Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)
Vive e muore molte volte l'uomo,
fra le sue due eternità,
della stirpe l'una, dell'anima l'altra,
ben lo sapeva l'antica Irlanda.
Sia che nel suo letto muoia,
o che lo atterri un colpo di fucile,
il peggio che ha da temere
è una breve dipartita da quei cari.
Benché la fatica dei becchini
sia lunga, affilati sono i loro badili,
forti i loro muscoli nell'opera.
Non fanno che ricacciar i loro morti
nella mente umana ancora.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Kinsey Keene

    Ascoltate, Thomas Rhodes, presidente della banca;
    Coolbaugh Whedon, direttore dell'"Argo";
    Reverendo Peet, pastore della prima chiesa;
    A. D. Blood, più volte sindaco di Spoon River;
    e finalmente voi tutti, membri dell'Associazione del Buon Costume —
    ascoltate le parole di Cambronne morituro,
    ritto con gli eroici superstiti
    della guardia di Napoleone a Mont Saint-Jean
    sul campo di battaglia di Waterloo,
    quando Maitland, l'inglese, gridò loro:
    "Arrendetevi, prodi Francesi! " —
    là sul finir del giorno, quando la battaglia fu irrimediabilmente perduta,
    e orde d'uomini che non eran più l'esercito
    del grande Napoleone
    si agitavano sul campo come brandelli laceri
    di nuvole tonanti nella tempesta.
    Ebbene, ciò che Cambronne disse a Maitland
    prima che il fuoco inglese spianasse il ciglio della collina
    contro la luce morente del giorno,
    io dico a voi, e a tutti voi,
    e a te, universo.
    E v'incarico di scolpirlo.
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      Scritta da: Marianna Mansueto
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Il sorriso

      C'è un sorriso d'amore,
      e c'è un sorriso della seduzione,
      un sorriso c'è dei sorrisi
      dove si incontrano quei due sorrisi.

      C'è un aggrottamento dell'odio
      e c'è un aggrottamento del disdegno,
      ed un aggrottamento c'è degli aggrottamenti
      di cui invano tentate di scordarvi,

      Poiché a fondo nel profondo del cuore penetra,
      e affonda nelle midolla delle ossa-
      e mai nessun sorriso fu sorriso,
      ma solo quel sorriso solo,

      sorriso che dalla culla alla fossa
      sorridere si può una volta una sola;
      quando è sorriso
      ha fine ogni miseria.
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        Scritta da: Francesca Fontana
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io

        Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io
        fossimo presi per incantamento,
        e messi in un vasel ch'ad ogni vento
        per mare andasse al voler vostro e mio,

        sì che fortuna od altro tempo rio
        non ci potesse dare impedimento,
        anzi, vivendo sempre in un talento,
        di stare insieme crescesse 'l disio.

        E monna Vanna e monna Lagia poi
        con quella ch'è sul numer de le trenta
        con noi ponesse il buono incantatore:

        e quivi ragionar sempre d'amore,
        e ciascuna di lor fosse contenta,
        sì come i' credo che saremmo noi.
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          Scritta da: Eclissi
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Casida delle colombe oscure

          Sui rami dell'alloro
          camminano due colombe oscure.
          L'una era il sole,
          l'altra la luna.
          "Casigliane mie," chiesi,
          "dove sta la mia sepoltura?"
          "Nella mia coda", disse il sole.
          "Nella mia gola", disse la luna.
          Ed io che andavo camminando
          con la terra alla cintola
          vidi due aquile di neve
          e una ragazza nuda.
          L'una era l'altra
          e la ragazza era nessuna.
          "Care aquile, " chiesi,
          "dove sta la mia sepoltura?"
          "Nella mia coda", disse il sole.
          "Nella mia gola", disse la luna.
          Sui rami dell'alloro
          vidi due colombe nude.
          L'una era l'altra
          ed entrambe nessuna.
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            Scritta da: mor-joy
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Petali sulle ceneri

            Credo d'averti visto in sogno
            prima di conoscerti,
            tali sono le precognizioni
            d'Aprile
            prima della pienezza
            primaverile.

            La visione avuta da te
            non è venuta
            quando tutto era impregnato
            dal profumo del sal fiorito,
            quando lo scintillare
            del fiume al tramonto
            aggiungeva una frangia
            al biondeggiare della sabbia,
            quando i frastuoni
            dei giorni estivi
            vagamente s'intrecciavano?

            Sì, ironica e sfuggente
            è stata la visione
            che ho avuto del tuo viso,
            in ore evase
            da ogni realtà!
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              Scritta da: Gabriella Stigliano
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              La campana della sera

              Fuggiva la barca sull'onda fuggitiva;
              la notte allungandosi in pacifica sera
              alla luna in cielo pallida, meditativa,
              fornica un dolce riparo nel suo abito nero;

              Nella brumosa lontananza una campana lamentosa
              sospira il pio suono dal campanile del maniero;
              scorre all'orecchio attento il santo rumore,
              come un'ombra che a tratti l'occhio crede d'intravedere;

              Alla devota voce la docile navicella
              sull'onda fremente s'arresta, vacilla,
              e sul flutto dormente, senza svegliarlo, s'assopisce;

              Mosso il nocchiero da una mano rude e degna
              curva la fronte rugosa, devoto si degna,
              e riprende la barca verso il porto il cammino.
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