Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Lacrima

Lontano da uccelli, da greggi, da paesane,
io bevevo, rannicchiato in una brughiera,
cinta da una selva di noccioli leggera,
in verdi e tiepide foschie meridiane.

Che potevo bere in quella giovane Oïsa,
muti olmi, cielo coperto, erba senza fiori.
Che spillavo alla mia fiasca di colocasia?
Un liquore d'oro, insulso, che dà sudori.

Cattiva insegna d'osteria sarei stato.
Poi il temporale mutò il cielo, fino a sera.
Furon laghi, pertiche, stazioni, una nera
regione, e nella notte blu fu un colonnato.

L'acqua dei boschi moriva alla verginale
sabbia, e il vento, dal cielo, ghiacciava acquitrini...
Io, pescatore d'oro e di gusci marini,
dire che non pensai di bere, come tale!
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Le mani

    Le mani delle donne che incontrammo
    una volta, e nel sogno, e ne la vita:
    oh quelle mani, Anima, quelle dita
    che stringemmo una volta, che sfiorammo
    con le labbra, e nel sogno, e ne la vita!
    Fredde talune, fredde come cose
    morte, di gelo (tutto era perduto):
    o tiepide, parean come un velluto
    che vivesse, parean come le rose:
    rose di qual giardino sconosciuto?
    Ci lasciaron talune una fragranza
    così tenace che per una intera
    notte avemmo nel cuore la primavera;
    e tanto auliva la soligna stanza
    che foresta d'april non più dolce era.
    Da altre, cui forse ardeva il fuoco estremo
    d'uno spirto (ove sei, piccola mano,
    intangibile ormai, che troppo piano
    strinsi? ), venne il rammarico supremo:
    - Tu che m'avesti amato, e non in vano! -
    Da altre venne il desìo, quel violento
    Fulmineo desio che ci percote
    come una sferza; e immaginammo ignote
    lussurie in un'alcova, un morir lento:
    - per quella bocca aver le vene vuote! -
    Altre (o le stesse) furono omicide:
    meravigliose nel tramar l'inganno.
    Tutti gli odor d'Arabia non potranno
    Addolcirle. - Bellissime e infide,
    quanti per voi baciare periranno! -
    Altre (o le stesse), mani alabastrine
    ma più possenti di qualunque spira,
    ci diedero un furor geloso, un'ira
    folle; e pensammo di mozzarle al fine.
    (Nel sogno sta la mutilata, e attira.
    Nel sogno immobilmente eretta vive
    l'atroce donna dalle mani mozze.
    E innanzi a lei rosseggiano due pozze
    di sangue, e le mani entro ancora vive
    sonvi, neppure d'una stilla sozze).
    Ma ben, pari a le mani di Maria,
    altre furono come le ostie sante.
    Brillò su l'anulare il diamante
    né gesti gravi della liturgia?
    E non mai tra i capelli d'un amante.
    Altre, quasi virili, che stringemmo
    forte e a lungo, da noi ogni paura
    fugarono, ogni passione oscura;
    e anelammo a la Gloria, e in noi vedemmo
    illuminarsi l'opera futura.
    Altre ancora ci diedero un profondo
    brivido, quello che non ha l'uguale.
    Noi sentimmo, così, che ne la frale
    palma chiuder potevano esse un mondo
    immenso, e tutto il Bene e tutto il Male:
    Anima, e tutto il Bene e tutto il Male.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Sera

      Sera piovosa in grigio stanco.
      Tutto è così.
      Gli alberi secchi
      la mia stanza solitaria.
      E i ritratti vecchi
      e il libro intonso...
      Trasuda la tristezza dai mobili
      e dall'anima.
      Forse
      la Natura ha per me
      il cuore di cristallo.
      E mi duole la carne del cuore
      e la carne dell'anima.
      E parlando
      le mie parole restano nell'aria
      come sugheri sull'acqua.
      Solo per i tuoi occhi
      soffro questo male;
      tristezze del passato
      tristezze che verranno.
      Sera piovosa in grigio stanco.
      E va la vita.
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        Scritta da: goccia di miele
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Il complice

        Mi crocifiggono e io devo essere la croce e i chiodi.
        Mi tendono il calice e io devo essere la cicuta.
        Mi ingannano e io devo essere la menzogna.
        Mi bruciano e io devo essere l'inferno.
        Devo lodare e ringraziare ogni istante del tempo.
        Il mio nutrimento son tutte le cose.
        Il peso preciso dell'universo, l'umiliazione, il giubilo.
        Devo giustificare ciò che ferisce.
        Non importa la mia fortuna o la mia sventura.
        Sono il poeta.
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          Scritta da: Antonella Marotta
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Magra dagli occhi lustri, dai pomelli
          accesi,
          la mia anima torbida che cerca
          chi le somigli
          trova te che sull'uscio aspetti gli uomini.

          Tu sei la mia sorella di quest'ora.

          Accompagnarti in qualche trattoria
          di passoporto
          e guardarti mangiare avidamente!
          E coricarmi senza desiderio
          nel tuo letto!
          Cadavere vicino ad un cadavere
          bere dalla tua vista l'amarezza
          come la spugna secca beve l'acqua!

          Toccare le tue mani i tuoi capelli
          che pure a te qualcuno avrà raccolto
          in un piccolo ciuffo sulla testa!
          E sentirmi guardato dai tuoi occhi
          ostili, poveretta, e tormentarti
          domandandoti il nome di tua madre...

          Nessuna gioia vale questo amaro:
          poterti far piangere, potere
          piangere con te.
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            Scritta da: Gabriella Stigliano
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Pensiero, io non ho più

            Pensiero, io non ho più parole.
            Ma cosa sei tu in sostanza?
            qualcosa che lacrima a volte,
            e a volte dà luce....
            Pensiero, dove hai le radici?
            Nella mia anima folle
            o nel mio grembo distrutto?
            Sei cosi ardito vorace,
            consumi ogni distanza;
            dimmi che io mi ritorca
            come ha già fatto Orfeo
            guardando la sua Euridice,
            e cosi possa perderti
            nell'antro della follia.
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