adesso
          sta per cadere.
          Composta lunedì 25 febbraio 2013
          Vota la poesia: Commenta
            in Poesie (Poesie personali)

            Decisione presa dopo una notte in corsia d'ospedale

            Sopra un lettino d'ospedale
            dopo una notte passata disteso
            per una dose tagliata male
            mi son deciso finalmente
            a mettere ordine
            nella mia mente.
            Ho messo mano
            a tutto quanto,
            pensieri brutti
            e sogni infranti,
            errori fatti
            e persone sbagliate.
            Di ciò che è brutto
            ho fatto un falò,
            quello che è in dubbio
            lo lascerò.
            E quando tutto era andato a posto
            ho finalmente pensato a me stesso
            ed ho strappato i teli dai vetri
            e dato luce
            al mio guscio d'uovo.
            Mi sono steso,
            stavolta sul letto
            ho spento la luce
            chiudendo gli occhi,
            ed ho posto fine
            all'inesistenza
            che mi ha accompagnato
            con tanta pazienza.
            Composta lunedì 25 febbraio 2013
            Vota la poesia: Commenta
              in Poesie (Poesie personali)

              Lo spaccio di parole

              Io mi avvicino
              a quel piccolo gruppo
              di parole in libera uscita.
              Da loro
              trovo sempre qualcosa
              che mi può servire ad impostare un pensiero.
              È a libera offerta
              ma non fanno scontrini,
              non hanno il permesso per vendere nulla.
              Sono state espulse dal consesso della gente per bene
              perché le hanno scoperte
              che dicevano il falso.
              Una emme del gruppo
              è stata coinvolta in un brutto giro
              di false promesse in cambio di voti.
              Ne è uscita pulita,
              ma non più di tanto,
              insufficienza di prove.
              A una virgola invece
              hanno dato dieci anni
              e interdizione perpetua dai libri di scuola.
              Otto punti hanno avuto vent'anni ciascuno.
              Le - i - e le - o-,
              le più coinvolte di tutte
              hanno avuto l'aggravante dell'associazione a delinquere,
              insieme formavano l'- io-,
              la parola più usata dai vanesi al potere.
              Ma a me non importa
              di ciò che hanno fatto,
              se mi conviene non dico di no.
              Sembra però che siano richieste
              perché ci saranno nuove elezioni
              ed allora come sempre tutte le parole saranno buone,
              soprattutto quelle bugiarde.
              Composta lunedì 25 febbraio 2013
              Vota la poesia: Commenta
                Scritta da: Sasà son voyage
                in Poesie (Poesie personali)

                Pensieri

                Pensieri che nascono
                e nella testa crescono...
                prendono corpo dentro la mente
                e lasciano la gente indifferente!
                tanti di questi son senza un significato
                altri ancora la nostra vita han segnato...
                pensieri che si trasformano in lunghe poesie
                ispirati da grandi gioie o malinconie...
                pensieri che esprimono una grande emozione
                noi gli racchiudiamo dentro una canzone...
                pensieri tristi che ci fan tanta paura
                ci accompagnano nella notte sempre più scura...
                la nostra vita è fatta di pensieri
                è fatta anche di nostalgia
                per non dimenticare ieri
                per non viver la monotonia!
                Composta lunedì 25 febbraio 2013
                Vota la poesia: Commenta
                  in Poesie (Poesie personali)

                  C'è il che

                  Offre rum e tequila,
                  e femmina di cocco
                  con una sola c,
                  prepara per gli amici
                  il cuba encarcelada,
                  versione americana del cuba libre,
                  nome da propaganda.
                  Veste di un bianco fine
                  e copre la testa
                  con un panama all'antica.
                  Indica col dito la sua guancia destra
                  e racconta la storia di un cicatrice
                  che nessuno vede.
                  Forse scambia le ferite dell'anima
                  con quelle del corpo,
                  della pelle.
                  Lui
                  la rivoluzione
                  l'ha conosciuta,
                  o forse no.
                  L'ha combattuta.
                  Forse,
                  o forse l'ha condannata,
                  stando in disparte,
                  col sigaro in bocca,
                  e la condanna in mano.
                  O se l'ha fatta,
                  la rivoluzione
                  l'ha fatta in retroguardia,
                  oppure a parole,
                  un racconto.
                  Magari l'avrà descritta,
                  come corrispondente
                  di un foglio di carta
                  in lingua spagnola.
                  Di certo la cita molto.
                  O forse no,
                  quanto basta.
                  Nessuno lo sa,
                  siamo tutti sulla parola,
                  sulla sua parola,
                  ma è facile credere,
                  finché offre da bere.
                  Nessuno può testimoniare
                  né il fatto ne il non fatto,
                  né i fatti o i non fatti,
                  la verità con la sua verità.
                  Nel suo covo
                  carte illeggibili
                  sparse in giro
                  e frasi di convenzione,
                  fatte per le elezioni.
                  Tratte da libri distrutti
                  che non possono più testimoniare
                  di essere stati rapiti
                  e derubati dei contenuti.
                  Restano ai muri ritagli di manifesti
                  strappati con le mani.
                  Fanno pensare che nell'altra vita
                  fosse un candidato
                  della prima o della seconda repubblica.
                  A vedergli la pancia
                  sembrerebbe di entrambe.
                  Degli ideali che spiega
                  restano a prova le etichette,
                  non molto chiare,
                  cucite all'interno di schiena
                  sulla casacca da uomo politico,
                  casacca cambiata più volte,
                  come spesso succede in quel mondo.
                  E l'unica casacca che ha,
                  l'ha spesso fatta cambiare colore,
                  ma non l'ha mai fatta lavare
                  e disinfettare.
                  Ma in fondo
                  a noi cosa importa,
                  finché fa belle feste
                  e ci offre da bere,
                  è passato il concetto
                  che il voto è sprecato,
                  tanto vale gettarlo per chi offre di più.
                  Composta lunedì 25 febbraio 2013
                  Vota la poesia: Commenta