Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)
Il giorno più felice
Il giorno più felice - l'ora più felice
questo mio inaridito cuore ha già conosciuto;
ogni più alta speranza di trionfo e d'orgoglio
sento ch'è fuggita via.

Trionfo? Oh sì, così fantasticavo;
ma da gran tempo svanirono ormai
le visione di quel mio giovanile tempo -
e sia pur così.

E quanto a te, orgoglio, che dirti?
Erediti pure un'altra fonte
quel veleno che approntasti per me -
Ora acquietati, o mio spirito.

Il giorno più felice - l'ora più felice -
che quest'occhi avrebbero visto - hanno già visto,
il rifulgente sguardo di trionfo e d'orgoglio
sento che è spento ormai.

Ma mi fosse pur riofferta quella speranza
di trionfo e d'orgoglio, e con la pena
che allora avvertivo - quella fulgente ora
io non vorrei riviverla:

giacché oscure scorie erano su quelle ali
e, al loro agitarsi, una maligna essenza
ne pioveva - fatale per un'anima
che già l'ha conosciuta.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Knowlt Hoheimer

    Io fui il primo frutto della battaglia di Missionary Ridge.
    Quando sentii la pallottola entrarmi nei cuore
    mi augurai di esser rimasto a casa e finito in prigione
    per quel furto dei porci di Curl Trenary,
    invece di fuggire e arruolarmi.
    Mille volte meglio il penitenziario
    che avere addosso questa statua di marmo alata,
    e il piedistallo di granito
    con le parole "Pro Patria".
    Tanto, che vogliono dire?
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Alla morte

      Morire sì,
      non essere aggrediti dalla morte.
      Morire persuasi
      che un siffatto viaggio sia il migliore.
      E in quell'ultimo istante essere allegri
      come quando si contano i minuti
      dell'orologio della stazione
      e ognuno vale un secolo.
      Poi che la morte è la sposa fedele
      che subentra all'amante traditrice,
      non vogliamo riceverla da intrusa,
      né fuggire con lei.
      Troppo volte partimmo
      senza commiato!
      Sul punto di varcare
      in un attimo il tempo,
      quando pur la memoria
      di noi s'involerà,
      lasciaci, o Morte, dire al mondo addio,
      concedici ancora un indugio.
      L'immane passo non sia
      precipitoso.
      Al pensier della morte repentina
      il sangue mi si gela.
      Morte non mi ghermire
      ma da lontano annunciati
      e da amica mi prendi
      come l'estrema delle mie abitudini.
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        Scritta da: Eclissi
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Pioggia

        La pioggia ha un vago segreto di tenerezza,
        una sonnolenza rassegnata e amabile,
        una musica umile si sveglia con lei
        e fa vibrare l'anima addormentata del paesaggio

        è un bacio azzurro che riceve la Terra,
        il mito primitivo che si rinnova.
        Il freddo contatto di cielo e terra vecchi
        con una pace da lunghe sere.

        È l'aurora del frutto. Quella che ci porta i fiori
        e ci unge con lo spirito santo dei mari.
        Quella che sparge la vita sui seminati
        e nell'anima tristezza di ciò che non sappiamo.

        La nostalgia terribile di una vita perduta,
        il fatale sentimento di esser nati tardi,
        o l'illusione inquieta di un domani impossibile
        con l'inquietudine vicina del color della carne.

        L'amore si sveglia nel grigio del suo ritmo,
        il nostro cielo interiore ha un trionfo di sangue,
        ma il nostro ottimismo si muta in tristezza
        nel contemplare le gocce morte sui vetri.

        E son le gocce: occhi d'infinito che guardano
        il bianco infinito che le generò.

        Ogni goccia di pioggia trema sul vetro sporco
        e vi lascia divine ferite di diamante.
        Sono poeti dell'acqua che hanno visto e meditano
        ciò che la folla dei fiumi ignora.

        O pioggia silenziosa; senza burrasca, senza vento,
        pioggia tranquilla e serena di campana e di dolce luce,
        pioggia buona e pacifica, vera pioggia,
        quando amorosa e triste cadi sopra le cose!

        O pioggia francescana che porti in ogni goccia
        anime di fonti chiare e di umili sorgenti!
        Quando scendi sui campi lentamente
        le rose del mio petto apri con i tuoi suoni.

        Il canto primitivo che dici al silenzio
        e la storia sonora che racconti ai rami
        il mio cuore deserto li commenta
        in un nero e profondo pentagramma senza chiave.

        La mia anima ha la tristezza della pioggia serena,
        tristezza rassegnata di cosa irrealizzabile,
        ho all'orizzonte una stella accesa
        e il cuore mi impedisce di contemplarla.

        O pioggia silenziosa che gli alberi amano
        e sei al piano dolcezza emozionante:
        dà all'anima le stesse nebbie e risonanze
        che lasci nell'anima addormentata del paesaggio!
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          Scritta da: Gabriella Stigliano
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          L'angelo

          Sognai un sogno! Che vorrà mai dire?
          Regina ero, e vergine,
          guardata da un buon angelo:
          pena senza perché mai non s'inganna!

          Piangevo notte e giorno le mie lacrime,
          e lui me le asciugava;
          giorno e notte piangevo
          celandogli la gioia del mio cuore.

          Così sulle sue ali volò via;
          il mattino arrossì;
          io il pianto mi asciugai,
          e i miei timori armai di scudi e lance.

          Egli presto tornò: mai mi ero armata,
          così che tornò invano;
          gioventù era passata,
          e grigie chiome stavan sul mio capo.
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            Scritta da: Andrew Ricooked
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Ricordatelo

            Credere a ciò che dicono o scrivono
            è
            pericoloso
            specialmente se dicono o scrivono
            cose esageratamente grandiose
            su di
            te

            e tu
            sei sciocco quanto basta per
            crederci.

            Poi saresti pronto a rompere la
            macchina fotografica quando qualcuno tenta di
            fotografarti in
            pubblico.

            O potresti ubriacarti
            a casa tua
            e sparare dalla finestra
            al tuo vicino
            con una 44 magnum.

            O potresti comperare un
            automobile costosissima
            per poi innervosirti
            con quelli meno ricchi
            sulle loro vecchie auto
            che frenano la tua corsa
            in
            autostrada.

            O potresti sposarti
            troppe volte
            o avere troppe
            fidanzate.

            O potresti andare in Europa
            troppo spesso
            o drogarti troppo
            spesso.

            Potresti
            maltrattare
            i camerieri.

            Respingere
            i cacciatori
            di autografi.

            Potresti perfino
            uccidere
            qualcuno.

            O
            in migliaia
            di altri modi
            potresti alla fine anche
            uccidere
            te stesso.

            Molti
            lo fanno.
            Composta domenica 3 gennaio 2010
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