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in Poesie (Poesie d'Autore)

I tuoi occhi

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che tu venga all'ospedale o in prigione
nei tuoi occhi porti sempre il sole.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
questa fine di maggio, dalle parti d'Antalya,
sono cosi, le spighe, di primo mattino;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
quante volte hanno pianto davanti a me
son rimasti tutti nudi, i tuoi occhi,
nudi e immensi come gli occhi di un bimbo
ma non un giorno han perso il loro sole;

i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
che s'illanguidiscano un poco, i tuoi occhi
gioiosi, immensamente intelligenti, perfetti:
allora saprò far echeggiare il mondo
del mio amore.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
Così sono d'autunno i castagneti di Bursa
le foglie dopo la pioggia
e in ogni stagione e ad ogni ora, Istanbul.

I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
verrà giorno, mia rosa, verrà giorno
che gli uomini si guarderanno l'un l'altro
fraternamente
con i tuoi occhi, amor mio,
si guarderanno con i tuoi occhi.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Ragazza d'acciaio

    Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo
    Non amavo nessuno eccetto colui che amavo
    Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva
    Ora tutto e cambiato è lui che ha cessato di amarmi
    Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io?
    Non lo so e poi cosa cambìa?
    Sono ora stesa sulla paglia umida dell'amore
    Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata
    Ragazza di latta ragazza arrugginita
    O amore amore mio morto o vivo
    Voglio che tu ti ricordi del passato
    Amore che mi amavi da me ricambiato.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Marradi

      Il vecchio castello che ride sereno sull'alto
      La valle canora dove si snoda l'azzurro fiume
      Che rotto e muggente a tratti canta epopea
      E sereno riposa in larghi specchi d'azzurro:
      Vita e sogno che in fondo alla mistica valle
      Agitate l'anima dei secoli passati:
      Ora per voi la speranza
      Nell'aria ininterrottamente
      Sopra l'ombra del bosco che la annega
      Sale in lontano appello
      Insaziabilmente
      Batte al mio cuor che trema di vertigine.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Sognato per l'inverno a... lei

        Andremo, d'inverno, in un vagoncino rosa
        con tanti cuscini blu.
        Sarà dolce. Un nido di baci folli posa
        nei cantucci molli. Tu

        chiuderai gli occhi, per non vedere dai vetri
        smorfiare l'ombre delle sere,
        la plebaglia di démoni e di lupi tetri,
        mostruosità arcigne e nere.

        Poi la tua guancia graffiare si sentirà...
        un bacetto, un ragno matto, ti correrà
        sul collo... Intanto

        tu mi dirai: "Cerca! ", chinando a me la testa
        - prenderemo tempo a scovare quella bestia
        - che viaggia così tanto...
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Colore di pioggia e di ferro

          Dicevi: morte, silenzio, solitudine;
          come amore, vita. Parole
          delle nostre provvisorie immagini.
          E il vento s'è levato leggero ogni mattina
          e il tempo colore di pioggia e di ferro
          è passato sulle pietre,
          sul nostro chiuso ronzio di maledetti.
          Ancora la verità è lontana.
          E dimmi, uomo spaccato sulla croce,
          e tu dalle mani grosse di sangue,
          come risponderò a quelli che domandano?
          Ora, ora: prima che altro silenzio
          entri negli occhi, prima che altro vento
          salga e altra ruggine fiorisca.
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            Scritta da: SweetNovember
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Se devi darmi il cuore

            Saranno pieni di preoccupazioni i tuoi giorni,
            se devi darmi il cuore.
            La mia casa, al bivio, ha le porte aperte,
            il mio pensiero è sempre assente,
            perché io sono un poeta.
            Non sento colpa per questo, ma te lo dico,
            se devi darmi il cuore.
            Se impegno con te la mia parole in canzoni
            e sono deciso a mantenerla, quando
            la musica tacerà, bisognerà che tu mi perdoni,
            perché la legge decisa a maggio
            la violo volentieri in dicembre.
            Non rifletterci troppo, se devi concedermi amore.
            Finché i tuoi occhi canteranno l'amore
            e la tua voce comunicherà la gioia,
            le mie risposte alle tue domande
            saranno sempre appassionate, anche se non precise.
            Vanno credute per sempre e poi per sempre dimenticate.
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              Ride la puttana Selvaggia

              Ride la puttana Selvaggia
              come una vecchia zitella
              Megera, ti vediamo, torna ancora
              alla mente
              Io mento come la febbre
              Danzando il tuo nubile zittìo
              desiderando di esser posseduto
              storie mai raccontate
              che gli indiani osino ribellarsi
              Calpestati come di pellerossa
              sacri prepuzi
              il cancro iniziò c/la crudele
              coltellata & la verga
              danneggiata è risorta
              all'Est
              come una Stella
              in fiamme.
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                Scritta da: Rosita Matera
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                Arpeggi

                Viviamo d'un fremito d'aria,
                d'un filo di luce,
                dei più vaghi e fuggevoli
                moti del tempo,
                di albe furtive,
                di amori nascenti,
                di sguardi inattesi.

                E per esprimere quel che sentiamo
                c'è una parola sola:
                disperazione.
                Dolce, infinita, profonda parola.

                Vaga e triste è degli uomini la sorte:
                degli uomini che passano
                con non maggior fragore d'una foglia che si tramuta in terra.

                Precario stato il loro.

                La morte è uno sciogliersi,
                non un finire
                e senza tempo, senza memoria
                il terrestre viaggio.

                Il sole è stanco di contemplare
                una tanto monotona vicenda.
                Così parlava un monaco
                neghittoso e bizzarro,
                là, nell'antico Oriente:
                piccolo uomo assediato
                da immani fantasmi.
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