Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Settembre

Triste il giardino: fresca
scende ai fiori la pioggia.
Silenziosa trema
l'estate, declinando alla sua fine.
Gocciano foglie d'oro
giù dalla grande acacia.
Ride attonita e smorta
l'estate dentro il suo morente sogno.
S'attarda fra le rose,
pensando alla sua pace;
lentamente socchiude
i grandi occhi pesanti di stanchezza.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Arrivederci fratello mare

    Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare
    mi porto un po' della tua ghiaia
    un po' del tuo sale azzurro
    un po' della tua infinità
    e un pochino della tua luce
    e della tua infelicità.
    Ci hai saputo dir molte cose
    sul tuo destino di mare
    eccoci con un po' più di speranza
    eccoci con un po' più di saggezza
    e ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il sabato del villaggio

      La donzelletta vien dalla campagna,
      In sul calar del sole,
      Col suo fascio dell'erba; e reca in mano
      Un mazzolin di rose e di viole,
      Onde, siccome suole,
      Ornare ella si appresta
      Dimani, al dì di festa, il petto e il crine.
      Siede con le vicine
      Su la scala a filar la vecchierella,
      Incontro là dove si perde il giorno;
      E novellando vien del suo buon tempo,
      Quando ai dì della festa ella si ornava,
      Ed ancor sana e snella
      Solea danzar la sera intra di quei
      Ch'ebbe compagni dell'età più bella.
      Già tutta l'aria imbruna,
      Torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
      Giù dà colli e dà tetti,
      Al biancheggiar della recente luna.
      Or la squilla dà segno
      Della festa che viene;
      Ed a quel suon diresti
      Che il cor si riconforta.
      I fanciulli gridando
      Su la piazzuola in frotta,
      E qua e là saltando,
      Fanno un lieto romore:
      E intanto riede alla sua parca mensa,
      Fischiando, il zappatore,
      E seco pensa al dì del suo riposo.
      Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
      E tutto l'altro tace,
      Odi il martel picchiare, odi la sega
      Del legnaiuol, che veglia
      Nella chiusa bottega alla lucerna,
      E s'affretta, e s'adopra
      Di fornir l'opra anzi il chiarir dell'alba.
      Questo di sette è il più gradito giorno,
      Pien di speme e di gioia:
      Diman tristezza e noia
      Recheran l'ore, ed al travaglio usato
      Ciascuno in suo pensier farà ritorno.
      Garzoncello scherzoso,
      Cotesta età fiorita
      È come un giorno d'allegrezza pieno,
      Giorno chiaro, sereno,
      Che precorre alla festa di tua vita.
      Godi, fanciullo mio; stato soave,
      Stagion lieta è cotesta.
      Altro dirti non vò; ma la tua festa
      Ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Autunno

        Autunno. Già lo sentimmo venire
        nel vento d'agosto,
        nelle pioggie di settembre
        torrenziali e piangenti
        e un brivido percorse la terra
        che ora, nuda e triste,
        accoglie un sole smarrito.
        Ora passa e declina,
        in quest'autunno che incede
        con lentezza indicibile,
        il miglior tempo della nostra vita
        e lungamente ci dice addio.
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          Scritta da: Cheope
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Il vento scrive

          Su la docile sabbia il vento scrive
          con le penne dell'ala; e in sua favella
          parlano i segni per le bianche rive.

          Ma, quando il sol declina, d'ogni nota
          ombra lene si crea, d'ogni ondicella,
          quasi di ciglia su soave gota.

          E par che nell'immenso arido viso
          della pioggia s'immilli il tuo sorriso.
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            Scritta da: Eclissi
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Scritto sulla sabbia

            Che il bello e l'incantevole
            Siano solo un soffio e un brivido,
            che il magnifico entusiasmante
            amabile non duri:
            nube, fiore, bolla di sapone,
            fuoco d'artificio e riso di bambino,
            sguardo di donna nel vetro di uno specchio,
            e tante altre fantastiche cose,
            che esse appena scoperte svaniscano,
            solo il tempo di un momento
            solo un aroma, un respiro di vento,
            ahimè lo sappiamo con tristezza.
            E ciò che dura e resta fisso
            non ci è così intimamente caro:
            pietra preziosa con gelido fuoco,
            barra d'oro di pesante splendore;
            le stelle stesse, innumerabili,
            se ne stanno lontane e straniere, non somigliano a noi
            - effimeri-, non raggiungono il fondo dell'anima.
            No, il bello più profondo e degno dell'amore
            pare incline a corrompersi,
            è sempre vicino a morire,
            e la cosa più bella, le note musicali,
            che nel nascere già fuggono e trascorrono,
            sono solo soffi, correnti, fughe
            circondate d'aliti sommessi di tristezza
            perché nemmeno quanto dura un battito del cuore
            si lasciano costringere, tenere;
            nota dopo nota, appena battuta
            già svanisce e se ne va.

            Così il nostro cuore è consacrato
            con fraterna fedeltà
            a tutto ciò che fugge
            e scorre,
            alla vita,
            non a ciò che è saldo e capace di durare.
            Presto ci stanca ciò che permane,
            rocce di un mondo di stelle e gioielli,
            noi anime-bolle-di-vento-e-sapone
            sospinte in eterno mutare.
            Spose di un tempo, senza durata,
            per cui la rugiada su un petalo di rosa,
            per cui un battito d'ali d'uccello
            il morire di un gioco di nuvole,
            scintillio di neve, arcobaleno,
            farfalla, già volati via,
            per cui lo squillare di una risata,
            che nel passare ci sfiora appena,
            può voler dire festa o portare dolore.
            Amiamo ciò che ci somiglia,
            e comprendiamo
            ciò che il vento ha scritto
            sulla sabbia.
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              Scritta da: mor-joy
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Superba è la Notte

              La cosa più superba è la Notte,
              quando cadono gli ultimi spaventi
              e l'anima si getta all'avventura.
              Lui tace nel tuo grembo
              come riassorbito dal sangue,
              che finalmente si colora di Dio
              e tu preghi che taccia per sempre,
              per non sentirlo come rigoglio fisso
              fin dentro le pareti.
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                Scritta da: Vellise
                in Poesie (Poesie d'Autore)

                L'albero occidentale

                Poiché ero l'albero più occidentale del giardino
                per ultimo mi scuotevo di dosso la fredda rugiada
                nebbia e noia via dai miei rami lentamente strisciavano
                e nessuno al mio risveglio applaudiva
                ché i miei compagni erano da tempo gloriosi nella luce.
                Ma la sera su me emigravano gli uccelli
                che l'ombra sgomentava da ogni altro verde asilo
                lungo e dolce da me s'alzava il canto
                avidi gli occhi degli uomini mi fissavano, mentre
                ero avvolto dal sole nell'amoroso addio
                e brillavo come una torcia sul mondo spento.
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