Poesie d'Autore migliori


Scritta da: Silvana Stremiz
in Poesie (Poesie d'Autore)

Vola, canzone, rapida

Vola, canzone, rapida
davanti a Lei e dille
che, nel mio cuor fedele,
gioioso ha fatto luce
un raggio, dissipando,
santo lume, le tenebre
dell'amore: paura,
diffidenza e incertezza.
Ed ecco il grande giorno!
Rimasta a lungo muta
e pavida - la senti?
- l'allegria ha cantato
come una viva allodola
nel cielo rischiarato.
Vola, canzone ingenua,
e sia la benvenuta
senza rimpianti
vani colei che infine torna.
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    Scritta da: Cheope
    in Poesie (Poesie d'Autore)

    Il bambino di gomma

    Melampo era un bambino
    di gomma e cancellava
    i passi che segnava
    mettendosi in cammino.

    Era di gomma rossa,
    tondo come una palla,
    e stava sempre a galla
    nel bagno, e senza ossa

    dolce, tenero, buono,
    scendeva dalle scale
    senza mai farsi male
    saltando dal balcone.

    A scuola era bocciato,
    sempre il quaderno bianco!
    Eppure era il più franco
    a scrivere il dettato.

    Scriveva e poi cassava
    con la mano di gomma,
    i numeri, la somma,
    le lettere, e tornava

    a scrivere, a cassare.
    E sempre zitto rosso
    con tutti gli occhi addosso
    senza poter parlare.

    O povero Melampo!
    Un giorno, detto fatto,
    saltò su di scatto
    e si bucò la pancia.

    Fischiò come un pallone
    sgonfiato d'ogni affanno
    e visse senza danno
    tappando col bottone

    il buco della pancia.

    Visse nel tempo antico
    Melampo - ve l'ho detto? -
    Fischiò col suo fischietto
    premendosi a soffietto
    il disco all'ombelico.
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      Scritta da: Antonella Marotta
      in Poesie (Poesie d'Autore)
      Sempre assorto in me stesso e nel mio mondo
      come in sonno tra gli uomini mi muovo.
      Di chi m'utra col braccio non m'accorgo,
      e se ogni cosa guardo acutamente
      quasi sempre non vedo ciò che guardo.
      Stizza mi prende contro chi mi toglie
      a me stesso. Ogni voce m'importuna.
      Amo solo la voce delle cose.
      M'irrita tutto ciò che è necessario
      e consueto, tutto ciò che è vita,
      m'irrita come il fuscello la lumaca
      e com'essa in me stesso mi ritiro.

      Chè la vita che basta agli altri uomini
      non basterebbe a me.
      E veramente
      se un altro mondo non avessi, mio,
      nel quale dalla vita rifugiarmi,
      se oltre le miserie e le tristezze
      e le necessità e le consuetudini
      a me stesso non rimanessi io stesso,
      oh come non esistere vorrei!
      Ma un'impressione strana m'accompagna
      sempre in ogni mio passo e mi conforta:
      mi pare di passare come per caso
      da questo mondo...
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        Scritta da: Francesca Fontana
        in Poesie (Poesie d'Autore)
        Pace non trovo e non ho da far guerra
        e temo, e spero; e ardo e sono un ghiaccio;
        e volo sopra 'l cielo, e giaccio in terra;
        e nulla stringo, e tutto il mondo abbraccio.

        Tal m'ha in pregion, che non m'apre nè sera,
        nè per suo mi riten nè scioglie il laccio;
        e non m'ancide Amore, e non mi sferra,
        nè mi vuol vivo, nè mi trae d'impaccio.

        Veggio senz'occhi, e non ho lingua, e grido;
        e bramo di perire, e chieggio aita;
        e ho in odio me stesso, e amo altrui.

        Pascomi di dolor, piangendo rido;
        egualmente mi spiace morte e vita:
        in questo stato son, donna, per voi.
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          in Poesie (Poesie d'Autore)

          Sono nata il ventuno a primavera

          Sono nata il ventuno a primavera
          ma non sapevo che nascere folle,
          aprire le zolle
          potesse scatenar tempesta.
          Così Proserpina lieve
          vede piovere sulle erbe,
          sui grossi frumenti gentili
          e piange sempre la sera.
          Forse è la sua preghiera.
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            Scritta da: Andrea De Candia
            in Poesie (Poesie d'Autore)
            Non inizia più armonico momento
            per noi, dacché la forza immotivata
            d'amore usò più cruda disciplina.
            Ora nei nostri aspetti già traspare
            la ferina imminenza del piacere.
            Né so, quando mi penetri di baci
            quanto di te il mio spirito trascini.
            Se la tua bianca veste mi raggiunge
            ardo di colpa e muovo l'innocente
            orma del desiderio alle tue case
            e per te che mi piaci
            io cresco in tenerezza senza fine.
            E ti seguo, io, ombra del tuo anello
            di spirito profondo
            ignorata da te, ma ti raggiungo
            nella mia aperta fantasia gioiosa.
            E mi carico sempre di peccati
            presso le porte delle meretrici.
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              Scritta da: Andrea De Candia
              in Poesie (Poesie d'Autore)

              Le morte chitarre

              La mia terra è sui fiumi stretta al mare,
              non altro luogo ha voce così lenta
              dove i miei piedi vagano
              tra giunchi pesanti di lumache.
              Certo è autunno: nel vento a brani
              le morte chitarre sollevano le corde
              su la bocca nera e una mano agita le dita
              di fuoco.
              Nello specchio della luna
              si pettinano fanciulle col petto d'arance.

              Chi piange? Chi frusta i cavalli nell'aria
              rossa? Ci fermeremo a questa riva
              lungo le catene d'erba e tu amore
              non portarmi davanti a quello specchio
              infinito: vi si guardano dentro ragazzi
              che cantano e alberi altissimi e acque.
              Chi piange? Io no, credimi: sui fiumi
              corrono esasperati schiocchi d'una frusta,
              i cavalli cupi i lampi di zolfo.
              Io no, la mia razza ha coltelli
              che ardono e lune e ferite che bruciano.
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