I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi che tu venga all'ospedale o in prigione nei tuoi occhi porti sempre il sole.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi questa fine di maggio, dalle parti d'Antalya, sono cosi, le spighe, di primo mattino;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi quante volte hanno pianto davanti a me son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi, nudi e immensi come gli occhi di un bimbo ma non un giorno han perso il loro sole;
i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi che s'illanguidiscano un poco, i tuoi occhi gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti: allora saprò far echeggiare il mondo del mio amore.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi Così sono d'autunno i castagneti di Bursa le foglie dopo la pioggia e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi verrà giorno, mia rosa, verrà giorno che gli uomini si guarderanno l'un l'altro fraternamente con i tuoi occhi, amor mio, si guarderanno con i tuoi occhi.
Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo Non amavo nessuno eccetto colui che amavo Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva Ora tutto e cambiato è lui che ha cessato di amarmi Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io? Non lo so e poi cosa cambìa? Sono ora stesa sulla paglia umida dell'amore Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata Ragazza di latta ragazza arrugginita O amore amore mio morto o vivo Voglio che tu ti ricordi del passato Amore che mi amavi da me ricambiato.
Il vecchio castello che ride sereno sull'alto La valle canora dove si snoda l'azzurro fiume Che rotto e muggente a tratti canta epopea E sereno riposa in larghi specchi d'azzurro: Vita e sogno che in fondo alla mistica valle Agitate l'anima dei secoli passati: Ora per voi la speranza Nell'aria ininterrottamente Sopra l'ombra del bosco che la annega Sale in lontano appello Insaziabilmente Batte al mio cuor che trema di vertigine.
Dicevi: morte, silenzio, solitudine; come amore, vita. Parole delle nostre provvisorie immagini. E il vento s'è levato leggero ogni mattina e il tempo colore di pioggia e di ferro è passato sulle pietre, sul nostro chiuso ronzio di maledetti. Ancora la verità è lontana. E dimmi, uomo spaccato sulla croce, e tu dalle mani grosse di sangue, come risponderò a quelli che domandano? Ora, ora: prima che altro silenzio entri negli occhi, prima che altro vento salga e altra ruggine fiorisca.
Saranno pieni di preoccupazioni i tuoi giorni, se devi darmi il cuore. La mia casa, al bivio, ha le porte aperte, il mio pensiero è sempre assente, perché io sono un poeta. Non sento colpa per questo, ma te lo dico, se devi darmi il cuore. Se impegno con te la mia parole in canzoni e sono deciso a mantenerla, quando la musica tacerà, bisognerà che tu mi perdoni, perché la legge decisa a maggio la violo volentieri in dicembre. Non rifletterci troppo, se devi concedermi amore. Finché i tuoi occhi canteranno l'amore e la tua voce comunicherà la gioia, le mie risposte alle tue domande saranno sempre appassionate, anche se non precise. Vanno credute per sempre e poi per sempre dimenticate.
Ride la puttana Selvaggia come una vecchia zitella Megera, ti vediamo, torna ancora alla mente Io mento come la febbre Danzando il tuo nubile zittìo desiderando di esser posseduto storie mai raccontate che gli indiani osino ribellarsi Calpestati come di pellerossa sacri prepuzi il cancro iniziò c/la crudele coltellata & la verga danneggiata è risorta all'Est come una Stella in fiamme.
Eppure ognuno uccide la cosa che ama, Tutti lo devono sapere, c'è chi lo fa con uno sguardo e chi con le lusinghe, Il codardo può farlo con un bacio, Chi ha il coraggio usa la spada!
Viviamo d'un fremito d'aria, d'un filo di luce, dei più vaghi e fuggevoli moti del tempo, di albe furtive, di amori nascenti, di sguardi inattesi.
E per esprimere quel che sentiamo c'è una parola sola: disperazione. Dolce, infinita, profonda parola.
Vaga e triste è degli uomini la sorte: degli uomini che passano con non maggior fragore d'una foglia che si tramuta in terra.
Precario stato il loro.
La morte è uno sciogliersi, non un finire e senza tempo, senza memoria il terrestre viaggio.
Il sole è stanco di contemplare una tanto monotona vicenda. Così parlava un monaco neghittoso e bizzarro, là, nell'antico Oriente: piccolo uomo assediato da immani fantasmi.