Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Dichiarazione

Essere donna è un gran passo,
fare impazzire, eroismo.

E io dinnanzi al miracolo di mani,
schiena, spalle e di un collo di donna
con devozione di servo
la vita tutta riverisco.

Ma per quanto la notte m'incateni
con un anello d'angoscia,
più forte è al mondo l'aspirazione ad evadere
e la passione attira alle rotture.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    La differenza

    Penso e ripenso:-Che mai pensa l'oca
    gracidante alla riva del canale?
    Pare felice! Al vespero invernale
    protende il collo, giubilando roca.

    Salta starnazza si rituffa gioca:
    né certo sogna d'essere mortale
    né certo sogna il prossimo Natale
    né l'armi corruscanti della cuoca.

    -O pàpera, mia candida sorella,
    tu insegni che la Morte non esiste:
    solo si muore da che s'è pensato.

    Ma tu non pensi. La tua sorte è bella!
    Ché l'esser cucinato non è triste,
    triste è il pensare d'esser cucinato.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Padre, anche se

      Padre, se anche tu non fossi il mio
      padre,
      per te stesso, egualmente t'amerei.
      Ché mi ricordo d'un mattin d'inverno
      che la prima viola sull'opposto
      muro scopristi dalla tua finestra
      e ce ne desti la novella allegro.
      E subito la scala tolta in spalla
      di casa uscisti e l'appoggiavi al muro.
      Noi piccoli dai vetri si guardava.

      E di quell'altra volta mi ricordo
      che la sorella, bambinetta ancora,
      per la casa inseguivi minacciando.
      Ma raggiuntala che strillava forte
      dalla paura, ti mancava il cuore:
      t'eri visto rincorrere la tua
      piccola figlia e, tutta spaventata,
      tu vacillando l'attiravi al petto
      e con carezze la ricoveravi
      tra le tue braccia come per difenderla
      da quel cattivo ch'eri tu di prima.

      Padre, se anche tu non fossi il mio
      padre...
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        Scritta da: Francesca Fontana
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono

        Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono
        di quei sospiri ond'io nudriva 'l core
        in sul mio primo giovenile errore
        quand'era in parte altr'uom da quel ch'ì sono,

        del vario stile in ch'io piango et ragiono
        fra le vane speranze e 'l van dolore,
        ove sia chi per prova intenda amore,
        spero trovar pietà, nonché perdono.

        Ma ben veggio or sì come al popol tutto
        favola fui gran tempo, onde sovente
        di me mesdesmo meco mi vergogno;

        et del mio vaneggiar vergogna è 'l frutto,
        e 'l pentersi, e 'l conoscer chiaramente
        che quanto piace al mondo è breve sogno.
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          Scritta da: Eclissi
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Elegia del silenzio

          Silenzio, dove porti
          il tuo vetro appannato
          di sorrisi, di parole
          e di pianti dell'albero?
          Come pulisci, silenzio,
          la rugiada del canto
          e le macchie sonore
          che i mari lontani
          lasciano sul bianco
          sereno del tuo velo?
          Chi chiude le tue ferite
          quando sopra i campi
          qualche vecchia noria
          pianta il suo lento dardo
          sul tuo vetro immenso?

          Dove vai se al tramonto
          ti feriscono le campane
          e spezzano il tuo riposo
          gli sciami delle strofe
          e il gran rumore dorato
          che cade sopra i monti
          azzurri singhiozzando?

          L'aria dell'inverno
          spezza il tuo azzurro
          e taglia le tue foreste
          il lamento muto
          di qualche fonte fredda.

          Dove posi le mani,
          la spina del riso
          o il bruciante fendente
          della passione trovi.

          Se vai agli astri
          il solenne concerto
          degli uccelli azzurri
          rompe il grande equilibrio
          del tuo segreto pensiero.

          Fuggendo il suono
          sei anche tu suono,
          spettro d'armonia,
          fumo di grido e di canto.
          Vieni a dirci
          la parola infinita
          nelle notti oscure
          senza alito, senza labbra.

          Trafitto da stelle
          e maturo di musica,
          dove porti, silenzio,
          il tuo dolore extraumano,
          dolor di esser prigioniero
          nella ragnatela melodica,
          cieco per sempre
          il tuo sacro fonte?
          Oggi le tue onde trascinano
          con torbidi pensieri
          la cenere sonora
          e il dolore del passato.
          Gli echi dei gridi
          che svanirono per sempre.
          Il tuono remoto
          del mare, mummificato.

          Se Geova dorme
          sali al trono splendente,
          spezzagli in fronte
          una stella spenta
          e lascia davvero
          la musica eterna,
          l'armonia sonora
          di luce, e intanto
          torna alla tua fonte,
          dove nella notte eterna,
          prima di Dio e del tempo
          sgorgavi in pace.
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            Scritta da: Rea
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Ode al giorno felice

            Questa volta lasciate che sia felice,
            non è successo nulla a nessuno,
            non sono da nessuna parte,
            succede solo che sono felice
            fino all'ultimo profondo angolino del cuore.

            Camminando, dormendo o scrivendo,
            che posso farci, sono felice.
            sono più sterminato dell'erba nelle praterie,
            sento la pelle come un albero raggrinzito,
            e l'acqua sotto, gli uccelli in cima,
            il mare come un anello intorno alla mia vita,
            fatta di pane e pietra la terra
            l'aria canta come una chitarra.

            Tu al mio fianco sulla sabbia, sei sabbia,
            tu canti e sei canto,
            Il mondo è oggi la mia anima
            canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
            lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
            essere felice,
            essere felice perché si,
            perché respiro e perché respiri,
            essere felice perché tocco il tuo ginocchio
            ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
            e la sua freschezza.
            Oggi lasciate che sia felice, io e basta,
            con o senza tutti, essere felice con l'erba
            e la sabbia essere felice con l'aria e la terra,
            essere felice con te, con la tua bocca,
            essere felice.
            Composta lunedì 6 settembre 2010
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