Poesie personali


Scritta da: David Baldolini
in Poesie (Poesie personali)
Vorrei fermarlo il tempo;
per assaporare ogni tuo gusto,
per carpire ogni tuo gesto,
per ascoltare i tuoi dolci suoni.
Vorrei modellarlo come se lavorassi la creta,
plasmarne le forme e le profondità.
Vorrei fermarlo il tempo;
che non conosce sosta,
spietato nel suo cieco e incessante divenire:
non mi curerei del cessare delle stagioni,
dei giorni, dei mesi, degli anni.
Vorrei fermarlo il tempo,
illudendomi che il noi sarà eterno.
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    in Poesie (Poesie personali)

    Un grande prato

    Tremula preda del passato
    lo ero
    poi passò il falco
    con il raggio dei suoi occhi
    sciolse il nodo mio dell'anima.
    Il falco fu uomo,
    l'uomo il deserto.
    Ero solo un sasso
    e le sue giudiziose mani
    mi bagnarono nell'oro,
    le mie vecchie lacrime
    le rifugiò sotto la terra.
    Il suo canto
    mi cullò tutta la notte
    regalandomi il suo prezioso calore.
    E restituì
    quel fiore nato sull'asfalto
    alla terra.
    Forse un giorno
    nascerà un grande prato
    e non saremo più soli.
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      in Poesie (Poesie personali)

      Donna veleno

      Donna veleno
      aveva un sogno,
      ma un fottuto bastardo
      mentre lei era in volo,
      sparò le sue ali...
      Violento fu l'impatto con la realtà.
      Ma poi lei aprì gli occhi
      solo poche mani
      la purificarono dal fango.
      Un giorno lei si alzò...
      Si innamorò ancora più forte!
      Si innamorò della solitudine,
      si innamorò degli alberi,
      e del canto degli uccelli.
      E si innamorò dell'amore.
      Ebbe ancora il coraggio
      ancora una volta
      di amare l'amore.
      Poi lei prese la sua spada
      cominciò a squarciare gli ostacoli,
      sanguinando,
      tracciò la sua evoluzione.
      Lei
      si voltò indietro
      e scoprì
      che la sua ombra
      era svanita.
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        Scritta da: Santi Cicardo
        in Poesie (Poesie personali)

        Al confine

        Al confine
        ieri l'altro
        posavi gli occhi su me
        non avevi pudori
        e forse per la prima volta
        sentivo una febbre accendermi
        e scaldarci

        settembre affidava i suoi giorni
        al baule sfondato dei ricordi
        e le parole ingiallivano
        cucendo l'anima
        a un cauto cielo d'autunno

        al confine
        oggi
        le carezze di ieri
        non le confesso più
        e aspetto gli amplessi
        quando i tramonti vestiranno
        la monacale uniforme dell'addio.
        Composta giovedì 25 ottobre 2012
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          Scritta da: Santi Cicardo
          in Poesie (Poesie personali)

          canto di guerra

          Da dove arriva l'assedio?

          l'orizzonte è oscurato da ingranaggi
          strateghi cadaveri e cavalieri
          si consultano e mettono a punto

          chi è il duce
          che governa l'accerchiamento?
          chi affama e ci stupra?

          siamo zotici
          e ignoriamo la guerra
          i pochi ci hanno eletto soldati
          e trasformato i forconi in lame taglienti

          ma le nostre vesti puzzano di sterco
          e le nostre donne hanno mani grosse

          chi ci difenderà
          se i nostri dèi
          hanno abbandonato
          il fuoco delle cucine
          e svernano al sole dei tropici?

          mangiamo compagni l'ultimo pasto
          così che al darsi dell'alba
          faremo più sazi gli avvoltoi.
          Composta martedì 23 ottobre 2012
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            Scritta da: Santi Cicardo
            in Poesie (Poesie personali)

            Anenie d'amore

            All'inizio sapevo di te
            il tuo lento manifestare
            aveva per me
            l'inveterata quiete
            dei meccanismi universali
            sempre gli stessi e sempre diversi

            all'inizio non sapevo di me!

            poi fu lo svolgimento
            lo squadernarsi del bianco
            che avremmo dovuto riempire
            di segni certi o vaghi simboli
            ma tu ritraesti la mano
            manca l'inchiostro - dicevi
            il sangue non è acqua - pensai
            e un ago può farsi penna!

            così cominciai
            l'incisione
            e a intingere non mi risparmiavo
            fu un baleno
            e la bianchezza dei fogli
            prese a tingersi di rosso
            non potei mai leggere
            quei geroglifici d'amore
            volevi solo scribacchiare
            e lasciare il vermiglio della mia vita
            stingersi e aggrumarsi
            per voltare pagina e ricominciare

            né t'accorgesti di nulla
            dell'ultima carta
            o del calamaio ormai vuoto
            e quando tutto fu concluso
            spazientita
            richiudesti il quaderno
            per gettarlo
            in un triste cumulo
            di storie anemiche
            fu il compimento di me

            oggi costretto
            tra i dorsi di diari ammuffiti
            ogni tanto faccio capolino
            e ti vedo ancora alla scrivania
            che t'agiti carta penna e calamaio
            sull'esistenza di un altro
            per scrivere la fine che già conosco.
            Composta lunedì 22 ottobre 2012
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              Scritta da: Sannino Michele
              in Poesie (Poesie personali)
              Resto inerme con gli occhi fissi
              Nell'infinito che mi avvolge
              Portando quello che il cuor mio
              Riflette nel immenso che mi circonda
              Vorrei poterti aver qui.
              Immagini riflesse
              Di un desiderio profondo,
              tenerezza infinita
              che il tuo amore sprigiona
              Immagini Riflesse
              Che mi porta, che ti porta
              Nel mio cuore che ti ama tanto.
              Composta martedì 12 marzo 2013
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                Scritta da: Franco Mastroianni
                in Poesie (Poesie personali)
                Non saprò mai perché siamo così affannati in cerca di risposte
                non saprò mai perché d'invidia ci si possono riempire sacchi
                come quelli delle poste

                Non saprò mai come si deve pronunciar ti voglio bene
                per non cadere vittima di frasi
                che potrebbero arrivar come proposte

                Non saprò mai perché i cipressi
                davanti o lungo i viali della morte
                li piantano a far muro proprio lì che non ci sono porte

                non saprò mai, o forse non voglio sapere

                se quando comincerò a capire

                mi toccherà partire.
                Composta lunedì 11 marzo 2013
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