Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)
La porta è socchiusa
La porta è socchiusa,
dolce respiro dei tigli...
Sul tavolo, dimenticati,
un frustino ed un guanto.

Giallo cerchio del lume...
tendo l'orecchio ai fruscii.
Perché sei andato via?
Non comprendo...

Luminoso e lieto
domani sarà il mattino.
Questa vita è stupenda,
sii dunque saggio cuore.
Tu sei prostrato, batti
più sordo, più a rilento...
Sai, ho letto
che le anime sono immortali.
Vota la poesia: Commenta
    Scritta da: Cheope
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il bambino di gomma

    Melampo era un bambino
    di gomma e cancellava
    i passi che segnava
    mettendosi in cammino.

    Era di gomma rossa,
    tondo come una palla,
    e stava sempre a galla
    nel bagno, e senza ossa

    dolce, tenero, buono,
    scendeva dalle scale
    senza mai farsi male
    saltando dal balcone.

    A scuola era bocciato,
    sempre il quaderno bianco!
    Eppure era il più franco
    a scrivere il dettato.

    Scriveva e poi cassava
    con la mano di gomma,
    i numeri, la somma,
    le lettere, e tornava

    a scrivere, a cassare.
    E sempre zitto rosso
    con tutti gli occhi addosso
    senza poter parlare.

    O povero Melampo!
    Un giorno, detto fatto,
    saltò su di scatto
    e si bucò la pancia.

    Fischiò come un pallone
    sgonfiato d'ogni affanno
    e visse senza danno
    tappando col bottone

    il buco della pancia.

    Visse nel tempo antico
    Melampo - ve l'ho detto? -
    Fischiò col suo fischietto
    premendosi a soffietto
    il disco all'ombelico.
    Vota la poesia: Commenta
      Scritta da: Antonella Marotta
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Sempre assorto in me stesso e nel mio mondo
      come in sonno tra gli uomini mi muovo.
      Di chi m'utra col braccio non m'accorgo,
      e se ogni cosa guardo acutamente
      quasi sempre non vedo ciò che guardo.
      Stizza mi prende contro chi mi toglie
      a me stesso. Ogni voce m'importuna.
      Amo solo la voce delle cose.
      M'irrita tutto ciò che è necessario
      e consueto, tutto ciò che è vita,
      m'irrita come il fuscello la lumaca
      e com'essa in me stesso mi ritiro.

      Chè la vita che basta agli altri uomini
      non basterebbe a me.
      E veramente
      se un altro mondo non avessi, mio,
      nel quale dalla vita rifugiarmi,
      se oltre le miserie e le tristezze
      e le necessità e le consuetudini
      a me stesso non rimanessi io stesso,
      oh come non esistere vorrei!
      Ma un'impressione strana m'accompagna
      sempre in ogni mio passo e mi conforta:
      mi pare di passare come per caso
      da questo mondo...
      Vota la poesia: Commenta
        in Poesie (Poesie d'Autore)

        Sono nata il ventuno a primavera

        Sono nata il ventuno a primavera
        ma non sapevo che nascere folle,
        aprire le zolle
        potesse scatenar tempesta.
        Così Proserpina lieve
        vede piovere sulle erbe,
        sui grossi frumenti gentili
        e piange sempre la sera.
        Forse è la sua preghiera.
        Vota la poesia: Commenta
          Scritta da: Andrea De Candia
          in Poesie (Poesie d'Autore)
          Non inizia più armonico momento
          per noi, dacché la forza immotivata
          d'amore usò più cruda disciplina.
          Ora nei nostri aspetti già traspare
          la ferina imminenza del piacere.
          Né so, quando mi penetri di baci
          quanto di te il mio spirito trascini.
          Se la tua bianca veste mi raggiunge
          ardo di colpa e muovo l'innocente
          orma del desiderio alle tue case
          e per te che mi piaci
          io cresco in tenerezza senza fine.
          E ti seguo, io, ombra del tuo anello
          di spirito profondo
          ignorata da te, ma ti raggiungo
          nella mia aperta fantasia gioiosa.
          E mi carico sempre di peccati
          presso le porte delle meretrici.
          Vota la poesia: Commenta
            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)

            Le morte chitarre

            La mia terra è sui fiumi stretta al mare,
            non altro luogo ha voce così lenta
            dove i miei piedi vagano
            tra giunchi pesanti di lumache.
            Certo è autunno: nel vento a brani
            le morte chitarre sollevano le corde
            su la bocca nera e una mano agita le dita
            di fuoco.
            Nello specchio della luna
            si pettinano fanciulle col petto d'arance.

            Chi piange? Chi frusta i cavalli nell'aria
            rossa? Ci fermeremo a questa riva
            lungo le catene d'erba e tu amore
            non portarmi davanti a quello specchio
            infinito: vi si guardano dentro ragazzi
            che cantano e alberi altissimi e acque.
            Chi piange? Io no, credimi: sui fiumi
            corrono esasperati schiocchi d'una frusta,
            i cavalli cupi i lampi di zolfo.
            Io no, la mia razza ha coltelli
            che ardono e lune e ferite che bruciano.
            Vota la poesia: Commenta