Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Il vento cala e se ne va

Il vento cala e se ne va
lo stesso vento non agita
due volte lo stesso ramo
di ciliegio
gli uccelli cantano nell'albero
ali che voglion volare
la porta è chiusa
bisogna forzarla
bisogna vederti, amor mio,
sia bella come te, la vita
sia amica e amata come te

so che ancora non è finito
il banchetto della miseria ma
finirà...
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Rio Salto

    Lo so: non era nella valle fonda
    suon che s'udìa di palafreni andanti:
    era l'acqua che giù dalle stillanti
    tegole a furia percotea la gronda.
    Pur via e via per l'infinita sponda
    passar vedevo i cavalieri erranti;
    scorgevo le corazze luccicanti,
    scorgevo l'ombra galoppar sull'onda.
    Cessato il vento poi, non di galoppi
    il suono udivo, nè vedea tremando
    fughe remote al dubitoso lume;
    ma poi solo vedevo, amici pioppi!
    Brusivano soave tentennando
    lungo la sponda del mio dolce fiume.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Saluto

      Nulla, spuma, vergine verso
      A non designar che la coppa;
      Tal si tuffa lungi una frotta
      Di sirene, il dorso riverso.

      Noi navighiamo, o miei diversi
      Amici, io già sulla poppa
      Voi sulla prua ch'apre alla rotta
      Flutto di folgori e d'inverni;

      Un'ebbrezza bella m'ingiunge
      Senza temer beccheggio lungo
      Di levar alto questo salve

      Solitudine, scoglio, stella
      A non importa ciò che valse
      La cura bianca della vela.
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        Scritta da: Antonella Marotta
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Ora che non mi dici niente, ora
        che non mi fai godere né soffrire,
        tu sei la consueta dei miei giorni.
        Assomigli ad un lago tutto uguale
        sotto un cielo di latta tutto uguale.
        Assonnato mi muovo sulla riva.
        Non voglio non desider, neppure
        penso.
        Mi tocco per sentir se sono.
        È l'essere e il non esser, come l'acqua
        e il cielo di quel lago si confondono.
        Diventa il mio dolore quel d'un altro
        e la vita non è né lieta né triste.
        T'odio, compagna assidua dei miei giorni,
        che alla vita non mi sottrai, facendomi
        come il sonno una cosa inanimata,
        ma me la lasci solo rasentare.
        Poiché son rassegnato a viver, voglio
        che ad ogni ora del dì mi pesi sopra,
        mi tocchi nella mia carne vitale.
        Voglio il Dolore che m'abbranchi forte
        e collochi nel centro della Vita.
        Ora che non mi dici niente, ora
        che non mi fai godere né soffrire,
        io rassegnato aspetto che tu passi.
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          Scritta da: Nicola G.
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Ogni parte aspira sempre
          a congiungersi con l'intero
          per sfuggire all'imperfezione;

          L'anima sempre aspira
          ad abitare un corpo
          perché senza gli organi corporei
          non può agire ne sentire.

          Essa funziona dentro il corpo
          come fa il vento
          dentro le canne di un organo,
          se una delle canne si guasta
          il vento non produce più il giusto suono.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Apro la sigaretta
            come fosse una foglia di tabacco
            e aspiro avidamente
            l'assenza della tua vita.

            È così bello sentirti fuori,
            desideroso di vedermi
            e non mai ascoltato.

            Sono crudele, lo so,
            ma il gergo dei poeti è questo:
            un lungo silenzio acceso
            dopo un lunghissimo bacio.
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              Scritta da: Silvana Stremiz
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Taci, anima stanca di godere

              Taci, anima stanca di godere
              e di soffrire(all'uno e all'altro vai
              rassegnata)
              Nessuna voce tua odo se ascolto:
              non di rimpianto per la miserabile
              giovinezza, non d'ira o di speranza,
              e neppure di tedio.
              Giaci come
              il corpo, ammutolita, tutta piena
              d'una rassegnazione disperata.
              Non ci stupiremmo,
              non è vero, mia anima, se il cuore
              si fermasse, sospeso se ci fosse
              il fiato...
              Invece camminiamo,
              camminiamo io e te come sonnambuli.
              E gli alberi son alberi, le case
              sono case, le donne
              che passano son donne, e tutto è quello
              che è, soltanto quel che è.
              La vicenda di gioia e di dolore
              non ci tocca. Perduto ha la voce
              la sirena del mondo, e il mondo è un grande
              deserto.
              Nel deserto
              io guardo con asciutti occhi me stesso.
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