Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

I due leader

Cacciari: il fascismo è lontano
Occhetto: il fascismo è vicino
Cacciari: ma dove lo vedi?
Occhetto: là, sul falsopiano
Cacciari: ma è solo un puntino
Occhetto: ma è enorme, sciocchino
Cacciari: è una nuvola bassa
Occhetto: è una squadraccia
Scusate se interrompo la conversazione
disse il capo del plotone d'esecuzione.
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    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Gli anni in cui eravamo distratti.

    Non è ancora chiaro se siano finiti del tutto gli anni in cui eravamo distratti.

    Non ci accorgevamo che le nostre cellule sfinivano e quelle nuove arrivavano e quelle di nostro padre andavano a male.

    Negli ospedali camminavamo dritti verso un letto non giravamo mai lo sguardo in corsia sentivamo le canzoni ci abituavamo alle peggiori le ricantavamo forte per non sentire notizie davvero vere.

    Come certi prestigiatori ci infilavamo lastre sottili di ferro a dividere la parte sopra l'ombelico da quella sotto e non diteci che non sapete quale porgevamo alle ragazze? E non diteci che non sapete che la loro richiesta non l'ascoltavamo con precisa distrazione e scelta?

    Ai funerali pensavamo ad altro se ci andavamo impegnati a rendere coerente l'epitaffio uno che se l'è cavata.

    Fatti di pezzi di uomo messi insieme con pazienza orefice, braccia e orecchie conserte eclissi parziale di occhi.
    Camminavamo sul filo, con in bocca il cucchiaio, sul cucchiaio l'uovo, sull'uovo il peso del cielo.
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      Scritta da: Andrew Ricooked
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      Ahi ahi ahi

      Il tizio gestisce una libreria
      ci vado e autografo i miei libri per
      lui
      e lui mi impone sempre qualche libro
      qualcosa del genere declino-e-vita
      difficile
      ma questi libri sono scritti da
      opinionisti
      di giornali
      professori, nati-nella-bambagia,
      ecc.
      E questi hanno visto tanta vita reale
      da bassifondi
      quanto un parroco di campagna;
      le loro vite
      sono state tanto avventurose quanto
      una spolverata allo scaffale della
      libreria
      e nessuno di loro ha mai saltato un
      pasto.
      Questi libri sono ben scritti,
      a volte brillanti
      un filo
      arditi
      ma c'è una sensazione dominante
      di agiatezza
      nella scrittura e nella
      vita.
      I libri mi cadono dalle
      mani.
      Questo tizio della libreria deve
      cominciare a pensare a
      qualche altro tipo di
      compenso
      per me
      che gli autografo i miei libri
      perché leggere queste cagate
      deliziosamente
      stampate
      non fa che ricordarmi
      ancora una volta
      che sto gareggiando solo
      contro
      me stesso.
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        Scritta da: Eclissi
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Il 16 maggio 1973

        Una delle tante date
        Che non mi dicono più nulla.

        Dove sono andata quel giorno,
        che cosa ho fatto – non lo so.

        Se lì vicino fosse stato commesso un delitto
        - non avrei un alibi.

        Il sole sfolgorò e si spense
        Senza che ci facessi caso.
        La terra ruotò
        e non ne presi nota.

        Mi sarebbe più lieve pensare
        Di essere morta per poco,
        piuttosto che ammettere di non ricordare nulla
        benché sia vissuta senza interruzioni.

        Non ero un fantasma, dopotutto,
        respiravo, mangiavo,
        si sentiva
        il rumore dei miei passi,
        e le impronte delle mie dita
        dovevano restare sulle maniglie.

        Lo specchio rifletteva la mia immagine.
        Indossavo qualcosa d'un qualche colore.
        Certamente più d'uno mi vide,

        Forse quel giorno
        Trovai una cosa andata perduta.
        Forse ne persi una trovata poi.

        Ero colma di emozioni e impressioni.
        Adesso tutto questo è come
        Tanti puntini tra parentesi.

        Dove mi ero rintanata,
        dove mi ero cacciata –
        niente male come scherzetto
        perdermi di vista così.

        Scuoto la mia memoria –
        Forse tra i suoi rami qualcosa
        Addormentato da anni
        Si leverà con un frullo.
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          Scritta da: Violina Sirola
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          L'aspirante

          Prima di tutto ce li hai i requisiti?
          Ce l'hai
          un occhio di vetro, denti finti o una gruccia,
          un tirante o un uncino,
          seni di gomma, inguine di gomma,

          rattoppi a qualcosa che manca? Ah
          no? E allora che mai possiamo darti?
          Smetti di piangere.
          Apri la mano.
          Vuota? Vuota. Ma ecco una mano

          che la riempie, disposta
          a porgere tazze di tè e sgominare emicranie,
          e a fare ogni cosa che gli dirai.
          La vorresti sposare?
          È garantita,

          ti tapperà gli occhi alla fine della vita
          e del dolore.
          Con quel sale ci rinnoviamo le scorte.
          Vedo che sei nuda come un verme.
          Che te ne pare di questo vestito-

          Un po' rigido e nero, ma niente male.
          Lo vorresti sposare?
          È impermeabile, infrantumabile, abile
          contro il fuoco e imbombardabile.
          Credi a me, ti ci farai sotterrare.

          E adesso, scusa, hai vuota la testa.
          Ho la cosa che fa per te.
          Su, su, carina, esci fuori dal guscio.
          Ecco ti piace questa?
          Nuda per cominciare come una pagina bianca

          ma in venticinqu'anni d'argento,
          d'oro in cinquanta, potrà diventare.
          Una bambola viva, sotto ogni aspetto.
          Sa cucire, sa cucinare,
          sa parlare, parlare, parlare.

          E funziona, non ha una magagna.
          Qua c'è un buco, che è una manna.
          Qua un occhio, una vera visione.
          Ragazzo mio, è l'ultima occasione.
          La vorresti sposare, sposare, sposare?
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            Scritta da: alessia14
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Ulisse

            Nella mia giovinezza ho navigato
            lungo le coste dalmate. Isolotti
            a fior d'onda emergevano, ove raro
            un uccello sostava intento a prede,
            coperti d'alghe, scivolosi, al sole
            belli come smeraldi. Quando l'alta
            marea e la notte li annullava, vele
            sottovento sbandavano più al largo,
            per fuggirne l'insidia. Oggi il mio regno
            è quella terra di nessuno. Il porto
            accende ad altri i suoi lumi; me al largo
            sospinge ancora il non domato spirito,
            e della vita il doloroso amore.
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              Scritta da: Gianni Marcantoni
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Show business

              Marty, ascoltami, tutte le star
              saranno lì!
              So che non ci guadagnerai nemmeno un soldo!
              Ma sono ottime pubbliche relazioni!
              Il pubblico ama queste serate
              di beneficenza per i malati di aids, marty!
              Così capiscono che hai
              cuore, così capiscono che
              hai anima!
              Chiedi a qualsiasi p. R.!
              tutti i loro clienti lo
              fanno!
              Prendi sammy d.! è tuo
              amico, che cosa pensi che gliene freghi
              se qualcuno muore di aids?
              Sa che il guadagno arriverà
              dopo
              quando farà la prossima parte importante!
              Svegliati, marty!
              Lo fanno tutti!
              Stai attento o il pubblico presto si
              chiederà: "come mai marty mellon
              non partecipa a nessuna serata di beneficenza per
              i malati di aids?"
              Quella è la fine, marty!
              Per te!
              Hai capito?
              Eh?
              Forza ragazzo!
              Mi hai appena fatto cagare sotto
              dalla paura!
              Allora, la prossima è fissata per
              il 20 giugno, ti metterò nella
              lista, tutti i paraculi della città
              saranno lì.
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