Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Il cuore del cipresso

O cipresso, che solo e nero stacchi
dal vitreo cielo, sopra lo sterpeto
irto di cardi e stridulo di biacchi:

in te sovente, al tempo delle more,
odono i bimbi un pispillìo secreto,
come d'un nido che ti sogni in cuore.

L'ultima cova. Tu canti sommesso
mentre s'allunga l'ombra taciturna
nel tristo campo: quasi, ermo cipresso,
ella ricerchi tra què bronchi un'urna.

Più brevi i giorni,
e l'ombra ogni dì meno
s'indugia e cerca, irrequieta, al sole;
e il sole è freddo e pallido il sereno.

L'ombra, ogni sera prima, entra nell'ombra:
nell'ombra ove le stelle errano sole.
E il rovo arrossa e con le spine ingombra

tutti i sentieri, e cadono già roggie
le foglie intorno (indifferente oscilla
l'ermo cipresso), e già le prime pioggie
fischiano, ed il libeccio ulula e squilla.

E il tuo nido? Il tuo nido?... Ulula forte
il vento e t'urta e ti percuote a lungo:
tu sorgi, e resti; simile alla Morte.

E il tuo cuore? Il tuo cuore?... Orrida trebbia
l'acqua i miei vetri, e là ti vedo lungo,
di nebbia nera tra la grigia nebbia.

E il tuo sogno? La terra ecco scompare:
la neve, muta a guisa del pensiero,
cade. Tra il bianco e tacito franare
tu stai, gigante immobilmente nero.
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    Scritta da: Cheope
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Teatro degli Artigianelli

    Falce martello e la stella d'Italia
    ornano nuovi la sala. Ma quanto
    dolore per quel segno su quel muro!

    Esce, sorretto dalle grucce, il Prologo.
    Saluta al pugno; dice sue parole
    perché le donne ridano e i fanciulli
    che affollano la povera platea.
    Dice, timido ancora, dell'idea
    che gli animi affratella; chiude: "E adesso
    faccio come i tedeschi: mi ritiro".
    Tra un atto e l'altro, alla Cantina, in giro
    rosseggia parco ai bicchieri l'amico
    dell'uomo, cui rimargina ferite,
    gli chiude solchi dolorosi; alcuno
    venuto qui da spaventosi esigli,
    si scalda a lui come chi ha freddo al sole.

    Questo è il Teatro degli Artigianelli,
    quale lo vide il poeta nel mille
    novecentoquarantaquattro, un giorno
    di Settembre, che a tratti
    rombava ancora il canone, e Firenze
    taceva, assorta nelle sue rovine.
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      Scritta da: Daduncolo
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Erano i capei d'oro a l'aura sparsi

      Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
      che'n mille dolci nodi gli avolgea,
      e'l vago lume oltra misura ardea
      di quei begli occhi, ch'or ne son si scarsi;

      e il viso di pietosi color'farsi,
      non so se vero o falso, mi parea:
      i'che l'esca amorosa al petto avea,
      qual meraviglia se di subito arsi?

      Non era l'andar suo cosa mortale,
      ma d'angelica forma, e le parole
      sonavan altro, che pur voce umana.

      Uno spirito celeste, un viso sole
      fu quel ch'i'vidi; e se non fosse or tale,
      piaga per allentar d'arco non sana.
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        Scritta da: Daduncolo
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno

        Benedetto sia'l giorno e'l mese e l'anno
        e la stagione e'l tempo e l'ora e'l punto
        e'l bel paese e'l loco ov'io fui giunto
        da'duo begli occhi che legato m'ànno;

        E benedetto il primo dolce affanno
        ch'ì ebbi ad esser con Amor congiunto,
        e l'arco e le saette ond'ì fui punto,
        e le piaghe che'nfin al cor mi vanno.

        Benedette le voci tante ch'io
        chiamando il nome de mia donna ò sparte,
        e i sospiri e le lagrime e'l desio;

        e benedette sian tutte le carte
        ov'io fama l'acquisto, e'l pensier mio,
        ch'è sol di lei; si ch'altra non v'à parte.
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          Scritta da: Clocci
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Rosso è il fuoco nel camino,
          Sotto al tetto un letto aspetta;
          Ma non son stanchi i nostri piedi,
          Voltato l'angolo incontrar potremmo
          D'improvviso un albero oppure un grosso sasso,
          Che nessuno oltre noi ha visto.
          Alberi e fiori, foglie e fuscelli,
          Fateli passare! Fateli passare!
          Sotto al nostro cielo colli e ruscelli
          Passeranno oltre! Passeranno oltre!

          Voltato l'angolo forse ci aspetta
          Un ignoto portale o una strada stretta;
          Se purtroppo oggi tirar oltre dobbiamo,
          Può darsi che domani questa strada facciamo,
          Prendendo sentieri nascosti
          Che portano alla Luna o al Sole.
          Mela, spina, noce, prugna,
          Fateli passare! Fateli passare!
          Sabbia, pietra, stagno, dirupo,
          In bocca al lupo! In bocca al lupo!

          Dietro è la casa, davanti a noi il mondo,
          E mille son le vie che attendon, sullo sfondo
          Di ombre, vespri e notti, il brillar delle stelle.
          Davanti allor la casa, e dietro a noi il mondo,
          Tornar potremo a casa con passo infin giocondo.
          Ombre e crepuscolo, nuvole e foschia
          Sbiadiranno via! Sbiadiranno via!
          Fuoco e luce, da bere e da mangiare,
          Così tutti a letto poi potremo andare!
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            in Poesie (Poesie d'Autore)

            L'umile giunchiglia

            Dimmi almeno che oscura meraviglia
            già ti prende di me, che trovi bella
            questa sommessa, e umile giunchiglia
            che già ti paragona a una stella;
            dimmi che me divina e me presente
            senti dentro il tuo letto di piacere,
            dimmi che un bacio fuga dolcemente
            tutte le smanie e tutte le chimere.
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Donna al pianoforte

              Io ti ho vista seduta al pianoforte
              e mi sei parsa un angelo, una vergine
              di certissimo aspetto – come fossi
              oggi cresciuta lì su quelle soglie
              di sveltissima musica, o fermento
              bello di donna dalle dritte spalle
              cui le dita di angelo racchiuso

              hanno impresso una curva di mistero
              mentre che all'apparenza ne gioivi
              profondamente come in veste nuova.

              E noi tutti di te ripensavamo
              cose profonde e più miracolosa
              che una vetta di sogno la tua dolce
              cara presenza ci scioglieva i nodi
              dentro il sangue del male e sollevava
              la nostr'aria nel palpito felice
              dei tuoi biondi finissimi capelli.
              Composta giovedì 31 marzo 2016
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                Scritta da: Andrea De Candia
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Anche oggi sarà dentro la storia
                della mia vita. Ma non era l'oggi
                che io volevo quand'ero bambina:
                oggi è un oggi diverso, senza grida,
                afono e grigio come una fontana.
                Oggi è l'oggi di ieri manifesto
                solo nel mio respiro prigioniero:
                o larghe nubi come fonderei
                volentieri il mio passo
                dentro quel cielo che racchiude tutta
                tutta l'avversità del mio destino.
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