Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Eclissi
in Poesie (Poesie d'Autore)

Casida delle colombe oscure

Sui rami dell'alloro
camminano due colombe oscure.
L'una era il sole,
l'altra la luna.
"Casigliane mie," chiesi,
"dove sta la mia sepoltura?"
"Nella mia coda", disse il sole.
"Nella mia gola", disse la luna.
Ed io che andavo camminando
con la terra alla cintola
vidi due aquile di neve
e una ragazza nuda.
L'una era l'altra
e la ragazza era nessuna.
"Care aquile, " chiesi,
"dove sta la mia sepoltura?"
"Nella mia coda", disse il sole.
"Nella mia gola", disse la luna.
Sui rami dell'alloro
vidi due colombe nude.
L'una era l'altra
ed entrambe nessuna.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: mor-joy
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Petali sulle ceneri

    Credo d'averti visto in sogno
    prima di conoscerti,
    tali sono le precognizioni
    d'Aprile
    prima della pienezza
    primaverile.

    La visione avuta da te
    non è venuta
    quando tutto era impregnato
    dal profumo del sal fiorito,
    quando lo scintillare
    del fiume al tramonto
    aggiungeva una frangia
    al biondeggiare della sabbia,
    quando i frastuoni
    dei giorni estivi
    vagamente s'intrecciavano?

    Sì, ironica e sfuggente
    è stata la visione
    che ho avuto del tuo viso,
    in ore evase
    da ogni realtà!
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Elisa Iacobellis
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Bimba bruna e agile

      Bimba bruna e agile, il sole che fa la frutta,
      quello che rassoda il grano, quello che piega le alghe,
      ha fatto il tuo corpo allegro, i tuoi occhi luminosi
      e la tua bocca che ha il sorriso dell'acqua.

      Un sole nero e ansioso ti si arrotola nei fili
      della nera capigliatura, quando stendi le braccia.
      Tu giochi col sole come un ruscello
      e lui ti lascia negli occhi due pozze oscure.

      Bimba bruna e agile, nulla mi avvicina a te.
      Tutto da te mi allontana, come dal mezzogiorno.
      Sei la delirante gioventù dell'ape,
      l'ebbrezza dell'onda, la forza della spiga.

      Il mio cuore cupo ti cerca, tuttavia,
      e amo il tuo corpo allegro, la tua voce sciolta e sottile.
      Farfalla bruna dolce e definitiva
      come il campo dì frumento e il sole, il papavero e l'acqua.
      Vota la poesia: Commenta
        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        La Guazza

        Laggiù, nella notte, tra scosse
        d'un lento sonaglio, uno scalpito
        è fermo. Non anco son rosse
        le cime dell'Alpi.
        Nel cielo d'un languido azzurro,
        le stelle si sbiancano appena:
        si sente un confuso sussurro
        nell'aria serena.
        Chi passa per tacite strade?
        Chi parla da tacite soglie?
        Nessuno. È la guazza che cade
        sopr'aride foglie.
        Si parte, ch'è ora, né giorno,
        sbarrando le vane pupille;
        si parte tra un murmure intorno
        di piccole stille.
        In mezzo alle tenebre sole,
        qualcuna riluce un minuto;
        riflette il tuo Sole, o mio Sole;
        poi cade: ha veduto.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ninnananna

          Posa il capo assopito, amore mio,
          umano sul mio braccio senza fede;
          tempo e febbri avvampino e cancelliano
          ogni bellezza individuale, via
          dai bambini pensosi, e poi la tomba
          attesta che effimero è il bambino:
          ma finch'è spunti il giorno mi rimanga
          tra le braccia la viva creatura,
          mortale sì, colpevole, eppure
          per me il bello nella sua interezza.

          Anima e corpo non hanno confini:
          agli amanti che giacciono sul suo
          tollerante declivio incantato
          in preda al deliquio ricorrente,
          solenne la visione manda Venere
          di soprannaturale armonia,
          di universale amore e speranza;
          mentre un'astratta intuizione accende,
          in mezzo ai ghiacciai e fra le rupi,
          dell'eremita l'estasi carnale.

          Passano sicurezze e fedeltà
          allo scoccare della mezzanotte
          come le vibrazioni di campana,
          e forsennati alla moda lanciano
          il loro pedantesco, uggioso grido:
          il costo fino all'ultimo centesimo
          - sta scritto in tutte le temute carte -
          andrà pagato, ma da questa notte
          non un solo bisbiglio, nè un pensiero,
          non un bacio o uno sguardo sia perduto.

          Bellezza muore, e mezzanotte, ed estasi:
          che i venti dell'alba, mentre lievi
          spirano intorno al tuo capo sognante,
          mostrino un giorno di accoglienza tale
          che occhio e cuore pulsino e gioiscano,
          paghi di un mondo, il nostro, che è mortale;
          meriggi di arsura ti ritrovino
          nutrito dei poteri involontari,
          notti di oltraggio ti lascino andare
          sorvegliato da ogni umano amore.
          Vota la poesia: Commenta