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in Poesie (Poesie d'Autore)

Don Chisciotte

Il cavaliere dell'eterna gioventù
seguì, verso la cinquantina,
la legge che batteva nel suo cuore.
Partì un bel mattino di luglio
per conquistare il bello, il vero, il giusto.
Davanti a lui c'era il mondo
coi suoi giganti assurdi e abietti
sotto di lui Ronzinante
triste ed eroico.

Lo so
quando si è presi da questa passione
e il cuore ha un peso rispettabile
non c'è niente da fare, Don Chisciotte,
niente da fare
è necessario battersi
contro i mulini a vento.

Hai ragione tu, Dulcinea
è la donna più bella del mondo
certo
bisognava gridarlo in faccia
ai bottegai
certo
dovevano buttartisi addosso
e coprirti di botte
ma tu sei il cavaliere invincibile degli assetati
tu continuerai a vivere come una fiamma
nel tuo pesante guscio di ferro
e Dulcinea
sarà ogni giorno più bella.
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    Scritta da: Francesca Fontana
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Divina Commedia, V canto inferno

    O animal grazïoso e benigno
    che visitando vai per l'aere perso
    noi che tignemmo il mondo di sanguigno,

    se fosse amico il re de l'universo,
    noi pregheremmo lui de la tua pace,
    poi c'hai pietà del nostro mal perverso.

    Di quel che udire e che parlar vi piace,
    noi udiremo e parleremo a voi,
    mentre che 'l vento, come fa, ci tace.

    Siede la terra dove nata fui
    su la marina dove 'l Po discende
    per aver pace cò seguaci sui.

    Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
    prese costui de la bella persona
    che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.

    Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
    mi prese del costui piacer sì forte,
    che, come vedi, ancor non m'abbandona.

    Amor condusse noi ad una morte.
    Caina attende chi a vita ci spense.
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      Scritta da: Sonia Ghinelli
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      LXIV Sonetto

      Per tanto amore la mia vita si tinse di viola
      e andai di rotta in rotta come gli uccelli ciechi
      fino a raggiungere la tua finestra, amica mia:
      tu sentisti un rumore di cuore infranto

      e lì dalle tenebre mi sollevai al tuo petto,
      senz'essere e senza sapere andai alla torre del frumento,
      sorsi per vivere tra le tue mani,
      mi sollevai dal mare alla tua gioia.

      Nessuno può dire ciò che ti devo, è lucido
      ciò che ti devo, amore, ed è come una radice,
      nativa d'Araucania, ciò che ti devo, amata.

      È senza dubbio stellato tutto ciò che ti devo,
      ciò che ti devo è come il pozzo d'una zona silvestre
      dove il tempo conservò lampi erranti.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Non temere, oh Musa! Usi e giorni completamente nuovi
        ti vengono incontro, ti circondano.
        Candidamente ammetto che questa razza è strana, molto
        strana, di nuova foggia. Eppure è sempre l'antica umana razza, la stessa, dentro e fuori, facce e cuori gli stessi, gli stessi sono affetti e desideri. Lo stesso antico amore, e la bellezza, e il modo di usarne.
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          Scritta da: Erika Moon
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Canzone del maschio e della femmina

          Canzone del maschio e della femmina!
          Il frutto dei secoli
          che spreme il suo succo
          nelle nostre vene.

          La mia anima che si diffonde nella tua carne distesa
          per uscire migliorata da te,
          il cuore che si disperde
          stirandosi come una pantera,
          e la mia vita, sbriciolata, che si annoda
          a te come la luce alle stelle!

          Mi ricevi
          come il vento la vela.

          Ti ricevo
          come il solco il seme.

          Addormentati sui miei dolori
          se i miei dolori non ti bruciano,
          legati alle mie ali,
          forse le mie ali ti porteranno,
          dirigi i miei desideri,
          forse ti duole la loro lotta.

          Tu sei l'unica che possiedo
          da quando persi la mia tristezza!

          Lacerami come una spada
          o senti come un'antenna!

          Baciami,
          mordimi,
          incendiami,
          che io vengo alla terra
          solo per il naufragio dei miei occhi di maschio
          nell'acqua infinita dei occhi di femmina!
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            L'Approdo

            Felice l'uomo che ha raggiunto il porto,
            Che lascia dietro di sé mari e tempeste,
            I cui sogni sono morti o mai nati,
            E siede a bere all'osteria di Brema,
            Presso al camino, ed ha buona pace.
            Felice l'uomo come una fiamma spenta,
            Felice l'uomo come sabbia d'estuario,
            Che ha deposto il carico e si è tersa la fronte,
            E riposa al margine del cammino.
            Non teme né spera né aspetta,
            Ma guarda fisso il sole che tramonta.
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              Scritta da: Gabriella Stigliano
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Inni alla notte e cantico dei morti

              Noi sogniamo di viaggi per l'universo:
              ma l'universo non è forse dentro di noi?
              Noi non conosciamo gli abissi del nostro spirito.
              La via segreta che conduce all'interno.
              In noi, e in nessun altro luogo,
              sta l'eternità con i suoi mondi, il passato e il futuro.
              Il mondo esterno è il mondo delle ombre,
              e getta le sue ombre nel regno della luce.
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