Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Ubriaco

Ubriaco di trementina e di lunghi baci,
guido il veliero delle rose, estivo,
che volge verso la morte del giorno sottile,
posato sulla solida frenesia marina.

Pallido e ormeggiato alla mia acqua famelica
incrocio nell'acre odore del clima aperto,
ancora vestito di grigio e di suoni amari,
e di un cimiero triste di spuma abbandonata.

Vado, duro di passioni, in sella all'unica mia onda,
lunare, solare, ardente e freddo, repentino,
addormentato nella gola di felici
isole bianche e dolci come freschi fianchi.

Trema nella notte umida il mio abito di baci
follemente carico di impulsi elettrici,
diviso in modo eroico tra i miei sogni
e le rose inebrianti che con me si cimentano.

Controcorrente, in mezzo a onde esterne,
il tuo corpo parallelo si ferma tra le mie braccia
come un pesce per sempre incollato alla mia anima,
rapido e lento nell'energia subceleste.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    La Befana

    Discesi dal lettino
    son là presso il camino,
    grandi occhi estasiati,
    i bimbi affaccendati

    a metter la scarpetta
    che invita la Vecchietta
    a portar chicche e doni
    per tutti i bimbi buoni.

    Ognun, chiudendo gli occhi,
    sogna dolci e balocchi;
    e Dori, il più piccino,
    accosta il suo visino

    alla grande vetrata,
    per veder la sfilata
    dei Magi, su nel cielo,
    nella notte di gelo.

    Quelli passano intanto
    nel lor gemmato manto,
    e li guida una stella
    nel cielo, la più bella.

    Che visione incantata
    nella notte stellata!
    E la vedono i bimbi,
    come vedono i nimbi

    degli angeli festanti
    nè lor candidi ammanti.
    Bambini! Gioia e vita
    son la vision sentita

    nel loro piccolo cuore
    ignaro del dolore.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Chi sei tu, lettore che leggi
      le mie parole tra un centinaio d'anni?
      Non posso inviarti un solo fiore
      della ricchezza di questa primavera,
      una sola striatura d'oro
      delle nubi lontane.
      Apri le porte e guardati intorno.
      Dal tuo giardino in fiore cogli
      i ricordi fragranti dei fiori svaniti
      un centinaio d'anno fa.
      Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire
      la gioia vivente che cantò
      in un mattino di primavera,
      mandando la sua voce lieta
      attraverso un centinaio d'anni.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Ottobre

        Un tempo, era d'estate,
        era a quel fuoco, a quegli ardori,
        che si destava la mia fantasia.
        Inclino adesso all'autunno
        dal colore che inebria,
        amo la stanca stagione
        che ha già vendemmiato.
        Niente più mi somiglia,
        nulla più mi consola,
        di quest'aria che odora
        di mosto e di vino,
        di questo vecchio sole ottobrino
        che splende sulla vigne saccheggiate.

        Sole d'autunno inatteso,
        che splendi come in un di là,
        con tenera perdizione
        e vagabonda felicità,
        tu ci trovi fiaccati,
        vòlti al peggio e la morte nell'anima.
        Ecco perché ci piaci,
        vago sole superstite
        che non sai dirci addio,
        tornando ogni mattina
        come un nuovo miracolo,
        tanto più bello quanto più t'inoltri
        e sei lì per spirare.
        E di queste incredibili giornate
        vai componendo la tua stagione
        ch'è tutta una dolcissima agonia.
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          Scritta da: alessia14
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Gli occhi della mia donna non sono come il sole

          Gli occhi della mia donna non sono come il sole;
          il corallo è assai più rosso del rosso delle sue labbra;
          se la neve è bianca, allora i suoi seni sono bigi;
          se i capelli sono crini, neri crini crescono sul suo capo.

          Ho visto rose damascate, rosse e bianche,
          ma tali rose non le vedo sulle guance;
          e in certi profumi c'è maggior delizia
          che non nel fiato che la mia donna esala.

          Amo sentirla parlare, eppure so
          che la musica ha un suono molto più gradito.
          Ammetto di non aver mai veduto incedere una dea,
          ma la mia donna camminando calca la terra.

          Eppure, per il cielo, credo il mio amore tanto raro
          quanto qualsiasi donna travisata da falsi paragoni.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Manicomio è parola assai più grande

            Manicomio è parola assai più grande
            delle oscure voragini del sogno,
            eppur veniva qualche volta al tempo
            filamento di azzurro o una canzone
            lontana di usignolo o si schiudeva
            la tua bocca mordendo nell'azzurro
            la menzogna feroce della vita.
            O una mano impietosa di malato
            saliva piano sulla tua finestra
            sillabando il tuo nome e finalmente
            sciolto il numero immondo ritrovavi
            tutta la serietà della tua vita.
            Composta mercoledì 25 marzo 2015
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