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Scritta da: David Baldolini
Quante luci possono spegnersi dentro prima che il buio prenda il sopravvento
E quanti giorni vanno a morire con noi che ci moriamo dentro
Quanti dolori possono lacerarti dentro prima che ti senti scoppiare il petto
E quante notti possono finire con la cenere portata via dal vento
E allora ricordati di questi turbamenti, delle note stonate dei nostri concerti
Perché l'amore va al di là della cenere che finirà.
David Baldolini
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    Scritta da: David Baldolini
    Sagaci i miei sguardi su di te:
    sinuose traversate le tue curve,
    anse desiderose le tue fosse.
    Spasmi di piacere l'altalene delle tue speranze;
    spericolate discese le tue movenze,
    onde tempestose i tuoi abbracci.
    Vigneti dal sapore cosi dolce i tuoi grappoli di baci.
    Vestigie sabbiose i tuoi passi,
    alchimia d'un cammino leggero fra le nuvole dorate.
    Riflessi frastagliati le tue sillabe nel mare delle parole,
    e, nel silenzio buio, contempliamo le stelle lucenti
    all'unisono delle nostre essenze.
    David Baldolini
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      Scritta da: David Baldolini

      Esistenze banali

      Quanti se, quanti ma,
      per chi non accetta la realtà.
      Quanti forse, quanti non saprei,
      per chi non accetta che
      la vita continui senza lei.
      Quanti sbagli, quanti rimpianti,
      per chi non accetta
      d'averne commessi tanti.
      Quanti rancori, quanti dolori,
      per chi non accetta
      i suoi perduti amori.
      Quante nuvole, quanti temporali,
      per chi non accetta
      i suoi giorni quasi sempre uguali.
      Quante inquietudini, quanti sogni irreali,
      per chi non accetta queste esistenze banali.
      David Baldolini
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        Scritta da: David Baldolini
        Vorrei fermarlo il tempo;
        per assaporare ogni tuo gusto,
        per carpire ogni tuo gesto,
        per ascoltare i tuoi dolci suoni.
        Vorrei modellarlo come se lavorassi la creta,
        plasmarne le forme e le profondità.
        Vorrei fermarlo il tempo;
        che non conosce sosta,
        spietato nel suo cieco e incessante divenire:
        non mi curerei del cessare delle stagioni,
        dei giorni, dei mesi, degli anni.
        Vorrei fermarlo il tempo,
        illudendomi che il noi sarà eterno.
        David Baldolini
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