Poesie personali


Scritta da: Fragolosa67
in Poesie (Poesie personali)

Primavera

Odo un canto soave che nasce dal cuore,
lo sentono i passeri e covano
uova di pulcini che sgranano gli occhi e
rompono gusci di un mondo
dipinto dal fato o da donne che stendono i panni
asciugati  dal vento in lacci
di frivole occhiate e languidi sguardi.

Vestono colori di fresco mattino bagnati di pioggia
che fà crescere il grano dove la terra è spoglia
fra profumi di fiori fioriti  pieni di spine.

Sorridono a sorrisi di giovani in groppa a  
giumente che corrono in prati assolati
e bevono in laghi non più ghiacciati.

E' primavera, facciamo festa!
Composta sabato 23 marzo 2013
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    Scritta da: Rossella Porro
    in Poesie (Poesie personali)

    Si scrive

    Si scrive
    quando non si ha nulla da dire
    quando le parole faticano ad uscire
    quando le mani tremano
    quando gli occhi smettono di guardare.
    Si scrive
    senza pensare
    senza doveri
    né obblighi per alcuno.
    Si scrive per bisogno
    o per piacere
    per dolore
    o per amore.
    Si scrive
    perché non si conosce
    altro modo
    che lo scrivere.
    Composta sabato 23 marzo 2013
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      Scritta da: Danilo Cavalieri
      in Poesie (Poesie personali)

      Se questa è vita

      Senso non ha una vita mediocre,
      Vivere senza lasciar segno,
      Preferisco la morte precoce,
      Lasciando l'impronta che vi renda degno.

      Se questa è vita preferisco la fine più atroce,
      Abbandonando i cari privo di sentimento,
      L'anonimato diventa il mio complice,
      D'un reato mortale come il fallimento.

      Senso non ha una vita,
      Se il senso non siam noi a darlo,
      Correndo una strada in salita,
      Verso l'orizzonte sbiadito, il nostro traguardo.
      Composta martedì 23 aprile 2013
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        Scritta da: Elena Piccinini
        in Poesie (Poesie personali)

        Tacete foglie/ Silete frondes

        Seppur vero che avete udito
        l'antico cigolio delle imposte
        il volto della luna ancora
        riverbera sul vigneto
        porto di favole belle.
        Sul desco l'ombra dell'ultima cena
        è il monile del passato.

        Tacete foglie...
        ora che la brezza dell'alba
        mi sfiora d'ogni spazio,
        la luce si fa fonte di miele
        e le pieridi sono spose felici
        nel campo delle bionde ariste.

        Tacete foglie...
        mi è bastato ascoltare i vostri battiti
        per scoprire che non esiste viaggio più caro
        del silenzio della propria casa.

        "Silete frondes"

        Silete frondes...
        audientes forium
        antiquum stridorem,
        lunae vultus pulchrarum fabularum
        portum vinetum illuminat.
        In mensa ultimae cenae umbra
        praeteriti temporis monile est.

        Silete frondes...
        albae lenis aura
        omnia attingit,
        lux mellis fons est
        et papiliones in flavarum aristarum
        agro laetae nuptae sunt.

        Silete frondes...
        palpitationes audiens
        domus silentium novi
        iter gratum esse.
        Composta sabato 20 giugno 2009
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          Scritta da: Elena Piccinini
          in Poesie (Poesie personali)

          Ho amato luoghi

          Ho amato luoghi che non mi appartenevano
          e nell'infinitarsi delle prospettive
          ali d'alba mi hanno svelato solitudini
          che mi colmavano il cuore
          di quella allegrezza che si indossa
          come una veste leggera
          nel dì di festa di una estate sconosciuta...

          Ho amato luoghi che non avrei più veduto
          e pelègro in una scacchiera di stelle
          il cuore era il centro dell'universo
          infaticabile artefice di emozioni.
          Composta sabato 12 luglio 2008
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            Scritta da: Nelson
            in Poesie (Poesie personali)

            Sognavo un missile

            Soffiava il vento
            tra i banchi di sabbia,
            correva il mare
            tra i banchi di scuola.
            Il riverbero sul porfido,
            i diverbi con te e i nostri amici.
            Risa e fughe, poi l’estate.
            Ancora insieme
            per giocare e scherzare.
            Tu con i tuoi boccoli,
            io con il mio maglione,
            legato stretto a te
            che avevi freddo,
            che avevi bisogno di me.
            Sognavo un missile
            per andare sulla luna.
            A te bastava ascoltare,
            i miei sogni e le mie paure.
            Abbracciandomi.

            Un brivido,
            un sorriso.
            La pizza fredda,
            il cuore in gola.
            Tu sei ancora li,
            di nuovo, davanti a me.
            Risate e ricordi
            tra vecchi compagni.
            Loro non sanno
            e noi sappiamo troppo.
            Sappiamo
            quanto soffiava il vento,
            sappiamo quanto
            quel maglione teneva caldo.
            Sappiamo anche
            che è passato tanto tempo
            e che le nostre paure
            le abbiamo superate,
            insieme ad altri.
            Ma quello che sappiamo
            soprattutto, è che quel missile
            ormai perso,
            non era solo un sogno.
            Eravamo noi.
            Composta giovedì 7 maggio 2009
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              Scritta da: Nelson
              in Poesie (Poesie personali)

              Sono un' illusione

              Cosa volete sapere da me,
              io sono solo un'illusione,
              e come tale
              rappresento tutto e nulla.
              Sono l'immagine riflessa
              del vostro alter-ego,
              un cameo d'irriverenza e follia,
              una goccia di rum
              nel mare profondo,
              dove il buio opprime
              e la coscienza non vede.
              Mi trasformo
              ancor prima di apparire,
              sono un camaleonte, un serpente,
              una foglia che cade,
              una lama nel ventre.
              Sono questo e molto altro,
              sono quello che voi volete
              e quello che non vorreste mai.
              Sono il vostro incubo,
              sono il vostro desiderio,
              recondito, impossibile, irresistibile.
              Sono la benda sul vostro sguardo,
              sono il terzo occhio,
              la spina nel fianco
              e la pulce nell'orecchio.
              Sono la bugia e la verità,
              il bianco e il nero.
              Rappresento l'arte e l'ignoranza,
              la bellezza e l'orrore,
              la paura e la gioia.
              Sono l'inizio dello spettacolo
              e la sua fine, chiudo il sipario
              e apro un'altra porta.
              Voi siete liberi di entrare,
              di seguirmi, di assistere
              e di non credere.
              La magia è fiducia,
              ma io non sono un mago,
              sono solo un'illusione.
              Composta domenica 4 novembre 2012
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