Si sente un galoppo lontano (è la...? ), che viene, che corre nel piano con tremula rapidità. Un piano deserto, infinito; tutto ampio, tutt'arido, eguale: qualche ombra d'uccello smarrito, che scivola simile a strale: non altro. Essi fuggono via da qualche remoto sfacelo; ma quale, ma dove egli sia, non sa né la terra né il cielo. Si sente un galoppo lontano più forte, che viene, che corre nel piano: la Morte! La Morte! La Morte!
Talvolta la mia gioia ti spaventa amore mio nasce dal nulla e si nutre di poco di larve invisibili che il vento trasporta di frammenti di paura che si fondono in tepore di briciole di serenità cadute dalla mensa dei poveri di un raggio di sole che risveglia lucciole addormentate in gocce di rugiada se mi ami amore mio perdona la mia gioia.
Guido, ì vorrei che tu e Lapo ed io fossimo presi per incantamento, e messi in un vasel ch'ad ogni vento per mare andasse al voler vostro e mio. Sì che fortuna od altro tempo rio non ci potesse dare impedimento, anzi, vivendo sempre in un talento, di stare insieme crescesse 'l disio. E monna Vanna e monna Lagia poi con quella ch'è sul numer de le trenta con noi ponesse il buono incantatore: e quivi ragionar sempre d'amore, e ciascuna di lor fosse contenta, sì come ì credo che saremmo noi.
Ecco il genio umanitario che del mondo stazionario unge le carrucole. Per finir la vecchia lite tra noi, bestie incivilite sempre un po' selvatiche, coll'idea d'essere Orfeo vuoi mestare in un cibreo l'universo e reliqua. Al ronzio di quella lira ci uniremo, gira gira, tutti in un gomitolo. Varietà d'usi e di clima le son fisime di prima; è mutata l'aria. I deserti, i monti, i mari, son confini da lunari, sogni di geografi. Col vapore e coi palloni troveremo gli scorcioni anco nelle nuvole; ogni tanto, se ci pare, scapperemo a desinare sotto, qui agli antipodi; e né gemini emisferi ci uniremo bianchi e neri: bene! Che bei posteri! Nascerà di cani e gatti una razza di mulatti proprio in corpo e in anima. La scacchiera d'Arlecchino sarà il nostro figurino, simbolo dell'indole. (Già per questo il Gran Sultano fé' la giubba al Mussulmano a coda di rondine!) Bel gabbione di fratelli! Di tirarci pè capelli smetteremo all'ultimo. Sarà inutile il cannone; rnorirem d'indigestione, anzi di nullaggine. La fiaccona generale per la storia universale farà molto comodo. Io non so se il regno umano deve aver Papa e Sovrano: ma se ci hanno a essere, Il Monarca sarà probo e discreto: un re del globo saprà star né limiti. Ed il capo della fede? Consoliamoci, si crede che sarà cattolico.
Finirà, se Dio lo vuole, questa guerra di parole, guerra da pettegoli. Finirà: sarà parlata una lingua mescolata, tutta frasi aeree; e già già da certi tali nei poemi e nei giornali si comincia a scriverè. Il puntiglio discortese di tener dal suo paese, sparirà tra gli uomini. Lo chez-nous'd'un vagabondo vorrà dire: in questo mondo, non a casa al diavolo. Tu, gelosa ipocondria, che m'inchiodi a casa mia, escimi dal fegato; e tu pur chetati, o Musa, che mi secchi colla scusa dell'amor di patria. Son figliuol dell'universo, e mi sembra tempo perso scriver per l'Italia. Cari miei concittadini, non prendiamo per confini l'Alpi e la Sicilia. S'ha da star qui rattrappiti sul terren che ci ha nutriti? O che siamo cavoli? Qua e là nascere adesso, figuratevi, è lo stesso: io mi credo Tartaro. Perché far razza tra noi? Non è scrupolo da voi: abbracciamo i barbari! Un pensier cosmopolita ci moltiplichi la vita, e ci slarghi il cranio. Il cuor nostro accartocciato, nel sentirsi dilatato, cesserà di battere. Così sia: certe battute fanno male alla salute; ci è da dare in tisico. Su venite, io sto per uno; son di tutti e di nessuno; non mi vò confondere. Nella gran cittadinanza, picchia e mena, ho la speranza di veder le scimmie Sì sì, tutto un zibaldone: alla barba di Platone ecco la repubblica!
Come è triste la carne... E ho letto tutti i libri! Fuggire! Laggiù fuggire! Ho udito il canto degli uccelli ebbri tra l'ignota schiuma e i cieli. Nulla, neppure gli antichi giardini riflessi negli occhi, Potrà Trattenere il mio cuore che si immerge nel mare. O notti! Neppure il deserto chiarore della mia lampada Sul foglio ancora intatto, difeso dal suo chiarore, E neppure la giovane donna che nutre il suo bambino. Partirò! Nave che culli le tue vele Leva l'ancora verso un'esotica natura! Una Noia crede ancora, desolata da speranze crudeli, ai fazzoletti agitati nell'ultimo addio. E forse gli alberi che attirano la tempesta il vento farà inclinare sui naufragi Perduti, senz'alberi, lontani da fertili isole... Ma ascolta, mio cuore mio, il canto dei marinai!
Fiume che là specchiasti un casolare cò suoi rossi garofani, qua mura d'erme castella, e tremula verzura; eccoti giunto al fragoroso mare: ed ecco i flutti verso te balzare su dall'interminabile pianura, in larghe file; e nella riva oscura questa si frange, e quella in alto appare; tituba e croscia. E là, donde tu lieto, di sasso in sasso, al piè d'una betulla, sgorghi sonoro tra le brevi sponde; a un po' d'auretta scricchiola il canneto, fruscia il castagno, e forse una fanciulla sogna a quell'ombre, al mormorìo dell'onde.
La luce del crepuscolo si attenua: Inquieti spiriti sia dolce la tenebra Al cuore che non ama più! Sorgenti sorgenti abbiam da ascoltare, Sorgenti, sorgenti che sanno Sorgenti che sanno che spiriti stanno Che spiriti stanno a ascoltare Ascolta: la luce del crepuscolo attenua Ed agli inquieti spiriti è dolce la tenebra: Ascolta: ti ha vinto la Sorte: Ma per i cuori leggeri un'altra vita è alle porte: Non c'è di dolcezza che possa uguagliare la Morte Più Più Più Intendi chi ancora ti culla: Intendi la dolce fanciulla Che dice all'orecchio: Più Più Ed ecco si leva e scompare Il vento: ecco torna dal mare Ed ecco sentiamo ansimare Il cuore che ci amò di più! Guardiamo: di già il paesaggio Degli alberi e l'acque è notturno Il fiume va via taciturno Pùm! Mamma quell'omo lassù! "
Amore è volere con tutte le forze il bene dell'altro, anche prima del tuo, e fare di tutto perché l'amato cresca, e poi sbocci e fiorisca, diventando ogni giorno la persona che deve essere e non quello che vuoi modellare sull'immagine dei tuoi sogni.