Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Mariella Mulas
in Poesie (Poesie d'Autore)

Mi hai fatto senza fine

Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.

Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.

Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c'è spazio da riempire.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Uomo e donna a letto alle 10 pomeridiane

    Mi sento come una scatola di sardine, disse lei.
    Mi sento come un cerotto, dissi io.
    Mi sento come un panino al tonno, disse lei.
    Mi sento come un pomodoro a fette, dissi io.
    Mi sento come se stesse per piovere, disse lei.
    Mi sento come se l'orologio s'è fermato, dissi io.
    Mi sento come se la porta fosse aperta, disse lei.
    Mi sento come se stesse per entrare un elefante, dissi io.
    Mi sento che dovremmo pagare l'affitto, disse lei.
    Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.

    Non me la sento di lavorare, dissi.

    Mi sento che di me non te me ne importa, disse lei.
    Mi sento che dovremmo far l'amore, dissi io.
    Mi sento che l'amore l'abbiamo fatto fìn troppo, disse lei.
    Mi sento che dovremmo farlo più spesso, dissi io.
    Mi sento che dovresti trovare lavoro, disse lei.
    Mi sento che dovresti trovare lavoro, dissi io.
    Mi sento una gran voglia di bere, disse lei.
    Mi sento come una bottiglia di whisky, dissi io.
    Mi sento che finiremo come due ubriaconi, disse lei.
    Mi sento che hai ragione, dissi io.
    Mi sento di mollare tutto, disse lei.
    Mi sento che ho bisogno d'un bagno, dissi io.
    Anch'io mi sento che hai bisogno d'un bagno, disse lei.
    Mi sento che dovresti lavarmi la schiena, dissi io.
    Mi sento che tu non mi ami, disse lei.
    Mi sento che ti amo, dissi io.
    Mi sento quel coso dentro adesso, disse lei.
    Anch'io sento che adesso quel coso è dentro di te, dissi io.
    Mi sento che adesso ti amo, disse lei.
    Mi sento che ti amo più di te, dissi io.
    Mi sento benone, disse lei, ho voglia di urlare.
    Mi sento che non la smetterei più, dissi io.
    Mi sento che ne saresti capace, disse lei.
    Mi sento, dissi io.
    Mi sento, disse lei.
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      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Arte poetica

      Tra ombre e spazio, tra guarnigioni e donzelle,
      dotato di cuor singolare e di sogni funesti,
      precipitosamente pallido, appassito in fronte,
      e con lutto di vedovo furioso per ogni giorno della mia vita,
      ahi, per ogni acqua invisibile che bevo sonnolento
      e per ogni suono che accolgo tremando,
      ho la stessa sete assente, la stessa febbre fredda,
      un udito che nasce, un'angustia indiretta,
      come se arrivassero ladri o fantasmi,
      e in un guscio di estensione fissa e profonda,
      come un cameriere umiliato, come una campana un po' roca,
      come uno specchio vecchio, come un odor di casa sola
      in cui gli ospiti entrano di notte perdutamente ebbri,
      e c'è un odore di biancheria gettata al suolo, e un'assenza di fiori
      - forse un altro modo ancor meno malinconico -,
      ma, la verità d'improvviso, il vento che sferza il mio petto,
      le notti di sostanza infinita cadute nella mia camera,
      il rumore di un giorno che arde con sacrificio
      sollecitano ciò che di profetico è in me, con malinconia,
      e c'è un colpo di oggetti che chiamano senza risposta
      e un movimento senza tregua, e un nome confuso.
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        Scritta da: Gabriella Stigliano
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Il giardino d'amore

        Nel giardino d'amore un giorno entrai,
        e vidi cosa mai veduta prima:
        una cappella eretta proprio al centro
        del prato ove ero solito giocare.

        Essa aveva cancelli ben sprangati,
        "tu non devi", era scritto sulla soglia;
        io al giardino d'amore mi rivolsi,
        che tanti fiori aveva generato;

        io lo vidi di tombe tutto ingombro,
        ed al posto dei fiori v'eran lapidi;
        e preti neri intorno, ad imbrogliare
        tra spini i miei piaceri e desideri.
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          Scritta da: Gabriella Stigliano
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Imitazione della gioia

          Dove gli alberi ancora
          abbandonata più fanno la sera,
          come indolente
          è svanito l'ultimo tuo passo
          che appare appena il fiore
          sui tigli e insiste alla sua sorte.

          Una ragione cerchi agli affetti,
          provi il silenzio nella tua vita.

          Altra ventura a me rivela
          il tempo specchiato. Addolora
          come la morte, bellezza ormai
          in altri volti fulminea.
          Perduto ho ogni cosa innocente,
          anche in questa voce, superstite
          a imitare la gioia.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Vieni a rapirmi e dentro questo ardente
            panorama di sogno a rinverdirmi.
            Vieni allo spazio della vita mia,
            cambiamento di tempo: se sei uomo
            devi divaricare la mia mente,
            ma se sei donna non avrai salute
            né fame né ricordo maledetto.

            Rammento solo che son fatta eguale
            al tuo fango e resisto al tuo costato;
            chiamami nume e poi chiamami Athena
            ma soprattutto chiamami tua donna,
            o fiore di domanda doloroso.
            Composta martedì 3 maggio 2016
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