Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Il vento cala e se ne va

Il vento cala e se ne va
lo stesso vento non agita
due volte lo stesso ramo
di ciliegio
gli uccelli cantano nell'albero
ali che voglion volare
la porta è chiusa
bisogna forzarla
bisogna vederti, amor mio,
sia bella come te, la vita
sia amica e amata come te

so che ancora non è finito
il banchetto della miseria ma
finirà...
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    I giorni son sempre più brevi

    I giorni son sempre più brevi
    le piogge cominceranno.
    La mia porta, spalancata, ti ha atteso.
    Perché hai tardato tanto?

    Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane.
    Il vino che avevo conservato nella brocca
    l'ho bevuto a metà, da solo, aspettando.
    Perché hai tardato tanto?

    Ma ecco sui rami, maturi, profondi
    dei frutti carichi di miele.
    Stavano per cadere senz'essere colti
    se tu avessi tardato ancora un poco.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Senza rancore

      Lacrime dalle palpebre, dolori dei dolenti,
      dolori che non contano e lacrime incolori.
      Non chiede nulla, lui, non è insensibile,
      triste nella prigione e triste quand'è libero.

      È un tempo tetro, è una notte nera
      da non mandare in giro neanche un cieco. I forti
      siedono, il potere è in pugno ai deboli,
      e in piedi è il re, vicino alla regina assisa.

      Sorrisi e sospiri, insulti imputridiscono
      nella bocca dei muti e negli occhi dei vili.
      Non toccare nulla! Qui brucia, là arde;
      codeste mani son per le tasche e le fronti.

      Un'ombra...
      Tutta la sciagura del mondo
      e il mio amore addosso
      come una bestia nuda.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Johnny

        Oh, la valle in estate dove io e il mio John
        lungo il profondo fiume andavamo su e giù
        mentre i fiori nell'erba e gli uccelli nell'aria
        ragionavano dolci del reciproco amore,
        e io sulla sua spalla dicevo: "Su, giochiamo":
        ma lui con un cipiglio di tuono se ne andò.

        Oh, il venerdì ricordo, era sotto Natale,
        quando noi due andammo a quel ballo benefico,
        così liscia la pista e chiassosa l'orchestra,
        e Johnny così bello che ero così fiera;
        "Stringimi forte, Johnny, balliamo fino all'alba":
        ma lui con un cipiglio di tuono se ne andò.

        Scorderò mai la sera nel palco al gran galà
        quando pioveva musica da ogni ugola stupenda?
        Pendevano abbaglianti le perle e i diamanti
        da ogni abito di seta argentata o dorata:
        "Oh, Johnny, mi sento in cielo" io dissi in un bisbiglio:
        ma lui con un cipiglio di tuono se ne andò.

        Oh sì, ma era bello come un giardino in fiore,
        alto e slanciato come la grande Torre Eiffel,
        quando si spense il valzer sull'ampia promenade
        oh, quel sorriso e gli occhi mi andaron dritti al cuore;
        "Oh, caro Johnny, sposami, ti amerò e obbedirò":
        Ma lui con un cipiglio di tuono se ne andò.

        Oh, questa notte, Johnny, io ti ho sognato, amore,
        su un braccio avevi il sole e sull'altro la luna,
        tutto azzurro era il mare ed era verde l'erba,
        ogni stella agitava un tamburello tondo;
        io ero in un abisso giù a diecimila miglia:
        ma tu con un cipiglio di tuono te ne andavi.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Per mare

          Nel più alto punto
          dove scienza è oblìo d'ogni sapere
          e certezza, mi dicono,
          certezza irrefutabile venuta incontro

          o nel tempo appeso a un filo
          d'un riacquisto d'infanzia,

          tra sonno e veglia, tra innocenza e colpa,

          dove c'è e non c'è opera nostra voluta e scelta.

          "La salute della mente
          è là" dice una voce
          con cui contendo da anni,
          una voce che ora è di sirena.

          Si naviga tra Sardegna e Corsica.
          C'è un po' di mare
          e la barca appruata scarricchia.
          L'equipaggio dorme. Ma due
          vegliano nella mezzaluce della plancia.
          È passato agosto; Siamo alla rottura dei tempi.
          È una notte viva.
          Viva più di questa notte,
          viva tanto da serrarmi la gola
          è la muta confidenza
          di quelli che riposano
          si curi in mano d'altri
          e di questi che non lasciano la manovra e il calcolo

          mentre pregano per i loro uomini in mare
          da un punto oscuro della costa, mentre arriva
          dalla parte del Rodano qualche raffica.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Eclissi
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Quest'ora ha la forma di una pausa
            La pausa ha la tua forma
            Tu hai la forma di una fontana
            non d'acqua ma di tempo
            In cima allo zampillo della fonte
            saltano i miei pezzi:
            fui sono non sono ancora
            La mia vita non pesa
            Il passato si assottiglia
            Il futuro è un po' d'acqua nei tuoi occhi.
            Vota la poesia: Commenta
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Per ridere in società

              Ha messo la sua testa il domatore
              nella gola del leone
              io
              ho infilato due dita solamente
              nel gargarozzo dell'Alta Società
              Ed essa non ha avuto il tempo
              di mordermi
              Anzi semplicemente
              urlando ha vomitato
              un po' della dorata bile
              a cui è tanto affezionata
              Per riuscire in questo giuoco
              utile e divertente
              Lavarsi le dita
              accuratamente
              in una pinta di buon sangue
              a ognuno la sua platea.
              Vota la poesia: Commenta