Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Patty Diphusa
in Poesie (Poesie d'Autore)
Non cercare mai di dire al tuo amore
amore che mai non si può dire;
perché il vento gentile si muove
silenzioso, invisibile.

Ho detto il mio amore, ho detto il mio amore,
le ho detto tutto il mio cuore;
tremante, gelido, in terribili paure
ah, se ne va via.

Non appena se ne fu andata da me
uno straniero passò per caso;
silenzioso, invisibile
oh, non ci fu rifiuto.
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    Scritta da: Cheope
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il fiore

    Ben poco ti preoccupi, povero fiore,
    che ho osservato per sei o sette giorni,
    e ho visto la tua nascita, e ho visto quanto ogni ora donava
    al tuo sviluppo, affinché tu crescessi fino a questa altezza,
    e ora che su questo ramo tu trionfi e ridi,
    ben poco ti preoccupi
    che gelerà fra breve, e che domani
    ti troverò caduto, o non ti troverò per nulla.

    Ben poco ti preoccupi, povero cuore,
    che ancora fatichi a costruirti un nido,
    e pensi qui svolando di conquistarti un luogo
    su un albero vietato o che a te si rifiuta,
    e speri di piegare, in un lungo assedio, la sua rigidezza:
    ben poco ti preoccupi,
    che prima che si desti il sole, domani mattina,
    dovrai con questo sole e insieme a me metterti in viaggio.

    Ma tu, che ami essere
    sottile a tormentarti, dirai:
    ahimè, se tu devi partire a me che importa?
    Qui son le mie faccende, qui voglio restare;
    tu vai da amici il cui affetto e i cui mezzi
    altro piacere arrecano
    agli occhi tuoi, agli orecchi, alla lingua, a ogni parte di te.
    Se quindi parte il tuo corpo, che bisogno hai di un cuore?

    Bene, allora rimani: ma sappi,
    quando sarai rimasto, e fatto del tuo meglio:
    un cuore nudo e pesante, che non fa mostra di sè,
    per una donna non è che una specie di spettro;
    come potrà conoscere il mio cuore; o non avendo cuore
    in te riconoscerne uno?
    La pratica le può insegnare a conoscere altre parti,
    ma, parola mia, non a conoscere un cuore.

    Vienimi incontro a Londra, allora,
    fra venti giorni, e mi potrai vedere
    più fresco e grasso, per la compagnia degli uomini,
    che se fossi rimasto insieme a te e a lei.
    Per amore di Dio, se ti è possibile, segui il mio esempio:
    laggiù ti vorrei dare
    a un altro amico, che si mostrerà felice
    di avere tanto il mio corpo quanto la mia anima.
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      Scritta da: Cheope
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      L'ora nostra

      Sai un'ora del giorno che più bella
      sia della sera? Tanto
      più bella e meno amata? È quella
      che di poco i suoi sacri ozi precede;
      l'ora che intensa è l'opera, e si vede
      la gente mareggiare nelle strade;
      sulle mole quadrate delle case
      una luna sfumata, una che appena
      discerni nell'aria serena.

      È l'ora che lasciavi la campagna
      per goderti la tua cara città,
      dal golfo luminoso alla montagna
      varia d'aspetti in sua bella unità;
      l'ora che la mia vita in piena va
      come un fiume al suo mare;
      e il mio pensiero, il lesto camminare
      della folla, gli artieri in cima all'alta
      scala, il fanciullo che correndo salta
      sul carro fragoroso, tutto appare
      fermo nell'atto, tutto questo andare
      ha una parvenza d'immobilità.

      È l'ora grande, l'ora che accompagna
      meglio la nostra vendemmiante età.
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        Scritta da: Julie Gensini
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Novembre

        Gemmea l'aria, il sole così chiaro
        che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
        e del prunalbo l'odorino amaro senti nel cuore...

        Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
        di nere trame segnano il sereno,
        e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante sembra il terreno.

        Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
        odi lontano, da giardini ed orti,
        di foglie un cader fragile.
        È l'estate, fredda, dei morti.
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          Scritta da: Marzia Ornofoli
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          La grazia in qualche modo

          La grazia in qualche modo, il fiore delle cose sfugge
          a noi, i più miseri di tutti, i più infelici.
          Noi che per pietà dobbiamo
          vivere la vita di altri non la nostra. E poi distruggerla
          con tutto dentro. Era ben diverso
          quando l'anima e corpo pareva si fondssero
          in sinfonie mistiche.
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            Scritta da: Eclissi
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Notturno

            Ho tanta paura
            delle foglie morte,
            paura dei prati
            gonfi di rugiada.
            Vado a dormire;
            se non mi sveglierai
            lascerò al tuo fianco
            il mio freddo cuore.

            Che cosa suona
            così lontano?
            Amore. Il vento sulle vetrate,
            amor mio!

            Ti cinsi collane
            con gemme d'aurora.
            Perché mi abbandoni
            su questo cammino?
            Se vai tanto lontana
            il mio uccello piange
            e la vigna verde
            non darà vino.

            Che cosa suona
            così lontano?
            Amore. Il vento sulle vetrate,
            amor mio!

            Non saprai mai
            o mia sfinge di neve,
            quanto
            t'avrei amata
            quei mattini
            quando a lungo piove
            e sul ramo secco
            si disfa il nido.

            Che cosa suona
            così lontano?
            Amore. Il vento sulle vetrate,
            amore mio!
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              Scritta da: gracekelli
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Tutta la notte ho dormito con te
              vicino al mare nell'isola
              eri selvaggia e dolce
              tra il piacere e il sonno
              tra il fuoco e l'accqua
              Forse assai tardi i nostri sogni
              si unirono nell'alto o
              nel profondo
              In alto come i rami che muove
              uno stesso vento
              in basso come rosse radici
              che si toccano
              Forse il tuo sogno
              si separò dal mio
              e per il mare oscuro
              mi cercava come prima
              come quando non esistevi
              quando senza scorgerti
              navigai al tuo fianco
              e i tuoi cercavano ciò che ora
              pane, vino, amore e collera
              ti do a mani piene.
              Perché tu sei la coppa che
              attendeva i doni della mia vita.
              Ho dormito con te tutta la notte
              mentre l'oscura terra gira
              con vivi e con morti
              e svegliandomi d'improvviso
              in mezzo all'ombra
              il mio braccio circondava
              la tua cintura
              ne la notte
              ne il sonno
              poterono separarci.
              Ho dormito con te
              e svegliandomi la tua bocca
              uscita dal sonno
              mi diede il sapore di terra
              d'acqua marina
              di alghe
              del fondo della tua vita
              e ricevetti il tuo bacio
              bagnato dall'aurora
              come se mi giungesse
              dal mare che ci circonda.
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