Scritta da: Marianna Mansueto
in Poesie (Poesie d'Autore)
Dateci dèi. Oh, dateceli!
Dateci dèi.
Siamo stufi d'uomini
e di potenza motrice.
Commenta
Dateci dèi. Oh, dateceli!
Dateci dèi.
Siamo stufi d'uomini
e di potenza motrice.
Accadrà così, d'improvviso
passeggiando sulla riva di un mare
o accarezzando il sole che va via
Sarà un istante, un attimo
e parlerai con l'amore e col dolore
concorderai un futuro da vivere
Nascerai di nuovo, in un momento
provando solo allora ciò che sento
percependo di getto le emozioni
E comprenderai, ne sono certa,
le mie necessità, le pause, i brividi
ascoltando i miei stessi silenzi
Rileggerai gesti ed espressioni
decifrerai assenze e riflessioni
e mi amerai un po'... quando accadrà
(Selene Pascasi)
Ora, chiudi gli occhi.
Inspira, lentamente.
Stringimi la mano.
Ci sono.
Ci siamo.
Il giorno in cui mi son perso
nel dedalo sinuoso dei miei pensieri
non è stato difficile ritrovare la strada
pensando a te. La bussola dei
miei sentimenti non segnava il nord,
ma il sud.
Il sud del sole che hai dentro
che gronda di luce chiara
quando sei vicina e mi parli.
Il sud di quei mattini
dove l'aria è una carezza
e il mare è cristallino
specchio del tuo viso
riflesso della tua beltà.
Il sud di quei tramonti estivi
quando il sole sfiora l'orizzonte,
palla di fuoco rossa del suo ardore
che sfuma fino al crepuscolo,
regalando emozioni sempre diverse
come quelle che susciti in me.
Il sud dove il profumo mediterraneo delle arance si mescola al profumo della tua pelle,
e quegli spicchi di vitamina diventano
spicchi di vita che come una mina
esplodono di sensi dentro di me.
Proprio a sud di questi pensieri
e del tuo dolce richiamo, io
ho ritrovato me stesso.
Guerriera senza armi.
Tormento nella tormenta.
- Solenne arcano -
Dissacrante, a tratti misti
- Mistici -
Pallore tremulo, patologico.
Foglie di alloro
ad ornarmi di false vittorie.
Ho il profilo fatto di corteccia.
Nessuna sorgente che mi abbeveri.
Solo sconcerto.
Solista al concerto di voci primitive.
Continuo incessantemente a parlarmi, ma ho i rami spezzati, dentro.
E nella notte ripenso
all'amore quotidiano
che con forza e dedizione
sprigiono fuori dal mio cuore
mattina e sera, e notte fonda
per poter aprire una porta
in più, per chi vorrà
darsi oggi un'opportunità
quel che sento è che
se passassi ogni giorno qui con me
amandomi amando crescendo e colorando
porterei su, sia me che te!
Veicolo per i tuoi sogni io sarò
con tutto me stesso vedrai, lo farò
tu stammi vicino e seguimi,
vedrai che poi,
sognare e vivere
saranno sotto lo stesso nome.
Il mondo che vorrei!
Vorrei un mondo tutto mio,
fatto di pace,
amore e tanto calore!
Vorrei un mondo tutto mio,
dove non esiste cattiveria
e la gente, è molto piu vera!
Vorrei un mondo tutto mio,
più pulito, più onesto
e meno sbiadito!
Vorrei un mondo tutto fatato,
con tanto sole
e più colorato!
Vorrei un mondo tutto mio,
dove non cè differenza,
non si conosce la sofferenza,
dove regna la speranza!
Vorrei un mondo tutto mio,
dove siamo tutti uguali
e i bambini non muoino di fame!
Vorrei un mondo tutto mio,
dove potrei vedere Dio
e pregandolo gli direi:
Salva il mondo che vorrei
Quando ti bacio
non è solo la tua bocca
non è solo il tuo ombellico
... non è solo il tuo grembo
che bacio
Io bacio anche le tue domande
e i tuoi desideri
bacio il tuo riflettere
i tuoi dubbi
e il tuo coraggio.
Il tuo amore per me
e la tua libertà da me
il tuo piede
che è giunto qui
e che di nuovo se ne va
io bacio te
così come sei
e come sarai
domani e oltre
e quando il mio tempo sarà trascorso.
Fermo il suo sguardo, come non vedesse
Nella mano tremante,
Il suo supporto di legno come
Gamba finta lo sorregge...
Stretto in quel cappotto che sa di morte
E odora di conservante,
Il passo lento d animale ferito
Il grigio ormai esiguo dei suoi capelli
Si scompiglia al freddo vento di dicembre.
Cammina il vecchio incontro a un altro Natale
Con l'ansia e il timore
Che sia l'ultimo a vedere
Con i pensieri a bambino
Ripercorre la sua lontana infanzia
Il ricordo dell'antica gioia
Preludio di feste sante
Nessuna lacrima dai rugosi occhi scende,
Il cuore batte lento pero batte più forte
Ancora poca passi e sull'uscio di casa
Il nipote più paffuto e giovane l attende
... ride il vecchio tra gli incavi dei suoi anni.
E il freddo di dicembre
Non fu mai più dolce.
ANGELA MORI.
Così genuino è,
quello che sento.
Spogliato com'è,
di convenzioni e filtri.
Libero com'è,
da sovrastrutture
e futili recite.
Da dove viene, chissà,
quello che sento
e quali misteri
porta con sé.
Affascinante
e pauroso.
Ma sussulti sono,
di vita nuda.
E che lo detesti
o che lo ami...
ma quanta verità!
in quello che sento.
Che mi raggiunge
ovunque
e che mi obbliga, sempre,
da qualsiasi parte fugga,
a dargli ascolto.
(da "Speranze e Paure" - 2013 - Edizioni Youcanprint)