Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Marilù Rossi
in Poesie (Poesie d'Autore)
Un walzer di chopin riempie la sala
una danza selvaggia e scatenata.
Alla fine pallido chiarore,
il pianoforte adorna un'appassita ghirlanda.

Il piano tu, il violino io,
così suoniamo e non smettiamo
e attendiamo inquieti, tu e io,
chi per primo spezza la magia.

Chi per primo interrompe il ritmo
e scosta da sè le candele,
e chi per primo pone la domanda,
a cui non vi è risposta.
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    Scritta da: Elisa Iacobellis
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Per te amore mio

    Sono andato al mercato degli uccelli
    E ho comprato degli uccelli
    Per te
    amore mio
    Sono andato al mercato dei fiori
    E ho comprato dei fiori
    Per te
    amore mio
    Sono andato al mercato dei rottami
    E ho comprato catene
    Pesanti catene
    Per te
    amore mio
    Poi sono andato al mercato degli schiavi
    E ti ho cercata
    Ma senza trovarti
    amore mio.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il mio secolo non mi fa paura

      Il mio secolo non mi fa paura,
      il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà
      il mio secolo coraggioso e eroico.
      Non dirò mai che sono vissuto troppo presto
      o troppo tardi.
      Sono fiero di essere qui, con voi.
      Amo il mio secolo che muore e rinasce
      un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:
      il mio secolo splenderà un giorno
      come i tuoi occhi.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Liguria

        È la Liguria terra leggiadra.
        Il sasso ardente, l'argilla pulita,
        s'avvivano di pampini al sole.
        È gigante l'ulivo. A primavera
        appar dovunque la mimosa effimera.
        Ombra e sole s'alternano
        per quelle fondi valli
        che si celano al mare,
        per le vie lastricate
        che vanno in su, fra campi di rose,
        pozzi e terre spaccate,
        costeggiando poderi e vigne chiuse.
        In quell'arida terra il sole striscia
        sulle pietre come un serpe.
        Il mare in certi giorni
        è un giardino fiorito.
        Reca messaggi il vento.
        Venere torna a nascere
        ai soffi del maestrale.
        O chiese di Liguria, come navi
        disposte a esser varate!
        O aperti ai venti e all'onde
        liguri cimiteri!
        Una rosea tristezza vi colora
        quando di sera, simile ad un fiore
        che marcisce, la grande luce
        si va sfacendo e muore.
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          Scritta da: Elisabetta
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ai monomaniaci

          Basta appena un fugace pretesto
          per sprofondarli nel loro delirio particolare nella loro ossesione devastante,
          le sue parole scatenanti
          sono giustizia e giudici
          a sentirle la sua trasformazione è immediata
          il sorriso gli si muta in un ghigno
          dalla faccia gli cade la maschera variopinta
          e sotto appare una tavola di Cesare Lombroso.
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            Scritta da: Giorgia Gozzi
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Preghiera

            Oh Signore, fa' di me uno strumento della tua pace
            dove è odio, fa' che io porti l'amore
            dove è offesa, che io porti il perdono,
            dove è discordia, che io porti l'unione,
            dove è dubbio, che io porti la fede,
            dove è errore, che io porti la verità,
            dove è disperazione, che io porti la speranza,
            dove è tristezza, che io porti la gioia,
            dove sono le tenebre, che io porti la luce.
            Maestro, fa' che io non cerchi tanto
            di essere consolato, quanto di consolare,
            di essere compreso, quanto di comprendere,
            di essere amato, quanto di amare.
            Perché è
            dando, che si riceve,
            perdonando, che si è perdonati,
            morendo, che si resuscita a vita eterna.
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              Scritta da: Marzia Ornofoli
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Eppure primavera è nell'aria

              Pieno inverno: il contadino vigoroso
              Trasporta le fascine della legnaia gelida
              e batte i piedi contro il focolare.
              Sul fuoco che langue getta i ceppi freschi
              e ride perché la vampata spaventa
              i suoi bambini. Eppure, primavera è nell'aria.
              Cinta di erba gioia, verde sorridente.
              E avanti indietro per il campo va il seminatore
              e dietro a lui ridendo un ragazzino spaventa i corvi
              Rapaci, coi suoi strilli. Allora il castagno si veste
              Splendidamente, e sull'erba si iega il fiore cremoso
              In eccesso odoroso.
              Composta lunedì 17 agosto 2009
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                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Nulla è in regalo, tutto è in prestito.
                Sono indebitata fino al collo.
                Sarò costretta a pagare per me
                con me stessa,
                a rendere la vita in cambio della vita.

                È così che è stabilito,
                il cuore va reso
                e il fegato va reso
                e ogni singolo dito.

                È troppo tardi per impugnare il contratto.
                Quanto devo
                mi sarà tolto con la pelle.

                Me ne vado per il mondo
                tra una folla di altri debitori.
                Su alcuni grava l'obbligo
                di pagare le ali.

                Altri dovranno, per amore o per forza,
                rendere conto delle foglie.

                Nella colonna Dare
                ogni tessuto che è in noi.
                Non un ciglio, non un peduncolo
                da conservare per sempre.

                L'inventario è preciso,
                e a quanto pare
                ci toccherà restare con niente.

                Non riesco a ricordare
                dove, quando e perché
                ho permesso che aprissero
                questo conto a mio nome.

                La protesta contro di esso
                la chiamano anima.
                E questa è l'unica voce
                che manca nell'inventario.
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                  Scritta da: Gabriella Stigliano
                  in Poesie (Poesie d'Autore)

                  Sussurri di morte celeste

                  Sussurri di morte celeste odo sommessi,
                  labiali dicerie della notte, sibilanti corali,
                  passi che gentilmente salgono, mistiche brezze dall'alito mite e soave,
                  gorgoglii di fiumi invisibili, flussi d'una corrente che scorre, eternamente
                  scorre
                  (o è sciacquettio di lacrime? Le smisurate acque delle lacrime umane?).
                  Vedo, vedo appena verso il cielo, grandi masse di nuvole,
                  malinconicamente lente ruotano, silenziose si espandono, si fondono
                  con qualche stella ogni tanto che mesta appare e scompare,
                  velata, lontanissima.
                  (O forse un parto, qualche solenne nascita immortale;
                  ai confini impenetrabili alla vista,
                  un'anima che passa).
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