Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Dopo l'acquazzone (Myricae)

Passò strosciando e sibilando il nero
nembo: or la chiesa squilla; il tetto, rosso,
luccica; un fresco odor dal cimitero
viene, di bosso.
Presso la chiesa; mentre la sua voce
tintinna, canta, a onde lunghe romba;
ruzza uno stuolo, ed alla grande croce
tornano a bomba.
Un vel di pioggia vela l'orizzonte;
ma il cimitero, sotto il ciel sereno,
placido olezza: va da monte a monte
l'arcobaleno.
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    Scritta da: Cheope
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    I Pastori

    Settembre, andiamo. È tempo di migrare.
    Ora in terra d'Abruzzi i miei pastori
    lascian gli stazzi e vanno verso il mare:
    scendono all'Adriatico selvaggio
    che verde è come i pascoli dei monti.

    Han bevuto profondamente ai fonti
    alpestri, che sapor d'acqua natia
    rimanga né cuori esuli a conforto,
    che lungo illuda la lor sete in via.
    Rinnovato hanno verga d'avellano.

    E vanno pel tratturo antico al piano,
    quasi per un erbal fiume silente,
    su le vestigia degli antichi padri.
    O voce di colui che primamente
    conosce il tremolar della marina!

    Ora lungh'esso il litoral cammina
    La greggia. Senza mutamento è l'aria.
    Il sole imbionda sì la viva lana
    che quasi dalla sabbia non divaria.
    Isciacquio, calpestio, dolci romori.

    Ah perché non son io cò miei pastori?
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      Scritta da: Silvana Stremiz
      in Poesie (Poesie d'Autore)

      La sera

      Vien da lungi la Sera, camminando
      per la pineta tacita, di neve.
      Poi, contro tutte le finestre preme
      le sue gelide guance; e, zitta, origlia.
      Si fa silenzio, allora, in ogni casa.
      Siedono i vecchi, meditando. I bimbi
      non si attentano ancora ai loro giuochi.
      Cade di mano alle fantesche il fuso.

      La Sera ascolta, trepida, pei vetri;
      tutti - all'interno - ascoltano la Sera.
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        Scritta da: Elisabetta
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Dal vetro sporco della mia auto

        Bambine che si vendono sui marciapiedi.
        Bambini con la mano tesa al semaforo.
        Cani abbandonati.
        Uomini con le tette che si esibiscono sotto i lampioni.
        Uomini senza palle che vendono droga all'angolo.
        Bambini nei cassonetti e immondizie per la strada.
        Scippi, rapine e risse.
        Ragazzini che fumano e sputano sui muri.
        Vestiti tutti uguali e pensieri tutti uguali.
        Ubriaconi alla guida che vanno a tutta birra.
        Pensavo che lavando il parabrezza della mia auto
        tutto questo sarebbe sparito.
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          Scritta da: Marco Giannetti
          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Sempre

          Prima di me
          non sono geloso,
          Vieni con un uomo
          alla schiena,
          vieni con cento uomini nella tua chioma,
          vieni con mille uomini tra il il tuo petto e i tuoi piedi,
          vieni come un fiume
          pieno d'affogati
          che trova il mare furioso,
          la spuma eterna del tempo!
          Portali tutti
          dove io t'attendo:
          sempre saremo soli,
          sempre sarem tu e io
          sali sopra la terra
          per iniziare la vita.
          Composta domenica 16 agosto 2009
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            Scritta da: Andrew Ricooked
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Buddha Chinaski dice

            A volte
            devi
            indietreggiare
            di uno o
            due passi,
            ri-
            considerare

            staccare
            per un
            mese

            non
            fare niente
            non
            volere
            fare niente

            la pace è
            fondamentale
            il ritmo è
            fondamentale

            qualsiasi cosa
            tu voglia
            non
            l'avrai
            provandoci
            con troppa
            insistenza.

            Stacca
            per
            dieci anni

            sarai
            più
            forte

            stacca
            per
            venti anni

            sarai
            amcora più
            forte.

            Non c'è niente in
            palio
            comunque

            e
            ricorda che
            la seconda cosa più bella
            del mondo
            è
            una notte di sonno
            tranquillo

            e
            la più bella:
            una morte
            serena.

            Nel frattempo
            paga la bolletta del
            gas
            se riesci
            e
            cerca di non
            litigare con tua
            moglie.
            Composta domenica 3 gennaio 2010
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Lettera alla mamma di un seminarista morto

              Sono cresciuto in una terra strana
              dopo che hai messo all'ombra la mia luce,
              quasi non mossi piede dalla soglia
              della mia meraviglia
              per il dio nuovo cui tu m'opponevi.
              In me cresceva il Dio dei miei domini
              (ero ancora ragazzo)
              ma tu mi hai rotto l'urlo ai vorticosi
              margini della bocca,
              l'urlo della potente giovinezza.
              Mamma, io ti ringrazio
              dalla rigida tomba entro cui siede
              il mio pensiero finalmente puro.
              Ora vedo che a forza mi hai strappato
              il verde degli amari desideri,
              mi hai edificato come l'architetto
              sapiente che ritoglie chiari miti
              dalle antiche macerie.

              Nacqui umana rovina come tutti,
              tu mi hai intessuta un'ala senza geli...
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