Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

La mattina è gonfia di tempesta

La mattina è gonfia di tempesta
nel cuore dell'estate.

Come bianchi fazzoletti d'addio viaggiano le nubi,
il vento le scuote con le sue mani peregrine.

Cuore infinito del vento
che palpita sul nostro silenzio innamorato.

E ronza tra gli alberi, orchestrale e divino,
come una lingua piena di guerre e di canti.

Vento che rapina fulmineo le foglie secche
e devia le frecce palpitanti degli uccelli.

Vento che le travolge in onda senza spuma
e sostanza senza peso, e fuochi inclinati.

Si rompe e sommerge il suo volume di baci
combattuto sulla porta del vento dell'estate.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    La Befana

    Discesi dal lettino
    son là presso il camino,
    grandi occhi estasiati,
    i bimbi affaccendati

    a metter la scarpetta
    che invita la Vecchietta
    a portar chicche e doni
    per tutti i bimbi buoni.

    Ognun, chiudendo gli occhi,
    sogna dolci e balocchi;
    e Dori, il più piccino,
    accosta il suo visino

    alla grande vetrata,
    per veder la sfilata
    dei Magi, su nel cielo,
    nella notte di gelo.

    Quelli passano intanto
    nel lor gemmato manto,
    e li guida una stella
    nel cielo, la più bella.

    Che visione incantata
    nella notte stellata!
    E la vedono i bimbi,
    come vedono i nimbi

    degli angeli festanti
    nè lor candidi ammanti.
    Bambini! Gioia e vita
    son la vision sentita

    nel loro piccolo cuore
    ignaro del dolore.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Chi sei tu, lettore che leggi
      le mie parole tra un centinaio d'anni?
      Non posso inviarti un solo fiore
      della ricchezza di questa primavera,
      una sola striatura d'oro
      delle nubi lontane.
      Apri le porte e guardati intorno.
      Dal tuo giardino in fiore cogli
      i ricordi fragranti dei fiori svaniti
      un centinaio d'anno fa.
      Nella gioia del tuo cuore possa tu sentire
      la gioia vivente che cantò
      in un mattino di primavera,
      mandando la sua voce lieta
      attraverso un centinaio d'anni.
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        Scritta da: Silvana Stremiz
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Hymnus ad nocturnum

        Ho la calma di un morto:
        guardo il letto che attende
        le mie membra e lo specchio
        che mi riflette assorto.

        Non so vincere il gelo
        dell'angoscia, piangendo,
        come un tempo, nel cuore
        della terra e del cielo.

        Non so fingermi calme
        o indifferenze o altre
        giovanili prodezze,
        serti di mirto o palme.

        O immoto Dio che odio
        fa che emani ancora
        vita dalla mia vita
        non m'importa più il modo.
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          Scritta da: Silvana Stremiz
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Ottobre

          Un tempo, era d'estate,
          era a quel fuoco, a quegli ardori,
          che si destava la mia fantasia.
          Inclino adesso all'autunno
          dal colore che inebria,
          amo la stanca stagione
          che ha già vendemmiato.
          Niente più mi somiglia,
          nulla più mi consola,
          di quest'aria che odora
          di mosto e di vino,
          di questo vecchio sole ottobrino
          che splende sulla vigne saccheggiate.

          Sole d'autunno inatteso,
          che splendi come in un di là,
          con tenera perdizione
          e vagabonda felicità,
          tu ci trovi fiaccati,
          vòlti al peggio e la morte nell'anima.
          Ecco perché ci piaci,
          vago sole superstite
          che non sai dirci addio,
          tornando ogni mattina
          come un nuovo miracolo,
          tanto più bello quanto più t'inoltri
          e sei lì per spirare.
          E di queste incredibili giornate
          vai componendo la tua stagione
          ch'è tutta una dolcissima agonia.
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