Scritta da: Franco Mastroianni
in Poesie (Poesie personali)
E mi fermo a pensare che dopotutto ne vale sempre la pena
Siamo la polvere di un palcoscenico
Comparse
Poi, l'uscita d scena.
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E mi fermo a pensare che dopotutto ne vale sempre la pena
Siamo la polvere di un palcoscenico
Comparse
Poi, l'uscita d scena.
Si. ci sono quei sogni che mentre apri gli occhi
ci sei ancora dentro, ti rigiri li cerchi
puoi sentirli incollati al tuo viso.
Non cercare di prenderli
Lasciati accarezzare mentre nasce un sorriso.
Meraviglioso sogno cercare la tua immagine
e mentre sogno sentire il tuo profumo
succede ad occhi aperti in ogni istante
vederti, sentirti, respirarti, è un sogno affascinante.
Il bisogno di sognare è inevitabile
In questo mondo così labile.
Risvegliarsi pensando al tuo amore
fare incetta dei sogni ancor giovani
per poterli rivivere ancora un istante
senza chiudere gli occhi
senza attendere ancora la notte
poi portarti con me tra i colori del giorno
come se ti incontrassi per la prima volta
come se non ti avessi mai vista
ma rapito da quel desiderio di volerti conoscere.
Risvegliarsi pensando al tuo amore, è come rinascere.
Cercami appena chiudi gli occhi
non avere paura dei sogni
qui ci possiamo anche perdere
né la notte, né il giorno
si preoccuperanno per noi.
E nascondersi quasi come giocare
Ripararsi dal vento e guardare danzare le piante
Lentamente scoprirsi natura ed uscire
Prender parte alla danza
Tra gli intrecci dei rami e carpire, così rara eleganza.
Questo corpo non è affatto coordinato con la testa
cerca sempre fantasie e inventa sogni stando fermo alla finestra
questo corpo così bene strutturato
non è fatto per girare sulla giostra delle regole
quanti corpi quante teste
quante Favole.
Non ho armi da difesa non ho spade ne coltelli
ne una fionda per poter scagliare pietra
non ho arco e nemmeno la faretra
Non ne sento alcun bisogno
Per difendermi da questa immensa indifferenza
Sogno...
Il cielo si chiude con un sipario di nuvole.
Un portone scuro a tenere fuori le stelle ed i pianeti viaggiatori.
Il palcoscenico è vuoto.
Mancan gli attori
I clown e i giocatori
La musica e il canto.
Anche la Luna si nasconde al teatro del mondo.
Solo un piccolo grido, un inchino
un occhio di bue sui fondali del mare.
Lontano... un lampo
Frustava il cielo rompendolo giù a dirotto
scintilla di una mano oscura
che scolpiva la notte.
Lacrime disciolte di ombre di anime deserte
sugli scogli anneriti come carbone
sui lavatoi scavati dal vento
a lavar le sabbie bianche
Tra le braccia disgiunte
reti tirate su le spalle ad asciugare
tra le vertebre di barche
rovesciate tra le dune calde
nell'oblio di un giorno scorso come un nodo
Una nuvola di polvere
si alzava in piedi tirata su dal vento
si allungava si ricompattava
mutava forma
lieve tornava a sdraiarsi in quella quiete sospesa
in quello splendore di cose sincere.
Desiderio di un abbraccio sospirato
ali come braccia per stringersi
cosi forte da richiamare il sangue
Un mare di sogno avvilito
sfinito tra le onde false
di un desiderio appagato.
Tra le maglie larghe s'insinua
un alito di vento che mi scuote
accende i pensieri
divampano i ricordi
dà fuoco al tempo.
La frivola ricerca del maggior frutto
arenatasi in questa vita presente
immobile adesso
rivolta indietro
verso un passato perplesso.
Oltrepassare lo spessore della bolla del mondo
Prima spesso sognavo di saperlo fare.
Un mare lontano,
un cielo distante
una terra straniera,
trame di partenze e ritorni
Mai distanze vertiginose. Mai salite impossibili.
Solo un posto lontano. A cambiare l'orizzonte...
Lanciare un occhiata distante. Allungandola.
Un rettifilo insistito di passi uno dietro l'altro
percorsi sulla strada maestra,
fors'anche di una via di mezzo.
Ad acchiappar l'ignoto
senza quest'essere mulo che arranca
tra le creste sassose
di franose macerie
sentieri di un unico percorso
tra sofferenza e solitudine.
In apnea tra le pagine di un libro
ormai cancellate dal tempo.