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in Poesie (Poesie d'Autore)

Perchè ti amo

Perché ti amo, di notte son venuto da te così impetuoso e titubante e tu non mi potrai più dimenticare l'anima tua son venuto a rubare.
Ora lei è mia - del tutto mi appartiene nel male e nel bene, dal mio impetuoso e ardito amare nessun angelo ti potrà salvare.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Contusione

    Colore inonda la macchia, porpora cupo.
    Tutto slavato è il resto del corpo,
    ha colore di perla.

    In un anfratto di rupe
    risucchia il mare ossesivamente,
    un solo vuoto è perno di tutto il mare.

    Non più grande che una mosca
    il marchio funesto
    striscia giù per il muro.

    Il cuore si chiude,
    il mare cala,
    gli occhi sono schermati.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Nel cerchio di un pensiero
      a volte mi riposo sognando
      e lí sta il tuo peccato
      perché mi entri nel corpo
      e il corpo si appassiona
      gridando di un'estasi che non è sua
      altri giovani amanti diciamo
      che sono presenti
      nei tuoi baci nelle mie disattenzioni
      infatti su di me hanno camminato
      le ombre dei morti
      di coloro che sono inceneriti
      in un letto
      e non hanno mai avuto niente.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Liguria

        È la Liguria terra leggiadra.
        Il sasso ardente, l'argilla pulita,
        s'avvivano di pampini al sole.
        È gigante l'ulivo. A primavera
        appar dovunque la mimosa effimera.
        Ombra e sole s'alternano
        per quelle fondi valli
        che si celano al mare,
        per le vie lastricate
        che vanno in su, fra campi di rose,
        pozzi e terre spaccate,
        costeggiando poderi e vigne chiuse.
        In quell'arida terra il sole striscia
        sulle pietre come un serpe.
        Il mare in certi giorni
        è un giardino fiorito.
        Reca messaggi il vento.
        Venere torna a nascere
        ai soffi del maestrale.
        O chiese di Liguria, come navi
        disposte a esser varate!
        O aperti ai venti e all'onde
        liguri cimiteri!
        Una rosea tristezza vi colora
        quando di sera, simile ad un fiore
        che marcisce, la grande luce
        si va sfacendo e muore.
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          Scritta da: Elisabetta
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ai monomaniaci

          Basta appena un fugace pretesto
          per sprofondarli nel loro delirio particolare nella loro ossesione devastante,
          le sue parole scatenanti
          sono giustizia e giudici
          a sentirle la sua trasformazione è immediata
          il sorriso gli si muta in un ghigno
          dalla faccia gli cade la maschera variopinta
          e sotto appare una tavola di Cesare Lombroso.
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            Scritta da: Giorgia Gozzi
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Preghiera

            Oh Signore, fa' di me uno strumento della tua pace
            dove è odio, fa' che io porti l'amore
            dove è offesa, che io porti il perdono,
            dove è discordia, che io porti l'unione,
            dove è dubbio, che io porti la fede,
            dove è errore, che io porti la verità,
            dove è disperazione, che io porti la speranza,
            dove è tristezza, che io porti la gioia,
            dove sono le tenebre, che io porti la luce.
            Maestro, fa' che io non cerchi tanto
            di essere consolato, quanto di consolare,
            di essere compreso, quanto di comprendere,
            di essere amato, quanto di amare.
            Perché è
            dando, che si riceve,
            perdonando, che si è perdonati,
            morendo, che si resuscita a vita eterna.
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              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
              Sono indebitata fino al collo.
              Sarò costretta a pagare per me
              con me stessa,
              a rendere la vita in cambio della vita.

              È così che è stabilito,
              il cuore va reso
              e il fegato va reso
              e ogni singolo dito.

              È troppo tardi per impugnare il contratto.
              Quanto devo
              mi sarà tolto con la pelle.

              Me ne vado per il mondo
              tra una folla di altri debitori.
              Su alcuni grava l'obbligo
              di pagare le ali.

              Altri dovranno, per amore o per forza,
              rendere conto delle foglie.

              Nella colonna Dare
              ogni tessuto che è in noi.
              Non un ciglio, non un peduncolo
              da conservare per sempre.

              L'inventario è preciso,
              e a quanto pare
              ci toccherà restare con niente.

              Non riesco a ricordare
              dove, quando e perché
              ho permesso che aprissero
              questo conto a mio nome.

              La protesta contro di esso
              la chiamano anima.
              E questa è l'unica voce
              che manca nell'inventario.
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                in Poesie (Poesie d'Autore)

                I fiori morti di me stesso

                Tori bulleggiano in gloria di girandole,
                missili tramortiscono i cieli,
                ma io non so
                proprio che cosa fare
                dei fiori morti
                di me stesso,
                se buttarli via
                fuori dal vaso
                oppure
                schiaffarli in mezzo a queste
                pagine bianche
                e andare avanti:
                massì, tutto il dolore si riduce
                a cruda morte
                e finalmente si smette di piangere.
                grazie al dio
                che lo ha
                fatto.
                Composta mercoledì 25 settembre 2013
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                  Scritta da: gracekelli
                  in Poesie (Poesie d'Autore)
                  Tutta la notte ho dormito con te
                  vicino al mare nell'isola
                  eri selvaggia e dolce
                  tra il piacere e il sonno
                  tra il fuoco e l'accqua
                  Forse assai tardi i nostri sogni
                  si unirono nell'alto o
                  nel profondo
                  In alto come i rami che muove
                  uno stesso vento
                  in basso come rosse radici
                  che si toccano
                  Forse il tuo sogno
                  si separò dal mio
                  e per il mare oscuro
                  mi cercava come prima
                  come quando non esistevi
                  quando senza scorgerti
                  navigai al tuo fianco
                  e i tuoi cercavano ciò che ora
                  pane, vino, amore e collera
                  ti do a mani piene.
                  Perché tu sei la coppa che
                  attendeva i doni della mia vita.
                  Ho dormito con te tutta la notte
                  mentre l'oscura terra gira
                  con vivi e con morti
                  e svegliandomi d'improvviso
                  in mezzo all'ombra
                  il mio braccio circondava
                  la tua cintura
                  ne la notte
                  ne il sonno
                  poterono separarci.
                  Ho dormito con te
                  e svegliandomi la tua bocca
                  uscita dal sonno
                  mi diede il sapore di terra
                  d'acqua marina
                  di alghe
                  del fondo della tua vita
                  e ricevetti il tuo bacio
                  bagnato dall'aurora
                  come se mi giungesse
                  dal mare che ci circonda.
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