O abbiamo la speranza in noi, o non l'abbiamo; è una dimensione dell'anima, e non dipende da una particolare osservazione del mondo o da una stima della situazione. La speranza non è una predizione, ma un orientamento dello spirito e del cuore; trascende il mondo che viene immediatamente sperimentato, ed è ancorata da qualche parte al di là dei suoi orizzonti.
Mi piace quando taci Mi piace quando taci perché sei come assente, e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca. Sembra che gli occhi ti sian volati via e che un bacio ti abbia chiuso la bocca. Poiché tutte le cose son piene della mia anima emergi dalle cose, piene dell'anima mia. Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima, e rassomigli alla parola malinconia. Mi piace quando taci e sei come distante. E stai come lamentandoti, farfatta turbante. E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge: lascia che io taccia col tuo silenzio. Lascia che ti parli pure col tuo silenzio chiaro come una lampada, semplice come un anello. Sei come la notte, silenziosa e costellata. Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice. Mi piace quando taci perché sei come assente. Distante e dolorosa, come se fossi morta. Allora una parola, un sorriso bastano. E son felice, felice che non sia così.
Ragazza d'acciaio non amavo nessuno al mondo Non amavo nessuno eccetto colui che amavo Il mio innamorato il mio amante colui che mi attraeva Ora tutto e cambiato è lui che ha cessato di amarmi Il mio innamorato che ha cessato di attirarmi sono io? Non lo so e poi cosa cambìa? Sono ora stesa sulla paglia umida dell'amore Tutta sola con tutti gli altri tutta sola disperata Ragazza di latta ragazza arrugginita O amore amore mio morto o vivo Voglio che tu ti ricordi del passato Amore che mi amavi da me ricambiato.
Io non sono nessuno! E tu chi sei? Nessuno pure tu? Allora siamo in due, ma non lo dire! Potrebbero bandirci, e tu lo sai! Che grande noia, essere qualcuno! Quanto volgare dire il nome tuo Per tutto giugno-come fa la rana- a un pantano che ti ammira.
Saranno pieni di preoccupazioni i tuoi giorni, se devi darmi il cuore. La mia casa, al bivio, ha le porte aperte, il mio pensiero è sempre assente, perché io sono un poeta. Non sento colpa per questo, ma te lo dico, se devi darmi il cuore. Se impegno con te la mia parole in canzoni e sono deciso a mantenerla, quando la musica tacerà, bisognerà che tu mi perdoni, perché la legge decisa a maggio la violo volentieri in dicembre. Non rifletterci troppo, se devi concedermi amore. Finché i tuoi occhi canteranno l'amore e la tua voce comunicherà la gioia, le mie risposte alle tue domande saranno sempre appassionate, anche se non precise. Vanno credute per sempre e poi per sempre dimenticate.
Poiché ero l'albero più occidentale del giardino per ultimo mi scuotevo di dosso la fredda rugiada nebbia e noia via dai miei rami lentamente strisciavano e nessuno al mio risveglio applaudiva ché i miei compagni erano da tempo gloriosi nella luce. Ma la sera su me emigravano gli uccelli che l'ombra sgomentava da ogni altro verde asilo lungo e dolce da me s'alzava il canto avidi gli occhi degli uomini mi fissavano, mentre ero avvolto dal sole nell'amoroso addio e brillavo come una torcia sul mondo spento.
Ride la puttana Selvaggia come una vecchia zitella Megera, ti vediamo, torna ancora alla mente Io mento come la febbre Danzando il tuo nubile zittìo desiderando di esser posseduto storie mai raccontate che gli indiani osino ribellarsi Calpestati come di pellerossa sacri prepuzi il cancro iniziò c/la crudele coltellata & la verga danneggiata è risorta all'Est come una Stella in fiamme.
Eppure ognuno uccide la cosa che ama, Tutti lo devono sapere, c'è chi lo fa con uno sguardo e chi con le lusinghe, Il codardo può farlo con un bacio, Chi ha il coraggio usa la spada!
Viviamo d'un fremito d'aria, d'un filo di luce, dei più vaghi e fuggevoli moti del tempo, di albe furtive, di amori nascenti, di sguardi inattesi.
E per esprimere quel che sentiamo c'è una parola sola: disperazione. Dolce, infinita, profonda parola.
Vaga e triste è degli uomini la sorte: degli uomini che passano con non maggior fragore d'una foglia che si tramuta in terra.
Precario stato il loro.
La morte è uno sciogliersi, non un finire e senza tempo, senza memoria il terrestre viaggio.
Il sole è stanco di contemplare una tanto monotona vicenda. Così parlava un monaco neghittoso e bizzarro, là, nell'antico Oriente: piccolo uomo assediato da immani fantasmi.