Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Taci, anima stanca di godere

Taci, anima stanca di godere
e di soffrire(all'uno e all'altro vai
rassegnata)
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d'ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come
il corpo, ammutolita, tutta piena
d'una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se il cuore
si fermasse, sospeso se ci fosse
il fiato...
Invece camminiamo,
camminiamo io e te come sonnambuli.
E gli alberi son alberi, le case
sono case, le donne
che passano son donne, e tutto è quello
che è, soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore
non ci tocca. Perduto ha la voce
la sirena del mondo, e il mondo è un grande
deserto.
Nel deserto
io guardo con asciutti occhi me stesso.
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    Scritta da: Daduncolo
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Passa la nave mia colma d'oblio

    Passa la nave mia colma d'oblio
    per aspro mare, a mezza notte, il verno,
    enfra Scilla e Cariddi; ed al governo
    siede'l signore, anzi'l nimico mio;

    a ciascun remo un penser pronto e rio
    che la tempesta e'l fin par ch'abbi a scherno;
    la vela rompe un vento umido, eterno
    di sospir', di speranze e di desio;

    pioggia di lagrimar, nebbia di sdegni
    bagna e rallenta le già stanche sarte,
    che son d'error con ignoranza attorto.

    Celansi i duo mei dolci usati segni;
    morta fra l'onde è la ragion e l'arte:
    tal ch'incomincio a desperar del porto.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      O poesia poesia poesia

      O poesia poesia poesia
      Sorgi, sorgi, sorgi
      Su dalla febbre elettrica del selciato notturno.
      Sfrenati dalle elastiche silhouttes equivoche
      Guizza nello scatto e nell'urlo improvviso
      Sopra l'anonima fucileria monotona
      Delle voci instancabili come i flutti
      Stride la troia perversa al quadrivio
      Poiché l'elegantone le rubò il cagnolino
      Saltella una cocotte cavalletta
      Da un marciapiede a un altro tutta verde
      E scortica le mie midolla il raschio ferrigno del tram
      Silenzio - un gesto fulmineo
      Ha generato una pioggia di stelle
      Da un fianco che piega e rovina sotto il colpo prestigioso
      In un mantello di sangue vellutato occhieggiante
      Silenzio ancora. Commenta secco
      E sordo un revolver che annuncia
      E chiude un altro destino.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Talor mentre cammino per le strade

        Talor, mentre cammino per le strade
        della città tumultuosa solo,
        mi dimentico il mio destino d'essere
        uomo tra gli altri, e, come smemorato,
        anzi tratto fuor di me stesso, guardo
        la gente con aperti estranei occhi.

        M'occupa allora un puerile, un vago
        senso di sofferenza ed ansietà
        come per mano che mi opprima il cuore.
        Fronti calve di vecchi, inconsapevoli
        occhi di bimbi, facce consuete
        di nati a faticare e a riprodursi,
        facce volpine stupide beate,
        facce ambigue di preti, pitturate
        facce di meretrici, entro il cervello
        mi s'imprimono dolorosamente.
        E conosco l'inganno pel qual vivono,
        il dolore che mise quella piega
        sul loro labbro, le speranze sempre
        deluse,
        e l'inutilità della loro vita
        amara e il lor destino ultimo, il buio.

        Ché ciascuno di loro porta seco
        la condanna d'esistere: ma vanno
        dimentichi di ciò e di tutto, ognuno
        occupato dall'attimo che passa,
        distratto dal suo vizio prediletto.

        Provo un disagio simile a chi veda
        inseguire farfalle lungo l'orlo
        d'un precipizio, od una compagnia
        di strani condannati sorridenti.
        E se poco ciò dura, io veramente
        in quell'attimo dentro m'impauro
        a vedere che gli uomini son tanti.
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          Scritta da: Cheope
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Esistere psichicamente

          Da questa artificiosa terra-carne
          esili acuminati sensi
          e sussulti e silenzi,
          da questa bava di vicende
          - soli che urtarono fili di ciglia
          ariste appena sfrangiate pei colli -
          da questo lungo attimo
          inghiottito da nevi, inghiottito dal vento,
          da tutto questo che non fu
          primavera non luglio non autunno
          ma solo egro spiraglio
          ma solo psiche,
          da tutto questo che non è nulla
          ed è tutto ciò ch'io sono:
          tale la verità geme a se stessa,
          si vuole pomo che gonfia ed infradicia.
          Chiarore acido che tessi
          i bruciori d'inferno
          degli atomi e il conato
          torbido d'alghe e vermi,
          chiarore-uovo
          che nel morente muco fai parole
          e amori.
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            Scritta da: Marzia Ornofoli
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Sonetto alla libertà da Eleuteria

            Non che io ami i tuoi figli, i cui occhi vuoti
            Vedono solo l'ansia che li opprime
            e le cui menti nulla sanno, e nulla vogliono sapere...
            Ma il ruggito delle tue democrazie,
            i tuoi regni di terrore, le tue grandi anarchie
            Come il mare rispecchiano le mie passioni più selvagge
            Dando un fratello alla mia rabbia: libertà
            Soloper questo le tue urla sgraziate
            Mi sono gradite; altrimenti tutti i re potrebbero
            Togliere ogni diritto alle nazioni con le fruste
            Insanguinate o cannoni traditori, e io
            Resterei indifferente... Invece,
            Invece questi cristi ce muoiono sulle barricate,
            Dio sa che sono con loro in qualche cosa.
            Composta venerdì 31 luglio 2009
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)
              Se la foglia piange e trema
              di fronte alla volontà di Dio
              e Dio è combusto nell'universo,
              se l'universo non è che una pallida idea
              di ciò che ci darà la vita nuova
              e la beatitudine,
              che dire degli angeli
              che si oppongono alla foschia delle genti,
              al loro turbinio,
              al fumo della guerra
              e che dissipano con un'arma celere
              i falsi splendori di Satana?
              Angeli battaglieri
              che entrano nelle foreste delle passioni,
              che tolgono le piante impure
              e sradicano il male.
              Angeli che piangono
              quando si rovesciano i troni di Dio,
              angeli che divorano le donne
              con le loro carezze.
              Angeli che portano i loro seni lontano
              affinché Dio li rivesta di gramaglie
              per tutti i mancati splendori.
              Angeli che tremano
              davanti alla collera divina
              e sono così palpitanti d'amore
              che ogni donna vorrebbe somigliare a loro.
              Angeli in fuga verso la beatitudine,
              angeli che scorrono
              come l'acqua al di là dell'universo,
              angeli che tornano a baciare
              le labbra dimenticate.
              Composta sabato 2 aprile 2016
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