Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Il vento cala e se ne va

Il vento cala e se ne va
lo stesso vento non agita
due volte lo stesso ramo
di ciliegio
gli uccelli cantano nell'albero
ali che voglion volare
la porta è chiusa
bisogna forzarla
bisogna vederti, amor mio,
sia bella come te, la vita
sia amica e amata come te

so che ancora non è finito
il banchetto della miseria ma
finirà...
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Senza rancore

    Lacrime dalle palpebre, dolori dei dolenti,
    dolori che non contano e lacrime incolori.
    Non chiede nulla, lui, non è insensibile,
    triste nella prigione e triste quand'è libero.

    È un tempo tetro, è una notte nera
    da non mandare in giro neanche un cieco. I forti
    siedono, il potere è in pugno ai deboli,
    e in piedi è il re, vicino alla regina assisa.

    Sorrisi e sospiri, insulti imputridiscono
    nella bocca dei muti e negli occhi dei vili.
    Non toccare nulla! Qui brucia, là arde;
    codeste mani son per le tasche e le fronti.

    Un'ombra...
    Tutta la sciagura del mondo
    e il mio amore addosso
    come una bestia nuda.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Per mare

      Nel più alto punto
      dove scienza è oblìo d'ogni sapere
      e certezza, mi dicono,
      certezza irrefutabile venuta incontro

      o nel tempo appeso a un filo
      d'un riacquisto d'infanzia,

      tra sonno e veglia, tra innocenza e colpa,

      dove c'è e non c'è opera nostra voluta e scelta.

      "La salute della mente
      è là" dice una voce
      con cui contendo da anni,
      una voce che ora è di sirena.

      Si naviga tra Sardegna e Corsica.
      C'è un po' di mare
      e la barca appruata scarricchia.
      L'equipaggio dorme. Ma due
      vegliano nella mezzaluce della plancia.
      È passato agosto; Siamo alla rottura dei tempi.
      È una notte viva.
      Viva più di questa notte,
      viva tanto da serrarmi la gola
      è la muta confidenza
      di quelli che riposano
      si curi in mano d'altri
      e di questi che non lasciano la manovra e il calcolo

      mentre pregano per i loro uomini in mare
      da un punto oscuro della costa, mentre arriva
      dalla parte del Rodano qualche raffica.
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        in Poesie (Poesie d'Autore)

        O Notte

        Dall'ampia ansia dell'alba
        Svelata alberatura.
        Dolorosi risvegli.
        Foglie, sorelle foglie,
        Vi ascolto nel lamento.
        Autunni,
        Moribonde dolcezze.
        O gioventù,
        Passata è appena l'ora del distacco.
        Cieli alti della gioventù,
        Libero slancio.
        E già sono deserto.
        Preso in questa curva malinconia.
        Ma la notte sperde le lontananze.
        Oceanici silenzi,
        Astrali nidi d'illusione,
        O notte.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Voglio che tornando tu trovi una paroletta del tuo amico stasera.
          Ho un desiderio desolato di te stasera. Ahimè stasera e sempre.
          Ma stasera il desiderio è di qualità nuova.
          È come un tremito infinitamente lungo e tenue.
          Sono come un mare in cui tremino tutte le gocciole,
          tremano tutte le ali dell'anima,
          tremano tutte le fibre dei nervi,
          tremano tutti i fiori della primavera
          e anche le nuvole del cielo
          e anche le stelle della notte
          e anche la piccola luna trema.
          Trema sui tuoi capelli che sono una schiuma bionda.
          Ho la bocca piena delle tue spalle,
          che sono ora come un fuoco di neve tiepida disciolta in me.
          Godo e soffro.
          Ti ho dentro di me e vorrei tuttavia sentirti sopra di me.
          Non mi hai lasciato tanta musica partendo.
          Stanotte tienimi sul tuo cuore,
          avvolgimi nel tuo sogno,
          incantami col tuo fiato,
          sii sola con me solo.
          Oh melodia melodia...
          Tremano tutte le gocciole del mare.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Arrivò una bambina dai capelli bianchi
            e non aveva più denti
            soltanto pane nella pancia e patria
            e una mano gialla fatta di neve e
            la fortuna che sbatte contro la guancia
            subito il mio cappotto di fuori fu bianco e
            i miei sarti mi domandarono perché
            non so morire
            di cosa sono debitrice agli alberi
            è una cosa che si lascia appesa lassù.
            Composta lunedì 7 marzo 2016
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              Scritta da: Gabriella Stigliano
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Infrapensieri la notte

              Il sonno, il nero fiume -
              v'immerge la sua tempra
              per il fuoco dell'aurora
              che lo avvamperà, lo spera,
              l'indomani -
              Sono oscuri
              il turchese ed il carminio
              nei vasi e nelle ciotole,
              li prende
              la notte nel suo grembo,
              li accomuna a tutta la materia.
              Saranno - il pensiero lo tortura
              un attimo, lo allarma -
              pronti alla chiamata
              quando ai vetri si presenta
              in avanscoperta l'alba e, dopo,
              quando irrompe
              e sfolgora sotto la navata
              il pieno giorno -
              hanno
              incerta come lui la sorte
              i colori o il risveglio
              per loro non è in forse,
              la luce non li inganna,
              non li tradisce? E stanno
              nella materia
              o sono
              nell'anima i colori? -
              divaga
              o entra nel vivo
              la sua mente
              nella pausa
              della notte che comincia -
              smarrisce
              e ritrova i filamenti
              dell'arte, della giornata...
              Esce
              insieme ai lapislazzuli
              l'oro dal suo forziere, sì,
              ma incerto
              il miracolo ritarda,
              la sua trasmutazione
              in luce, in radiosità
              gli sarà data piena? Avrà
              lui grazia sufficiente
              a quella spiritualissima alchimia?
              Si addorme,
              s'inabissa,
              è sciocco,
              lo sente,
              quel pensiero, è perfida quell'ansia.
              Chi è lui? Tutto gioca con tutto
              nella universale danza.
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