Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Elisa Iacobellis
in Poesie (Poesie d'Autore)

Ah vastità di pini...

Ah vastità di pini, rumore d'onde che si frangono,
lento gioco di luci, campana solitaria,
crepuscolo che cade nei tuoi occhi, bambola
chiocciola terrestre, in te la terra canta!

In te i fiumi cantano e in essi l'anima mia fugge
come tu desideri e verso dove tu vorrai.
Segnami la mia strada nel tuo arco di speranza
e lancerò in delirio il mio stormo di frecce.

Intorno a me sto osservando la tua cintura di nebbia
e i1 tuo silenzio incalza le mie ore inseguite,
e sei tu ton le tue braccia di pietra trasparente

dove i miei baci si ancorano e la mia umida ansia s'annida.

Ah la tua voce misteriosa che l'amore tinge e piega
nel crepuscolo risonante e morente!
Così in ore profonde sopra i campi ho visto
piegarsi le spighe sulla bocca del vento.
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    Scritta da: Silvana Stremiz
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il cuore del cipresso

    O cipresso, che solo e nero stacchi
    dal vitreo cielo, sopra lo sterpeto
    irto di cardi e stridulo di biacchi:

    in te sovente, al tempo delle more,
    odono i bimbi un pispillìo secreto,
    come d'un nido che ti sogni in cuore.

    L'ultima cova. Tu canti sommesso
    mentre s'allunga l'ombra taciturna
    nel tristo campo: quasi, ermo cipresso,
    ella ricerchi tra què bronchi un'urna.

    Più brevi i giorni,
    e l'ombra ogni dì meno
    s'indugia e cerca, irrequieta, al sole;
    e il sole è freddo e pallido il sereno.

    L'ombra, ogni sera prima, entra nell'ombra:
    nell'ombra ove le stelle errano sole.
    E il rovo arrossa e con le spine ingombra

    tutti i sentieri, e cadono già roggie
    le foglie intorno (indifferente oscilla
    l'ermo cipresso), e già le prime pioggie
    fischiano, ed il libeccio ulula e squilla.

    E il tuo nido? Il tuo nido?... Ulula forte
    il vento e t'urta e ti percuote a lungo:
    tu sorgi, e resti; simile alla Morte.

    E il tuo cuore? Il tuo cuore?... Orrida trebbia
    l'acqua i miei vetri, e là ti vedo lungo,
    di nebbia nera tra la grigia nebbia.

    E il tuo sogno? La terra ecco scompare:
    la neve, muta a guisa del pensiero,
    cade. Tra il bianco e tacito franare
    tu stai, gigante immobilmente nero.
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Dichiarazione

      Essere donna è un gran passo,
      fare impazzire, eroismo.

      E io dinnanzi al miracolo di mani,
      schiena, spalle e di un collo di donna
      con devozione di servo
      la vita tutta riverisco.

      Ma per quanto la notte m'incateni
      con un anello d'angoscia,
      più forte è al mondo l'aspirazione ad evadere
      e la passione attira alle rotture.
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        Scritta da: Daduncolo
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Erano i capei d'oro a l'aura sparsi

        Erano i capei d'oro a l'aura sparsi
        che'n mille dolci nodi gli avolgea,
        e'l vago lume oltra misura ardea
        di quei begli occhi, ch'or ne son si scarsi;

        e il viso di pietosi color'farsi,
        non so se vero o falso, mi parea:
        i'che l'esca amorosa al petto avea,
        qual meraviglia se di subito arsi?

        Non era l'andar suo cosa mortale,
        ma d'angelica forma, e le parole
        sonavan altro, che pur voce umana.

        Uno spirito celeste, un viso sole
        fu quel ch'i'vidi; e se non fosse or tale,
        piaga per allentar d'arco non sana.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Passerò per Piazza di Spagna

          Sarà un cielo chiaro.
          S'apriranno le strade
          sul colle di pini e di pietra.
          Il tumulto delle strade
          non muterà quell'aria ferma.
          I fiori, spruzzati
          di colori alle fontane,
          occhieggeranno come donne
          divertite. Le scale
          le terrazze le rondini
          canteranno nel sole.
          S'aprirà quella strada,
          le pietre canteranno,
          il cuore batterà sussultando
          come l'acqua nelle fontane -
          sarà questa la voce
          che salirà le tue scale.
          Le finestre sapranno
          l'odore della pietra e dell'aria
          mattutina. S'aprirà una porta.
          Il tumulto delle strade
          sarà il tumulto del cuore
          nella luce smarrita.

          Sarai tu - ferma e chiara.
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            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Noi poeti, sovente, non siam noi che scriviamo,
            È il vento che fa un fremito correr di ramo in ramo,
            È una canzon perduta che pel capo ci frulla,
            È l'aroma d'un zingaro, è un'ombra, è tutto, è nulla,
            È un lembo della veste di persona sottile,
            È la pioggia monotona che scroscia nel cortile,
            È la poltrona morbida come sera d'estate,
            È il sole che festevole picchia alle vetrate,
            È delle cose esterne la varia litania,
            Che fa' rider Ariosto e pianger Geremia.
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              Scritta da: circe
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Figli dell'epoca

              Siamo figli dell'epoca,
              l'epoca è politica.

              Tutte le tue, nostre, vostre
              faccende diurne, notturne
              sono faccende politiche.

              Che ti piaccia o no,
              i tuoi geni hanno un passato politico,
              la tua pelle una sfumatura politica,
              i tuoi occhi un aspetto politico.

              Ciò di cui parli ha una risonanza,
              ciò di cui taci ha una valenza
              in un modo o nell'altro politica.

              Perfino per campi, per boschi
              fai passi politici
              su uno sfondo politico.

              Anche le poesie apolitiche sono politiche,
              e in alto brilla la luna,
              cosa non più lunare.
              Essere o non essere, questo è il problema.
              Quale problema, rispondi sul tema.
              Problema politico.

              Non devi neppure essere una creatura umana
              per acquistare un significato politico.
              Basta che tu sia petrolio,
              mangime arricchito o materiale riciclabile.
              O anche il tavolo delle trattative, sulla cui forma
              si è disputato per mesi:
              se negoziare sulla vita e la morte
              intorno a uno rotondo o quadrato.

              Intanto la gente moriva,
              gli animali crepavano,
              le case bruciavano e i campi inselvatichivano
              come nelle epoche remote
              e meno politiche.
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                Scritta da: Gabriella Stigliano
                in Poesie (Poesie d'Autore)
                Sono irrequieto.
                Sono assetato di cose lontane.
                La mia anima esce anelando
                di toccare l'orlo
                dell'oscura lontananza.
                O Grande Aldilà,
                oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
                Dimentico, sempre dimentico,
                che non ho ali per volare.
                Sono impaziente e insonne,
                sono straniero in una terra straniera.
                Il tuo alito mi giunge sussurrando
                una impossibile speranza.
                Il mio cuore comprende il tuo linguaggio
                come fosse lo stesso ch'egli parla.
                O Lontano-da-cercare,
                oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
                Dimentico, sempre dimentico,
                che non conosco la strada,
                che non ho il cavallo alato.
                Non c'è nulla che desti il mio interesse,
                sono un vagabondo nel mio cuore.
                Nella nebbia assolata delle languide ore,
                quale visione grandiosa
                prende forma nell'azzurro dei cielo!
                O Meta Lontanissima,
                oh, l'acuto richiamo del tuo flauto!
                Dimentico, sempre dimentico,
                che tutti i cancelli sono chiusi
                nella casa dove vivo solitario!
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