Poesie personali


Scritta da: Gino Cesetti
in Poesie (Poesie personali)

emozionando

Me metto qui davanti al gruppo che ho creato
vedendo le foto che avete pubblicato
pe n'attimo me addentro a Tiburtino
e me ritrovo quann'ero piccolino

de corpo la mia mente
immortala quei momenti intensamente
rivivendoli con voi amici cari
come se fossimo tante vecchie comari

con le foto e vostri commenti
riportamo indietro e nostre menti
ai nostri giochi ai nostri affanni
ricordannose pure dove se lavaveno li panni

Oggi che so adulto e pure vecchio
me sento de svotà stò granne secchio
in modo da buttà con fantasia
tutta questa gran malinconia

che quel giorno che ho lasciato tiburtino
era morta pure na parte de Gino
quella parte che qui ho ritrovato
grazie a sto gruppo che se formato.
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    Scritta da: Gino Cesetti
    in Poesie (Poesie personali)

    Il pagliaccio

    È lui il re della feste
    che fa sorridere chi è triste
    col suo naso a cipolla
    attrae al circo una gran folla

    con i giochi e le attrazioni
    fa rivivere grandi emozioni
    con scherzi sibillini
    fa divertire grandi e piccini

    ma non sempre
    il tutto riesce
    la sua vitalità
    nasce dalla sua serenità

    è un uomo pure lui ed anche se si trucca
    col cerone cappello naso finto e parrucca
    trapela dal suo fare
    l'unico suo amore

    quello per il circo e la sua gente
    quel modo di essere divertente
    e l'unica sua consolazione
    è vedere un pubblico che applaude con ammirazione.
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      Scritta da: Gino Cesetti
      in Poesie (Poesie personali)

      Anomalia

      Un giorno incontrai per caso
      un uomo dal grande naso
      lui di tale anomalia non si lagnava
      anzi davanti ad'altri s'inirgogliva

      solo il suo naso vedeva la gente
      senza pensare che esisteva una mente
      il tale veniva additato
      come se fosse menomato

      lo stesso dimostrò con professione
      di avere doti e anche gran passione
      nella medicina era un professore
      e nella vita un gran signore

      la gente che l'additava
      lui con gentilezza compativa
      dimostrando rispetto al mondo
      che a volte vede quadrato e non tondo.
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        Scritta da: Gino Cesetti
        in Poesie (Poesie personali)

        A padre Pio

        A San Giovanni Rotondo mè sò recato più vorte
        forse pè sfatà la sorte
        e come San Tommaso nun credevo
        a quello che tu eri già da vivo

        poi ad un tratto un profumo mi avvolse
        un fascio intenso di sopresa mi colse
        mi lasciò estasiato quel forte odorato
        da lì a poco ho capito che t’avrei adorato

        poi cominciai a capire le tue lotte
        quanno col demonio facevi a botte
        le stigmate e le tue ferite
        erano come lacrime sentite

        un granne frate cappucino
        che nella messa distribuiva pane e vino
        ed ai miscredenti
        faceva senti Dio in quei momenti

        Oh grande padre ormai Santo
        t’he chiedo d’asciuga questo mio pianto
        so’ certo che con te e il tuo oracolo
        riuscirò a superare ogni ostacolo

        ogni tanto sento la tua presenza
        che si manifesta con l’essenza
        certamente non sarò io
        a far a meno di te o Padre Pio
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          Scritta da: Gino Cesetti
          in Poesie (Poesie personali)
          Nel cielo scorgo le nuvole
          sembrano piccole isole
          come fossero di ovatta
          ed il vento le sballotta

          poi pian piano il bianco delle nuvole
          diventa di un grigio mutevole
          mentre un frastuono si sente
          ed il cielo s'illumina rapidamente

          ed ecco la pioggia cadere
          comincia a tintinnare che è un piacere
          fino d'intensità aumentare
          per poi lentamente finire

          le nuvole sparite nel frattempo
          lasciano spazio al bel tempo
          e un semicerchio fatto di colori
          insieme alla terra e ai sui odori

          i raggi del sole infuocati
          asciugano quei luoghi incantati
          una quiete in giro si sente
          come se non fosse successo niente.
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            Scritta da: Dario Pautasso
            in Poesie (Poesie personali)

            Colui che non può amare

            Vieni la notte
            nelle ore più fredde
            e raccontami dell'amore.
            Liberamente raccontami:
            dei tuoi baci silenziosi
            dei nudi corpi e delle bocche
            insaziabili.
            Raccontami nella notte
            che di giorno non ci colga
            la vergogna.
            Raccontami perché io sappia;
            sciogli un poco queste catene
            di paura.
            Io son colui che non può amare.

            Raccontami della pelle umida
            di trepidazione
            degli occhi folli di passione.
            Raccontami di focosi abbracci
            e tenere carezze e audaci parole.
            Sciogli un poco questa corda
            che mi tiene stretto al palo dell'oblio.
            Io son colui che no può amare.

            Quando grande è l'amore
            per un corpo piccolo come il mio,
            per un sorriso così solo.
            Quanto grande è l'amore
            che giace nel tuo sguardo.
            Raccontamelo ora ch'è notte
            che la vergogna non ci colga
            alle luci del primo sole.
            Parlami degli avvalli del corpo
            dei sorrisi maliziosi e del
            delicato suono del piacere.
            Schiudi il fiore che non sa sbocciare
            nel mio ventre tremante.
            Io son colui che non sa amare.
            Composta sabato 8 giugno 2013
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              Scritta da: Federica Vannacci
              in Poesie (Poesie personali)

              Donna

              A te che oggi
              non riceverai fiori,
              a te che nonostante tutto
              credi ancora nell'amore,
              a te che aspetti
              nascosta in un angolo,
              a te che ami e
              lo fai col cuore,
              a te che meriti
              solo felicità,
              a te che pensi che i sogni
              possono avverarsi,
              a te che il dolore
              ha scavato solchi profondi,
              a te che ancora vuoi
              sorridere alla vita.
              A te, anima forte e fragile,
              va il mio pensiero...
              Ama, sogna e non smettere mai
              di credere che le cose belle
              accadono davvero.
              Composta venerdì 8 marzo 2013
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                in Poesie (Poesie personali)

                Donna

                C'è il sole nei tuoi occhi
                c'è un chiarore
                che genera nei cuori poesia.
                Il corpo tuo aggraziato,
                turgido il seno, morbide le labbra,
                è pulsione e fervor di nuova Vita.
                Nel tuo garbato incedere
                c'è il cullare dell'onde in mare aperto,
                è schiuma il tuo sorriso ed è promessa
                di Campi Elisi e levitar dell'anima.
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